Voltura Enel: come farla senza compiere errori

Voltura enel

Trasferirsi è sempre un’operazione faticosa, in quanto bisogna organizzare il trasloco in modo da rendere lo spostamento più rapido ed efficiente possibile. Quando ci si sposta, però, ci sono alcuni passaggi su cui molti hanno dei dubbi.

Uno di questi riguarda la voltura Enel. Che si debba effettuare la voltura Enel per il gas o per la corrente elettrica, questo procedimento ha un costo e richiede la compilazione di alcuni moduli e lo svolgimento di un iter che non tutti conoscono.

Nel nostro articolo andiamo ad esaminare quali sono questi passaggi burocratici e quali i documenti da compilare per effettuare il passaggio in questione.

[ads1]

Subentro e voltura: differenze

Iniziamo mettendo un puntino sulla i: sebbene siano in parecchi adoperare i termini indistintamente, o a non conoscere la differenza, il subentro e la voltura sono due procedimenti differenti. Infatti il subentro consiste nella riattivazione dell’utenza e dell’erogazione del servizio in seguito ad una disdetta delle forniture di luce e/o gas, magari proprio effettuata da parte dell’inquilino che precedentemente occupava l’abitazione in cui ci si è trasferiti.

Invece la voltura rappresenta il cambio nominativo del titolare del contratto di fornitura di gas o energia elettrica, senza che sia stata effettuata la disdetta da parte del precedente titolare.

[ads2]

Ciò implica che non avviene la riattivazione di un servizio che è stato interrotto, ma più semplicemente, come anticipato, il passaggio di nominativo di colui a cui sarà intestata la disdetta.

Un’altra differenza tra voltura e subentro riguarda le tempistiche: la voltura, non prevedendo l’interruzione dell’erogazione, è più rapida rispetto al subentro, in quanto l’energia/gas non ha mai smesso di servire l’abitazione in questione.

Voltura Enel online: come farla – Codice Pdr

Vediamo ora nel dettaglio come effettuare la voltura Enel. Per svolgere tale operazione il nuovo abitante della casa deve essere in possesso di un codice, ossia il Pod, qualora si tratti di energia elettrica, oppure del codice Pdr nel caso in cui la voltura sia da effettuarsi sull’utenza del gas. Cosa sono questi codici? Per chi non lo sapesse, il Pdr indica il punto di riconsegna e rappresenta un codice numerico nazionale composto da 14 cifre: esso serve per identificare in maniera univoca il punto fisico in cui il gas viene recapitato agli utenti.

Tale codice non cambia anche se cambia il fornitore e si trova nella prima pagina della bolletta. Per quanto riguarda il Pod, esso è l’acronimo di point of delivery. Si tratta anche in questo caso di una sequenza numerica composta da 14 cifre, volta a identificare il punto fisico in cui l’energia elettrica viene consegnata al cliente finale.

Leggi anche: 

Fasce Orarie Enel 

Subentro Telecom

Come nel caso precedente, il codice non cambia nemmeno quando viene modificato il fornitore e viene segnalato nella pagina 1 della bolletta. Diversamente è ricavabile sul display del contatore. Dopo essersi procurati queste sequenze, il cliente che vuole effettuare una voltura deve procurarsi:

  • le fotocopie dei documenti di identità e del codice fiscale
  • indicare l’indirizzo e mail
  • il numero di telefono

Fatto questa si procede con inviare una lettura del contatore da volturare. Inoltre è necessario indicare l’indirizzo attuale del precedente titolare della bolletta e l’attestazione di residenza. Essa è un documento che specifica a che titolo colui che effettua la voltura risiede nell’immobile a cui bisogna fornire l’energia. Infine è necessario segnalare la potenza dei contatori.

È possibile effettuare questa procedura online comodamente da casa, accedendo alla pagina ufficiale dell’Enel. Qui viene segnalato il form apposito, dopo aver compilato il quale il cliente riceve sulla mail le condizioni del contratto.

Probabilmente potresti avere anche bisogno di fare la Voltura Telecom

Tale contratto firmato e inviato insieme agli altri documenti specificati, tutto entro 10 giorni. Attenzione a non superare tale limite, poiché il rischio è quello di dover ripetere tutte queste pratiche da capo.

In alternativa alla compilazione online è possibile contattare l’Enel telefonicamente e farsi supportare da un operatore.

Subentro Enel: come farlo

Siccome abbiamo accennato anche al subentro, specificandone le differenze rispetto alla voltura, vogliamo dedicare un breve paragrafo anche a questo passaggio, prima di indicare il costo dei procedimenti.

Anche tale pratica si può effettuare online in maniera piuttosto semplice e simile alla voltura. Anche in questo caso sul sito ufficiale Enel è possibile trovare l’apposito form. Per compilarlo bisogna indicare l’indirizzo e i dati personali, gli estremi dei documenti, del titolo abitativo, della potenza in kwh richiesta e infine del numero intestato al cliente precedente.

Altrimenti è possibile chiamare il numero verde 800 900 800 e farsi inviare i moduli direttamente a casa propria. I moduli vanno inviati compilati e firmati, lasciando le spese postali a carico del gestore. Non temete di scordare dei documenti o dei passaggi: tutto viene indicato sul sito o sulla lettera di accompagnamento cartaceo.

Costo Voltura Enel

Passiamo ora ad un’altra questione pratica che sta a cuore a chi deve sbrigare tali pratiche: quanto costa effettuare la voltura Enel? Sia la voltura che il subentro hanno un costo pari a 27,52 euro. Questo costo viene addebitato sulla prima bolletta inoltrata al nuovo titolare del contratto. Attenzione: nel mercato libero di Enel Energia il costo potrebbe essere differente da quello appena riportato, poiché la cifra è a carico del gestore. Un’altra differenza si riscontra qualora si operasse nel mercato di maggior tutela, in quanto è l’Autorità per l’energia elettrica a stabilire il costo in maniera standardizzata. In questo caso la spesa da affrontare è pari a 23 euro di contributo fisso, più i 27, 52 euro di oneri amministrativi e infine bisogna pagare 14,62 euro di imposta di bollo.

Subentro o voltura?

Sulla base di ciò che abbiamo appena visto possiamo cercare di capire se, diventando titolari di una bolletta, convenga attivarsi per attuare una voltura o aspettare la disdetta e effettuare un subentro. In linea di massima da un punto di vista economico non vi sono particolari differenze (a meno che non si confrontino le offerte tra diversi operatori).

Tuttavia se si ha fretta e si vogliono tempi più brevi conviene e effettuare la voltura, approfittando di un allacciamento al gas o all’energia elettrica ancora attiva.

[ads2]

Qualora il contraente precedente avesse già effettuato la disdetta non rimane che procedere con le operazioni per il subentro, in modo da poter usufruire dell’energia quanto prima.

Subentro Telecom: come farlo senza errori

voltura telecom - voltura tim

Quando ci si trasferisce bisogna occuparsi di molti passaggi legati al cambio dell’intestatario delle forniture: gas, corrente elettrica, telefonia… In questo articolo ci occupiamo nelle specifico del subentro Telecom (o subentro Tim alla luce del cambio di nome).

Se nel nuovo appartamento é ancora attiva la linea Telecom bisogna modificare l’intestatario della linea telefonica e/o ADSL attiva.

Attraverso l’operazione del rientro possiamo effettuare tale passaggio, garantendo la continuità del servizio e dell’emissione delle fatture, le quali naturalmente avranno un intestatario differente.

[ads1]

La caratteristica del subentro è proprio quella di non vedere mai l’interruzione dell’erogazione del servizio, ma soltanto la modifica del nome dell’utente. Tale operazione si può fare solamente con il consenso dell’attuale intestatario della linea.

Costi contratto Telecom

Il nuovo utente può attivare due tipi di contratto: il primo è a titolo oneroso, il secondo a titolo gratuito. Questa seconda opzione è un caso particolare, conosciuto anche come subentro familiare e avviene quando a richiederlo è ad esempio un erede.

Attenzione: per Telecom Italia, subentro o voltura sono la stessa cosa. Come richiedere il subentro familiare? Questa pratica può essere avviata grazie alla richiesta dell’attuale titolare della linea, che può avanzare la richiesta in due diversi modi.+

Potrebbe anche interessarti: 

Reclamo Vodafone

Verifica Copertura Fibra TIM

Il primo prevede la compilazione e l’invio del modulo online, reperibile sul sito Telecom Italia, in particolare su Area Clienti , nella sezione Il mio 187 e cliccando su La mia Linea. Diversamente è sufficiente chiamare il Servizio Clienti 187.

Nei prossimi paragrafi approfondiamo rapidamente il caso del subentro per decesso dell’intestatario. Abbiamo visto cosa significa subentro a titolo gratuito: e nel caso di quello oneroso? Questa situazione si verifica quando il subentro Telecom non avviene a favore di un membro familiare.

[ads2]

In questo caso bisogna scaricare l’apposito modulo online e inviarlo al numero di fax indicato oppure all’indirizzo postale segnato all’interno del modulo stesso. In alternativa, è anche possibile in questo caso rivolgersi all’operatore telefonando al Servizio Clienti 187. La Telecom, in seguito alla richiesta ricevuta, si impegna ad inviare all’utente la copia del contratto da sottoscrivere e da restituire firmata.

Costo subentro Telecom

Per quanto riguarda i costi della voltura Tim, per il passaggio tra familiari e non, il nuovo intestatario paga, a titolo di “Anticipo Conversazioni” una cifra che ammonta ad 8 euro. Tale somma non dovuta in caso di adesione alla domiciliazione delle fatture su conto corrente. Inoltre è previsto anche un contributo di 19,60 euro in caso di subentro oneroso.

Subentro Telecom

In questo paragrafo ci dedichiamo brevemente alle modalità per effettuare un subentro Telecom. Come abbiamo visto questo servizio permette di modificare l’intestatario di una linea telefonica: tale procedura permette alla linea attiva di rimanere attiva, tuttavia questa viene intestata a un altro soggetto, ossia il

futuro intestatario delle fatture e delle bollette. Il subentro può essere di due tipi: familiare (che si verifica qualora il titolare e il subentrante siano membri della stessa famiglia) e subentro non familiare. In entrambi i casi il nuovo intestatario deve pagare a titolo di “Anticipo Conversazioni” una somma pari a 8 euro, da pagarsi solo nei casi in cui la domiciliazione non sia bancaria, postale o su carta di credito delle bollette). Inoltre il subentro non familiare prevede anche un contributo di 19,60 euro.

Come effettuare subentro Tim Familiare

Vediamo ora come effettuare un subentro familiare.

Esso può essere richiesto sia online, attraverso l’accesso via web all’area clienti e quindi cliccando su Il mio 187 e dunque sulla voce Subentra; sia telefonando direttamente al numero 187 per parlare con un operatore del servizio clienti. In questo secondo caso l’utente e l’operatore telefonico registreranno una voce dichiarante il subentro (il cosiddetto verbal ordering).

Ne caso di subentro per decesso dell’intestatario, come procedere? Esso si può richiedere di nuovo telefonando al 187 ed effettuando un verbal ordering, oppure tramite l’invio di una raccomandata A/R con richiesta di subentro, all’indirizzo

Telecom Italia Spa – servizio clienti residenziali – casella postale 211 – 14100 Asti, oppure al fax 800000187

Nella lettera bisogna indicare i dati della linea telefonica e allegare i documenti del subentrante, oltre a quelli attestanti il decesso del titolare.

Subentro Tim non familiare

Nel caso del subentro tra soggetti non familiari il trasferimento si può invece richiedere scaricando l’apposito modulo, il quale va compilato e spedito all’indirizzo indicato o al numero di fax.

[ads2]

A seguito di tale richiesta la Telecom invia la copia del contratto da sottoscrivere e da rispedire al gestore.

Reclamo Vodafone: la guida completa

Reclamo Vodafone

Può capitare talvolta di trovarsi a fronteggiare dei problemi con il proprio operatore telefonico a causa di svariati motivi: bollette troppo alte ingiustificate o mancata ricezione delle bollette, promozioni che non sapevamo di aver attivato o disattivazione improvvisa delle stesse, addebiti eccessivi o cifre errate nei pagamenti, eccetera.

I disservizi possono essere molteplici.

Se il nostro caso è quello legato all’operatore Vodafone, come fare a sporgere un reclamo? In questo articolo ci occupiamo proprio di come fare reclamo alla Vodafone.

[ads1]

Reclami Vodafone: come compilarli e dove trovarli

Quelli elencati in apertura sono solamente alcuni dei casi in cui, qualora non si sia riusciti a risolvere diversamente il problema (magari contattando il servizio clienti della Vodafone), è possibile inviare un reclamo.

Se inviamo il reclamo per iscritto ecco come bisogna procedere: innanzitutto è possibile reperire il modulo online nell’ultima parte di questo articolo, dove vi abbiamo riservato il modulo reclamo Vodafone in formato doc da scaricare online.

Una volta reperito tale documento è necessario compilarlo in ogni sua parte e procedere inserendo una descrizione delle motivazioni che spingono a sporgere un reclamo e quali sono le richieste avanzate. Naturalmente vengono richiesti anche altri dati, come quelli anagrafici e contrattuali del cliente.

Invio reclamo Vodafone

Una volta che il modulo è stato compilato in ogni sua parte dove inviarle il tutto? Una volta stampato il formato cartaceo bisogna imbustarlo e inviarlo a Vodafone (insieme ad eventuali documenti che sono stati esplicitamente richiesti o che si vogliono allegare), con raccomandata A/R o in alternativa via fax (procedendo la lettura della guida vi spieghiamo come fare), in modo da avere una conferma delle ricezione del ì reclamo da parte di Vodafone.

Se una delle vostre preoccupazioni è legata alla possibilità che il gestore stacchi la linea in pendenza di reclamo, si può stare tranquilli, poiché ciò non può succedere. Secondo la Carta Servizi il reclamo deve essere inviato a Vodafone all’indirizzo qui di seguito riportato:

Vodafone Omnitel B.V.

Ufficio Reclami

Casella Postale 190

10015, Ivrea (TO)

Reclamo Vodafone via fax: ecco il numero

Il numero fax di Vodafone per i reclami è:  800 034626reclamo-vodafone-fax

Una precisazione: pare che la Vodafone, sebbene nella sua Carta Servizi abbia segnalato il numero di fax, abbia in realtà disattivato tale numerazione fax.

[ads2]

Prima di inviare con questo mezzo il vostro reclamo vi consigliamo di telefonare al Servizio Clienti per esserne certi, ed eventualmente cercare un altro metodo per inviare il tutto. Infatti per ogni informazione potete contattare il call-center al numero 190, numero che non comporta costi sia che si chiami da rete fissa che da telefono cellulare. Non usate questo sistema per effettuare il reclamo vero e proprio, in quanto questo metodo non vi consente di avere un’attestazione di ricezione del reclamo ed è dunque sconsigliabile.

Attenzione: il 190 è rivolto ai clienti residenziali. I clienti business devono contattare il call-center raggiungibile telefonando ad un altro numero, ossia il 42323.

Reclamo Vodafone online

sito-web-vodafoneDopo aver spiegato rapidamente come reperire il modulo da inviare e a chi inviarlo, entriamo nei dettagli. Qual è il sito e in quale sezione trovare i file? Il sito su cui connettersi per la ricerca del materiale è, come anticipato, quello della Vodafone: www.vodafone.it

Essendo una compagnia che si occupa sia di telefonia mobile che fissa, i reclami per entrambe le tipologie di linea possono essere inviati facendo riferimento a tale sito.

Una volta sulla home page è necessario navigare all’interno del menu “Assistenza” per poter individuare gli indirizzi e numeri utili a cui inviare il proprio reclamo per segnalare il disservizio.

Da poco tempo la società ha cambiato la propria forma giuridica passando da N.V. (corrispondente in Olanda di società per azione) a B.V. (equiparabile alla nostra società a responsabilità limitata). Ciò implica che le intestazione sono cambiate da Vodafone Omnitel N.V. a “Vodafone Omnitel B.V.”

Potrebbe anche interessarti: 

Calcolo termini processuali

Nel caso in cui non vogliate inviare il reclamo via posta, ma direttamente via web, come dovete fare? Il cliente deve registrarsi al sito Vodafone ed inviare il reclamo adoperando l’apposita Area Cliente, premurandosi di applicare un’unica accortezza, ossia quella di salvare la schermata del reclamo stesso, così da avere una prova che attesti l’invio del reclamo.

Può essere utile avere come riferimento l’indirizzo mail relativo alla posta certificata, ossia:

vodafoneomnitel@pocert.vodafone.it

Sede legale Vodafone

Per ogni eventualità qui di seguito vi indichiamo la sede legale dell’impresa Vodafone, ossia:

Vodafone Omnitel B.V.
Società del Gruppo Vodafone Group Plc.
Sede legale : Amsterdam – Olanda
Sede dell’amministrazione e gestionale: Via Jervis, 13 – 10015 Ivrea (TO) – Italia
Codice Fiscale e Iscrizione al Registro delle Imprese di Torino n. 93026890017

Riposta mancata al reclamo

Cosa accade dopo aver inviato il reclamo? In linea di massima la Vodafone risponde entro 30 giorni dalla ricezione del reclamo.

Se la risposta non perviene oppure non soddisfa la domanda del cliente, allora si può procedere con la procedura di conciliazione, ossia un metodo rapido e gratuito per risolvere le controversie con gli operatori telefonici. Per avviare tale procedura è sufficiente contattare l’associazione nazionale dei consumatori (la Casa del Consumatore): quando la procedura è stata avviata interverranno due conciliatori, uno dell’associazione per la tutela del cliente Vodafone che ha inviato il reclamo e uno peer la tutela e la rappresentanza di Vodafone.

[ads2]

Essi esaminano la questione e formulano una proposta di definizione, che può essere firmata se interessa e soddisfa il cliente. Altrimenti si può non accettare e intentare causa contro la compagnia telefonica.

TeleTu e reclamo

Concludiamo questo articolo specificando che sotto il marchio di Vodafone troviamo anche TeleTu, che non costituisce una compagnia telefonica a sé. Per eventuali problemi con TeleTu potete sfruttare altri numeri ed indirizzi per il call-center a cui inviare eventuali reclami, tuttavia la sede legale rimane la stessa.

Modulo reclamo Vodafone .doc da scaricare gratis

Come anticipato all’inizio dell’articolo, vi alleghiamo il modulo reclamo Vodafone in formato .doc che potrete scaricare, stampare e compilare correttamente secondo le indicazioni che vi abbiamo fornito.

Clicca qui e scarica

Voltura Eni Gas: falla senza errori

Eni gas

Quando si cambia abitazione vi sono molte preoccupazioni e faccende da sbrigare: preparare scatoloni, spostare tutto da una casa all’altra, cambiare residenza… Tra le varie pratiche di cui bisogna occuparsi vi è quella legata al passaggio da un intestatario all’altro nell’ambito di fornitura di gas e/o energia elettrica.

Attivare queste forniture nella nuova casa è una delle incombenze di cui occuparsi: in questo articolo vogliamo spiegarvi come fare per effettuare questa procedura di voltura con Eni gas. In particolare vediamo come agire nel caso in cui il precedente inquilino fosse utente Eni.

Come effettuare la voltura Eni Gas? Lo vediamo nei prossimi paragrafi.

[ads1]

Eni Gas: differenza tra voltura e subentro

Quella in questione è una procedura semplice, sebbene sia normale avere timore di dover svolgere passaggi lunghi e macchinosi.

Innanzitutto è possibile mettersi in contatto con il personale dei call center e delle sedi dell’Eni, che si rende disponibile ad aiutare i clienti a procurarsi e compilare la giusta documentazione contrattuale, in modo da velocizzare il passaggio di intestatario. Ora vediamo come fare per effettuare la richiesta di contratto di gas con Eni.

Quando si desidera modificare l’intestatario del contratto del gas in un appartamento in cui prima vi era una fornitura attiva con Eni (e non un altro operatore) si deve attuare una procedura che prende il nome di voltura. Essa è l’operazione grazie a cui il cliente che si trasferisce nella casa intesta a proprio nome un contratto attivo di gas, che in quel momento è ancora a nome dell’inquilino precedente.

Devi cambiare casa? Potrebbe anche interessante:

Rientro Telecom 

Voltura Acea energia

Quando si parla di subentro, invece? Questo tipo di passaggio si effettua in quei casi in cui il contratto del precedente inquilino è già stato chiuso: tale pratica è decisamente differente per il gestore dell’energia, tuttavia per il nuovo utente le pratiche e le azioni da svolgere sono molto simili e per questo si crea un po’ di confusione tra i due termini.

[ads2]

Attenzione, però, a specificare il nome corretto dell’operazione che chiediamo all’operatore, così da non avviare le pratiche sbagliate: con la voltura il contratto con Eni gas è attivo, con il subentro no.

Documenti e dati richiesti per la voltura

Fatta questa premessa, vediamo quali sono i dati che vengono richiesti da Eni quando si effettua una voltura. Innanzitutto vengono richiesti i dati anagrafici del nuovo intestatario. In secondo luogo bisogna inviare la lettura aggiornata del contatore gas, in accordo con colui che lascia l’immobile.

Quindi bisogna procurarsi il codice Pdr (acronimo di Punto di Riconsegna: rappresenta il codice identificativo dell’utenza del gas. Tale codice è univoco e corrisponde alla posizione fisica del contatore del gas, ossia il punto nel quale il gas viene erogato dal fornitore e prelevato dal cliente finale.

È composto da 14 numeri). Oltre a questi dati, per la voltura del gas con Eni serve indicare il tipo d’uso per la fornitura gas (ossia cottura con acqua calda o senza, cottura e riscaldamento…) e anche i dati relativi all’autolettura del contatore, in accordo con chi lascia l’abitazione.

Quindi bisogna indicare il nuovo indirizzo del precedente inquilino per permettere l’invio della bolletta finale e infine l’indirizzo al quale dovrà essere recapitata la nuova fattura, nel caso in cui fosse differente rispetto a quello dove viene fornito il gas.

Richiedere la voltura per il gas con Eni

Purtroppo non è possibile svolgere questa procedura tramite l’accesso al web, dunque, per richiedere la voltura Eni gas bisogna necessariamente recarsi presso l’energy store eni oppure, come anticipato, contattare il call center al numero 800 900 700.

A parte la scomodità di non poter effettuare il tutto online in realtà la procedura è semplice, in quanto il gestore si impegna a spedire il Contratto per la fornitura gas al cliente. Tale contratto va compilato e firmato e quindi rispedito ad Eni.

A questo punto Eni stesso invia una lettera di accettazione per poi far attivare la fornitura a nome del nuovo utente. Quest’ultimo ha tempo 14 giorni dalla sottoscrizione del contratto per esercitare il diritto di ripensamento, che permette di recedere senza il pagamento di penali.

[ads2]

Infine concludiamo rispendendo a una domanda diffusa: quanto costa la procedura delle voltura con Eni gas? Il costo ammonta a 80 euro, i quali vengono addebitati nella prima fattura utile. Per qualunque informazione è comunque possibile rivolgersi al servizio clienti Eni.

Poste italiane reclami: come fare reclamo alle Poste?

Reclamo poste

Può capitare di trovarsi in una situazione in cui si ha la necessità di contestare l’inosservanza di alcune condizioni contrattuali e/o economiche previste per un prodotto o un servizio postale. Come comportarsi in questo caso?

Nel nostro articolo vi spieghiamo come destreggiarvi nell’ambito dei reclami alle Poste. È possibile sporgere reclamo? Come procedere? Quali procedure attuare? Naturalmente è possibile trovare una soluzione al disagio, come sancito nell’articolo uno delle Poste Italiane: esso specifica che il reclamo consente di trovare una soluzione tra il beneficiario che ha subito un danno e l’ordinante.

Le motivazioni più diffuse di lamentela in ambito dei servizi postali sono legati allo smarrimento, alla manomissione oppure al danneggiamento dell’oggetto (o degli oggetti/lettere) che si trovavano in un pacco o in una busta.

[ads1]

Dunque quali passaggi seguire per un reclamo, sia da casa che direttamente all’ufficio postale? La risposta è nei prossimi paragrafi.

Alle prese con problemi burocratici? Consulta le nostre sezioni:

Modelli e Documenti per cittadini

Denunciare un reclamo alle Poste: raccomandata o email

Innanzitutto il reclamo deve essere presentato dal mittente, dal destinatario o da una persona delegata, ma è anche possibile affidarsi ad un’associazione di consumatori.

In secondo luogo per esporre un reclamo è necessario compilare l’apposito modulo (alla fine dell’articolo potrete scaricarlo gratuitamente).

Per una corretta compilazione importantissimo che indichiate:

  • Il numero di telefono
  • l’indirizzo di posta elettronica
  • l’indirizzo di domicilio di chi firma il reclamo.

Se mancano questi dati le Poste non accetteranno l’esposto. In ogni qual modo le indicazioni sulla compilazione del documento sono da seguire attentamente e si trovano nella Carta della Qualità, ossia uno specifico documento creato appositamente per supportare l’ente o il cliente danneggiato.

La lettera di contestazione per il reclamo alle Poste può essere redatta e poi inviata direttamente all’ufficio postale, sfruttando come mezzo la raccomandata A/R da inviare a:

Poste Italiane – Casella postale 160 – 01444 Roma

Se invece intendete effettuare reclamo a Poste Italiane online, in questo secondo caso è necessario avere un computer e l’accesso alla rete internet, in quanto è necessario scaricare il modulo oppure compilare tranquillamente l’apposito form online. Tale modulo compilato tramite pc va spedito con la mail. Attenzione a non scordarvi di indicare la motivazione e l’oggetto del reclamo nei riquadri E ed R.

Denunciare un reclamo alle poste tramite telefono

In alternativa alla compilazione del modulo cartaceo o all’invio di quello virtuale via web, esiste un’altra opzione. Si tratta della possibilità di telefonare al numero verde Poste Italiane reclami 803160, dove è possibile fronteggiarsi con un operatore o un’operatrice addetti al call-center postale.

Tale chiamata ha carattere di gratuità solamente qualora la telefonata avvenga tramite telefono fisso.

Se invece si adopera un telefono cellulare sono esonerati dal pagamento esclusivamente i clienti che chiamano per ottenere informazioni su Poste -italiane; le chiamate effettuate al fine di ottenere altre informazioni prevedono un costo di 60 centesimi, con uno scatto alla risposta di 15. Infine è possibile inviare il proprio reclamo inviando un fax al numero 0698686415.

Documentazione da allegare

Al reclamo che si sta enunciando è necessario allegare tutti i documenti idonei per permettere alle Poste (o alle Autorità competenti) di comprendere che cosa sia successo.

Se, per esempio, il cliente avesse spedito un pacco o una busta la quale non è mai arrivata a destinazione, egli deve allegare una copia della ricevuta (quella che consegnata al centro postale al momento dell’invio).

Leggi anche: 

Reclami Vodafone

Raccomandata indescritta

Se, invece, il problema fosse legato alla ricezione di un pacco consegnato con segni di danneggiamento o manomissione, bisogna aggiungere al reclamo una copia della distinta di accettazione (ossia il foglio che il postino fa firmare) o, in caso di pacchi, una copia della lettera di vettura (in questo caso si tratta del foglio contenuto all’interno del pacco).
[ads2]

Nel caso in cui il reclamo fosse stato presentato attraverso una email oppure attraverso una telefonata, allora la documentazione necessaria deve essere consegnata tramite un ufficio postale o direttamente alla casella postale di Roma che abbiamo già citato (Casella postale 160-01444 Roma).

Un’ultima precisazione su questi moduli da allegare: sia in caso di manomissione che furto o di danneggiamento, è fondamentale allegare una copia della denuncia fatta eventualmente sporta alla Polizia o ai Carabinieri, altrimenti il reclamo non sarà ritenuto valido.

Dopo l’invio del reclamo

Una volta inoltrato il reclamo il cliente dovrebbe ricevere una risposta certa dalle Poste entro quaranta giorni lavorativi. Se ciò non succede, oppure se la risposta ricevuta non soddisfa l’utente, allora si può passare a procedere con la cosiddetta fase di conciliazione.

Secondo il regolamento (consultabile sul web), tale procedura offre l’opportunità di partecipare ad una commissione composta da un rappresentante dell’associazione consumatori e da un rappresentante delle poste.

Anche in questo caso la lettera di conciliazione la si può redigere direttamente da pc, presso il proprio domicilio. Altrimenti ci si può recare personalmente in un qualunque ufficio postale.
[ads2]
Quanto dura la fase di conciliazione? La normativa prevede che questo passaggio duri all’incirca 120 giorni, passati i quali è possibile ( se previsto) avere un risarcimento per il danno subito.

In conclusione

Se le vostre spedizioni non sono mai arrivate a destinazione e sono sparite, oppure se i pacchi inviati o ricevuti hanno subito danni o non sono stati recapitati, insomma, per segnalare un qualunque disservizio da parte delle Poste Italiane basta seguire attentamente le procedure da noi elencate così da poter richiedere ed eventualmente ottenere un rimborso.

Modulo Reclamo Poste Italiane da scaricare gratis

Se avete letto tutta la nostra guida, e siete pronti inviare il vostro reclamo a Poste Italiane a mezzo raccomanda, ecco di seguito il link dove potrete scaricare gratuitamente il modulo reclamo da compilare:

Clicca qui e scarica

Passaggio di proprietà: guida completa alla Voltura auto

Passaggio di Proprietà auto, guida definitiva

Quando si acquista un’automobile, soprattutto se usata, tra i primi atti da firmare troviamo la voltura. Di che cosa si tratta? Con il termine “voltura” ci si riferisce all’atto che comporta il passaggio di proprietà da un intestatario ad un altro. Infatti l’auto è un bene che appartiene alla categoria dei beni mobili registrati, ossia sottoposti all’iscrizione nei pubblici registri.

Questo vuole dire che le caratteristiche del veicolo e i dati del proprietario devono risultare ed essere comunicati alle Autorità pubbliche, le quali hanno il dovere di provvedere al rilascio di una carta di circolazione e all’iscrizione del veicolo nel Pubblico Registro Automobilistico (detto PRA).

Ogni passaggio di proprietà va quindi aggiornato in modo che il PRA e i registri siano sempre al corrente del proprietario del mezzo: gli aggiornamenti avvengono appunto tramite il procedimento denominato voltura.

[ads1]

Che cos’è il Passaggio di proprietà (Voltura automobile)

Per approfondire il tema legato alla voltura dell’automobile possiamo dire che in seguito all’acquisto dell’auto stessa, in quanto bene registrato in pubblici registri, bisogna eseguire un iter burocratico che viene gestito dal Dipartimento per i trasporti  terrestri (ex Motorizzazione civile).

Come comportarsi quando si compra un automobile nuova? In tale caso bisogna prima provvedere all’immatricolazione del mezzo e all’iscrizione nel Pubblico Registro Automobilistico. Se invece il veicolo comprato è usato, allora è necessario effettuare la pratica di voltura, con richiesta al Dipartimento per i trasporti terrestri di aggiornamento della carta di circolazione. Vediamo ora quali documenti occorrono quando si acquista un’auto nuova o una usata.

Automobile nuova

Quando l’automobile che ci si appresta a comprare proviene direttamente dalla casa di produzione senza che abbia avuto precedenti proprietari, allora le modalità da seguire sono diverse rispetto a quelle legate all’acquisto di mezzo usato da un altro proprietario.

Come abbiamo anticipato, nel caso di auto nuova dobbiamo accertarci che il mezzo di cui siamo diventati proprietario, in quanto registrato, sia provvisto di carta di circolazione su cui è possibile individuare i dati del mezzo e del proprietario; quindi bisogna provvedere all’immatricolazione presso il Dipartimento per i trasporti terrestri, dove viene attribuita una targa.

A questo passaggio segue l’iscrizione al Pra, rivolgendosi allo Sportello Telematico dell’Automobilista. In linea di massima non è l’acquirente ad occuparsi di tale procedura: ci pensa il concessionario; tuttavia l’acquirente deve procurare i seguenti documenti: carta di identità e codice fiscale; la documentazione inerente alla residenza dell’acquirente; l’atto di vendita redatto in bollo e con firma autenticata; il modello NP2B per l’iscrizione al PRA e infine la domanda dell’acquirente compilata sul modulo TT2119.

Stai per acquistare un’auto usato o km 0? Scegli la migliore assicurazione per le tue esigenze, leggi le nostre Recensioni Assicurazioni Auto!

Voltura dell’automobile usata

Vediamo ora invece i passaggi da seguire per la voltura dell’automobile stessa. Abbiamo detto che tale pratica si segue quando il passaggio di proprietà avviene con la sottoscrizione del contratto di vendita per iscritto redatto da venditore e acquirente.

Per validare la pratica bisogna procedere all’autenticazione della firma del venditore e registrare entro 60 giorni  il passaggio di proprietà al Pra.
[ads2]

Dopodichè bisogna chiedere al Dipartimento per i trasporti terrestri l’aggiornamento della carta di circolazione con i dati del nuovo proprietario. Anche in questo caso l’eventuale inadempienza di queste regole viene punita con una sanzione amministrativa che va da 711 euro a 3554 euro.

Sanzioni eventuali

Cosa accade se non si è muniti della carta di circolazione? La punizione è una sanzione amministrativa che comporta un pagamento di una multa che va da 422 Euro a 1695 euro, senza dimenticare la requisizione dell’automobile stessa.

Leggi anche:

Genialloyd opinioni

Conte.it opinioni

Directline opinioni

La confisca del veicolo consiste in un provvedimento di sequestro del mezzo, il quale viene venduto a favore dello Stato.

Chi esegue il passaggio di proprietà?

La pratica di voltura può essere seguita sia dagli uffici provinciali dell’ex Motorizzazione civile, sia dalle agenzie di pratiche auto e soggetti titolari di Sportelli Telematici dell’Automobilista, sia dagli uffici provinciali ACI.

Costi passaggio di proprietà auto

Qual è il tempo impiegato per la registrazione del cambio di proprietà? Questi dipendono dalla regione in cui ci si trova, ma non superano qualche giorno.

[ads2]

Ed invece quanto costa il passaggio di Proprietà? Per quanto riguarda il costo della voltura, bisogna considerare i 14,62 euro della marca da bollo, l’imposta di bollo per la registrazione al Pra (29,24 euro), le commissioni per la Motorizzazione Civile (9,00 euro)  e le commissioni per l’Aci (20,92 euro) per un totale di 73,78 euro. Infine bisogna aggiungere ancora l’Ipt, ossia l’imposta provinciale di trascrizione, che ammonta a 150,81 euro per i mezzi con una potenza fino a 53 kW: per ogni kW in più va aggiunta una cifra variabile tra i 3,5119 ed i 4,5655 euro, a seconda delle regioni.

Voltura catastale: effettuala correttamente

Voltura catastale

Acquistare una casa non è una procedura semplice: oltre a dover trovare l’immobile che risponda alle proprie esigenze bisogna anche occuparsi degli iter burocratici legati alla compravendita.

Tra questi troviamo la voltura catastale. Non tutti sanno bene di cosa si tratti o cosa comporti effettuare questa pratica.

Che cos’è la voltura catastale?

La voltura catastale è un documento con cui un contribuente dichiara all’Agenzia delle Entrate un passaggio di proprietà, ossia si comunica un cambio di intestazione. Con questa pratica si consente l’aggiornamento delle intestazioni catastali e delle situazioni patrimoniali.

[ads1]

La voltura catastale non si fa solamente nel caso del passaggio di proprietà in caso di compravendita, ma anche in quelli legati al trasferimento di un usufrutto o di una dichiarazione di successione. La voltura infatti va presentata per garantire l’aggiornamento di qualunque tipo di intestazione catastale.

Detto questo passiamo ad esaminare i dettagli di questa procedura: chi deve presentare la voltura? Questo modulo va presentato da coloro i quali sono tenuti a registrare gli atti con cui si trasferiscono diritti reali su beni immobili. Sono quindi tenuti all’invio i cittadini privati in caso di successioni ereditarie e riunioni di usufrutto; i notai per gli atti da essi richiesti, ricevuti o autenticati; i cancellieri giudiziari per le sentenze promulgate e infine i segretari o delegati di qualunque Amministrazione pubblica per gli atti stipulati nell’interesse dei rispettivi enti.

Un altro dubbio che hanno coloro che si trovano a dover attuare una voltura catastale riguarda i casi in cui siano più soggetti a dover presentare le pratiche: come comportarsi in questo caso? Basta presentare un’unica domanda di voltura.

Nel caso in cui a dover inviare tale atto immobiliare fossero notai o ufficiali pubblici, questi devono inviare un solo modello attraverso il web direttamente all’Agenzia. Si tratta del Modello unico informatico, il quale può contenere anche le domande di voltura catastale. Il modulo va compilato attraverso l’uso di un apposito software, dopodichè va trasmesso telematicamente direttamente agli uffici provinciali del territorio dell’Agenzia.

Per quanto riguarda il caso delle successioni ereditarie l’invio della voltura catastale spetta a eredi, ai loro tutori o curatori, agli amministratori dell’eredità o agli esecutori testamentari, ossia a chi ha presentato la dichiarazione di successione. In tale caso il modello può essere compilato attraverso un software (Voltura 1.1) e poi presentato allo sportello dell’ufficio, firmato e compilato. È possibile reperire i modelli cartacei presso gli uffici provinciali del territorio.

Dove presentare la voltura

La domanda di voltura può riguardare soltanto beni immobili censiti al Catasto fabbricati o al Catasto terreni situati in un unico Comune. Quando si invia il modulo è necessario allegare anche la copia in carta libera delle dichiarazioni di successione o degli atti civili, giudiziari o amministrativi che hanno portato al bisogno di inviare la domanda stessa.

Leggi anche:

Tassazione atti giudiziari

F24 elide

Raccomandata indescritta

Cosa avviene dopo la registrazione della dichiarazione di successione presso un ufficio delle Entrate? A questo punto il contribuente ha 30 giorni di tempo per presentare la richiesta di voltura all’ufficio provinciale del Territorio dell’Agenzia competente.

Il contribuente può appoggiarsi sia all’ufficio più vicino alla sede delle Entrate dove ha registrato la successione, sia presso quello in cui si trovano i beni oggetti del passaggio di proprietà e della voltura. Se non ci si vuole presentare di persona è possibile inviare il tutto adoperando la posta raccomandata o una mail pec. Qualora si sfrutti l’invio (sia cartaceo che elettronico) il contribuente deve anche allegare la ricevuta del pagamento della somma dovuta eseguito su conto corrente postale dell’ufficio, la fotocopia di un documento di identità in corso di validità, una busta affrancata per la restituzione della ricevuta e il proprio recapito per qualunque comunicazione.

[ads2]

Naturalmente nel caso di invio tramite e mail non sarà necessario inviare la busta affrancata. I documenti dono da allegare in formato “pdf”. È possibile ovviamente l’uso del software apposito Voltura 1.1.

Delega e voltura

La domanda può anche essere presentata da un terzo, purchè sia stata correttamente allegata una delega. Tale delega va allegata alla documentazione. In alternativa alla delega si può ricorrere alla lettera di incarico professionale firmata dal dichiarante e dal tecnico designato, insieme alla copia, in carta libera, di un documento di identità del dichiarante.

Passaggi per la voltura catastale

Nella domanda di voltura catastale vanno indicati gli immobili, i quali vanno segnalati attraverso l’identificazione degli identificativi catastali adoperati nella dichiarazione di successione e presenti all’attualità negli atti del catasto.

Prima di sottoscrivere la domanda di voltura, onde evitare incongruenze, può essere utile richiedere una visura catastale, così da verificare che le variazioni catastali precedenti siano state regolarmente registrate nella banca dati.

Qualora invece il de cuius (o il soggetto che cede la proprietà) non sia intestato al catasto, allora bisogna presentare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio volto a chiarire i passaggi intermedi mancanti. Infatti bisogna considerare che l’Agenzia può eseguire delle verifiche e provvedere alle eventuali e necessarie rettifiche d’ufficio. È anche possibile opporsi e ricorrere all’atto di accertamento attraverso la Commissione tributaria competente del territorio.

Costi della voltura catastale

Vediamo ora quali sono i costi per la voltura catastale: vanno versati innanzitutto 55,00 euro a titolo di tributo speciale catastale, dopodiché si aggiungono 16,00 euro di imposta di bollo per ogni 4 pagine della domanda. Le tasse possono essere pagati sia allo sportello sia attraverso un versamento sul conto corrente dell’ufficio. Nel caso in cui la domanda venisse presentata in ritardo il contribuente deve pagare delle sanzioni, che variano a seconda del ritardo e che vengono comunicate dall’ufficio competente.

Voltura catastale online

Abbiamo visto che notai e tecnici professionisti possono svolgere le pratiche di voltura catastale online. Questi professionisti possono avvalersi della presentazione via web nei casi in cui non siano dovuti tributi e imposta di bollo perché già versati.

Altri casi analoghi riguardano in primo luogo le volture di preallineamento, che si attuano nei casi in cui si riscontrino disallineamenti della banca dati catastale a causa all’assenza negli atti informatizzati di domande di volture passate, le quali non siano stare eseguite dagli uffici provinciali del Territorio.

In secondo luogo i notai possono avvalersi della procedura online qualora si tratti di ipotesi di recupero di volture automatiche, ossia nei casi di aggiornamento di volture già presentate ma che presentino dati sbagliati o incompleti. Invece non è permesso l’invio telematico nei casi in cui le domande siano inerenti a volture di afflusso, relative a successione ereditaria, a riunione di usufrutto e a nuovi atti immobiliari.

[ads2]

Il servizio telematico per i professionisti in questione è gratuito, ed è in realtà a disposizione degli utenti che siano stati abilitati sulla la piattaforma Sister. Naturalmente tali documenti possono essere presentati presso lo sportello, oppure a mezzo posta raccomandata con ricevuta di ritorno o per posta elettronica certificata.

Voltura: tipi, costi, guide su come fare

voltura, la guida definitiva

Scegli la tua voltura per:

Forniture

Utenze

Catasto: tipologie, documenti richiesti, chi può presentarla, costi

Automobili : dove andare, tempi passaggio, casi particolari

 

Spesso durante un trasloco o altre pratiche che prevedono passaggi di proprietà si sente parlare della voltura.

Ma che cos’è la voltura? Nei prossimi paragrafi ci occupiamo proprio di questo argomento: iniziamo dandovi una rapida definizione.

La voltura può indicare sia un cambiamento d’intestazione della proprietà di un bene per il quale è prevista registrazione, (come nel caso della voltura catastale) sia una modifica circa l’’intestazione di un contratto stipulato per la fornitura di un servizio (come nel caso della voltura dell’energia elettrica).

Dunque nel nostro articolo vediamo i vari passaggi da effettuare per ogni tipo di voltura.

[ads1]

Voltura delle forniture come fare?

Voltura forniture come fare?Innanzitutto cominciamo con l’argomento legato alla voltura dell’energia elettrica e del gas, o delle utenze in generale.

Quando si cambia abitazione, sia perché si è comprato un immobile sia perché si ha firmato un contratto di locazione, il nuovo inquilino deve preoccuparsi proprio del passaggio di intestazione delle forniture di luce e gas.

Attenzione alle possibilità in cui ci si può imbattere: spesso si usano in maniera indistinta i termini “voltura” e “subentro”.

In realtà si tratta di concetti differenti, vediamo perché. Quando il precedente occupante dell’immobile ha inoltrato la disdetta al fornitore e il contatore è quindi stato disattivato, allora il nuovo inquilino deve procedere con l’operazione di subentro.

[ads2]

Dunque tale passaggio si attua quando l’abitazione non riceve né corrente elettrica né gas, a causa della sopracitata disdetta già avvenuta. Nel caso della voltura, invece, l’inquilino precedente non ha effettuato la disdetta dell’erogazione, per cui l’abitazione riceve ancora le utenze. In questa situazione il subentrante deve semplicemente cambiare l’intestazione di servizi che risultano ancora attivi, mettendosi in contatto con l’assistenza clienti dell’erogatore del servizio.

Voltura delle utenze: costo e documenti

Vediamo ora come effettuare la voltura delle forniture delle utenze. Diciamo subito che esistono due mercati, ossia quello Voltura utenze, tempi e modalitàtutelato e quello libero.

Per questo per avere informazioni precise è bene rivolgersi ai singoli gestori, che sono disponibili per qualunque chiarimento.

Tuttavia possiamo affermare che in linea di massima, per procedere con la voltura delle utenze, è necessario presentare una richiesta secondo le modalità stabilite.

La voltura si può effettuare sia scaricando gli appositi moduli online sulla pagina ufficiale del gestore con cui stipuliamo il contratto, sia telefonando al numero verde e procedendo con le pratiche insieme all’operatore telefonico, il quale può spiegare passo passo i passaggi da portare a termine.

Detto questo vediamo quanto può costare la pratica di voltura. Naturalmente consigliamo ancora una volta di informarsi presso i gestori che ci interessano, in quanto i costi per la voltura cambiano a seconda del mercato di riferimento, a seconda che sia libero o tutelato, nonché in base all’utenza in analisi (energia elettrica o gas).

Normalmente nel mercato elettrico che si basa sul libero mercato gli utenti devono supportare i seguenti costi: un contributo fisso di 27,59 euro per oneri amministrativi e un addebito dei costi per la prestazione commerciale come indicato nei singoli contratti. In più il fornitore può chiedere un deposito cauzionale come garanzia e il pagamento dell’imposta di bollo.

Invece i clienti del mercato tutelato per l’energia elettrica devono invece pagare un contributo fisso di 27,59 euro per oneri amministrativi, un contributo fisso di 23 euro e infine l’imposta di bollo sul nuovo contratto. Anche in questo caso l’esercente può chiedere al cliente un deposito cauzionale.

Nel caso della voltura della fornitura di gas il costo è indicato nel contratto della società di vendita.

Per ciò che riguarda invece la documentazione da presentare, al cliente sono richiesti i dati personali, la matricola del contatore, il codice Pod (per la luce) o il Pdr (per il gas), indirizzo della fornitura e infine la dichiarazione congiunta con il precedente intestatario per sottoscrivere la lettura del contatore.

Qui puoi approfondire su: Voltura Enel – Voltura Acea – Voltura Eni

Voltura catastale

Voltura catastaleUn altro tipo di voltura molto diffusa ma su cui vi sono dubbi riguarda la voltura catastale.

Di cosa si tratta? Questa pratica è una domanda con la quale il contribuente comunica all’Agenzia delle Entrate un passaggio di proprietà.

Infatti essa è una pratica da avviare quando il titolare di un diritto reale su un bene immobile cambia.

Il senso dell’avvio della voltura catastale all’Agenzia è permettere l’aggiornamento delle intestazioni catastali e delle situazioni patrimoniali.

Ma quando si deve presentare? La voltura catastale va presentata entro 30 giorni dal trasferimento di proprietà o di altri diritti reali, come possono essere denunce di successione, donazioni o atti di compravendita.

Qui trovi la nostra guida completamente dedicata alla voltura catastale, così che potrai ulteriormente approfondire.

Tipologie di volture catastali

Attenzione: le volture catastali possono essere di diverso tipo. Infatti troviamo la voltura di afflusso, quella di preallinamento e quella di recupero. Vediamo nel dettaglio qualcosa di più.

La voltura di afflusso viene richiesta nei casi in cui il passaggio di proprietà di terreni o fabbricati non risulta essere stato presentato presso l’Agenzia del Territorio. In questo caso il dichiarante deve presentare la copia dell’atto motivante la voltura stessa.

La voltura di preallineamento, invece, viene richiesta quando il passaggio di proprietà, pur essendo stato correttamente presentato presso l’ufficio catastale, non risulta all’interno della banca dati catastale.

Infine la voltura di recupero di voltura automatica viene eseguita nel caso di integrazione di intestazione per volture catastali incomplete e non corrette.

Voltura catastale: documenti richiesti

Per avviare questa procedura il soggetto deve presentare una delega dell’avente titolo per la richiesta di voltura, i dati anagrafici dei proprietari e infine i dati catastali delle unità immobiliari.

Qualora si trattasse di una voltura di afflusso allora bisogna anche inviare la documentazione che motiva la voltura. Ciò significa che bisogna inviare ad esempio l’atto di compravendita oppure la dichiarazione di successione ecc.

Per ogni dubbio ci si può rivolgere direttamente all’Agenzia delle Entrate oppure farsi supportare da un geometra o un notaio. I tempi di presentazione di una voltura catastale sono di 15 giorni lavorativi.

Chi può presentare la voltura catastale?

Vediamo ora a chi spetta l’incombenza di presentare la voltura catastale. Tale onere è a carico sia del nuovo proprietario del bene, come può essere colui che ha acquistato la casa oppure un legittimo erede, sia un delegato, ossia un notaio, un’agenzia di servizi o ancora un geometra.

A partire dal momento della presentazione della voltura catastale, gli uffici catastali impiegano mediamente 15 giorni di tempo per procedere alla registrazione.

Costo della voltura catastale

Quale costo comporta questa procedura di passaggio di proprietà? Bisogna pagare in primis 125,00 euro Iva esclusa per le competenze, oltre ai diritti catastali da versare all’Agenzia del Territorio ( i quali però variano a seconda della tipologia voltura in questione). Quindi bisogna pagare 71,00 euro per la voltura catasto terreni. Infine vi sono 71,00 euro da versare nel caso di voltura catasto urbano.

Attenzione: il costo del servizio è riferito alla richiesta di voltura relativa ad un singolo Comune. Quindi, se devono essere volturati due alloggi del catasto urbano in cittadine differenti, allora bisogna procedere a due volture separate.

Lo stesso discorso vale per i casi che (pur nello stesso comune) riguardano un terreno e un appartamento: anche in tale situazione bisogna predisporre due volture separate, una per l’urbano e l’altra per i terreni.

Voltura automobili

Esaminiamo ora l’ultimo tipo di voltura possibile: quello che riguarda le automobili. Il passaggio di proprietà anche in questo Voltura automobilecaso crea molti dubbi, soprattutto acquistando da privato anzichè presso una concessionaria.

Leggiamo quali sono i passaggi corretti per evitare errori e le sanzioni in caso di sbagli.

Innanzitutto a partire dal momento della firma dell’atto di vendita si hanno a disposizione 60 giorni di tempo per potersi mettere in regola e far aggiornare la carta di circolazione con i dati del nuovo proprietario.

Dopo la firma del contratto bisogna munirsi della fotocopia del libretto di circolazione dell’automobile e una della carta d’identità dell’acquirente. Inoltre bisogna procurarsi una marca da bollo  del valore di 14,62 euro.

Dove andare?

Per portare a termine le pratiche bisogna recarsi al Pra oppure alla motorizzazione. Qui viene fornito il modulo per il passaggio di proprietà, e dove viene aggiornata la carta di circolazione.

Attenzione: sul modulo dev’essere riportata la firma di entrambe le parti coinvolte nella vendita. Consegnando la documentazione sopracitata si sarà effettivamente proprietari dell’automobile o del mezzo di trasporto in questione.

Tempi del passaggio

Il tempo di registrazione del cambio di proprietà dipende dalla regione e può essere massimo di qualche giorno. Per quanto riguarda il costo della voltura, dobbiamo considerare i 14,62 euro della marca da bollo a cui abbiamo appena fatto riferimento. Ad essa vanno sommati l’imposta di bollo per la registrazione al Pra (29,24 euro), le commissioni per la Motorizzazione Civile (9,00 euro) e le commissioni per l’ACI (20,92 euro) per un totale di 73,78 euro.

Bisogna aggiungere ancora l’I.P.T., ossia l’imposta provinciale di trascrizione, che ammonta a 150,81 euro per i mezzi con una potenza fino a 53 kW: per ogni kW in più va aggiunta una cifra variabile tra i 3,5119 ed i 4,5655 euro, a seconda delle regioni.

Casi particolari

Nel caso in cui l’auto oggetto della voltura fosse storica allora il costo potrebbe essere più basso, in quanto sono previste delle riduzioni per le vetture iscritte all’Asi.

Invece, nel caso di passaggio di proprietà auto da defunto, bisogna sottoporsi a una specie di doppia pratica: la prima per il passaggio dell’auto nelle mani degli eredi e la seconda per la vendita vera e propria.

È possibile accelerare l’operazione con un atto unico al Pra, tuttavia ciò prevede prezzi raddoppiati (di cui una parte a carico degli eredi, il resto dell’acquirente).

[ads2]

Infine, nel caso di passaggio di proprietà auto cointestata, bisogna recarsi negli uffici Aci o nei luoghi predisposti per questa pratica con tutti i proprietari della vettura per apporre la firma al documento.