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Tassa di successione: guida al pagamento

tassa di successione

Quando si riceve in eredità una quota patrimoniale i dubbi in cui ci si può imbattere sono parecchi. Uno di essi riguarda la tassa di successione, la quale, nel 2016, in seguito all’intervento del Governo Renzi, era in lista per subire delle variazioni.

Ma di che cosa si tratta? Come si calcola e a quanto ammontano le tasse di successione? Nei prossimi paragrafi cerchiamo di sciogliere questi dubbi, identificando il ruolo dell’Agenzia delle Entrate.

Tasse di successione: aliquote 2016 ed esoneri

La Tassa di successione costituisce un’imposta da pagare allo Stato da parte di coloro che ricevono un’eredità, sulla base della dichiarazione di successione da presentarsi all’Agenzia delle Entrate.

 

 

Nonostante ci fosse il timore che il governo Renzi aumentasse le aliquote italiane sulla tassa di successione attraverso la Legge di Stabilità (con l’intento di rimediare al mancato incasso legato all’eliminazione della Tasi per prima e seconda casa e dell’Imu agricola e sui bullonati), in realtà non è stato così. Non ci saranno aumenti nel 2016 per tale tassa, dunque.

Le novità introdotte nel corso del tempo circa questa imposta ereditaria sono state parecchie: una di queste è l’esonero da parte degli eredi di presentare la dichiarazione di successione sotto i 100000 euro, in seguito all’entrata in vigore del “Decreto semplificazioni”, ossia il decreto legislativo n. 175 del 21 novembre 2014. Tale semplificazione ha facilitato le successioni di modesto valore.

Tassa di successione: che cos’è e quali beni tassati

Dopo questa doverosa premessa sulle ultime innovazioni apportate in questo ambito dalla legge di stabilità possiamo concentrarci maggiormente sulle definizioni tecniche, iniziando a capire che cosa sia tale tassa. L’imposta di successione è una tassa che le persone che ricevono in eredità un patrimonio devono pagare, come anticipato, in sede di presentazione della dichiarazione di successione.

Il suo obiettivo è quello di colpire i passaggi di proprietà dei beni o dei diritti reali lasciati dal de cuius.

C’è da precisare che ciò che viene toccato dall’imposta è il risultato della differenza tra l’attivo e il passivo: ma allora quali sono i beni tassati? Innanzitutto vengono colpiti i beni e i terreni, sia agricoli che edificabili; in secondo luogo vengono tassati i beni mobili come barche, opere d’arte,  gioielli, conti correnti bancari e postali,  azioni, fondi fiduciari e altri investimenti e infine il denaro. Anche le partecipazioni di società e le aziende sono tassate.

Per quanto riguarda invece i beni esclusi, essi sono i Titoli di Stato e Titoli di debito pubblico; le aziende a gestione familiare e le partecipazioni sociali; i Tfr e le indennità spettanti a chi eredita; i beni culturali sottoposti a vincolo culturale prima della successione, a patto che siano stati adempiuti gli obblighi di conservazione e protezione; i veicoli iscritto al Pra e infine i crediti verso lo Stato, enti pubblici territoriali, Inps, Inail.

Tasse di successione Italia: quanto costano

Tenendo in considerazione che le franchigie (soglie di esonero dall’applicazione dell’imposta) sono molto alte (1 milione di euro), a chi spetta l’onere di pagare la la tassa di successionetassa di successione? Tale costo è a carico dei figli e del coniuge del defunto o dei parenti stretti, solamente per la parte che eccede la franchigia da 1000000 di euro.

In secondo luogo l’onere è a carico di fratelli e sorelle: anche in questo caso la tassa di successione deve essere pagata solo nel caso in cui il patrimonio superi la franchigia (100 mila euro).

Se la propria quota è superiore alla soglia, si applica un’aliquota pari al 6% sulla parte eccedente. Anche i parenti fino al quarto grado, affini in linea retta, affini in linea correlata entro il terzo grado sono coinvolti nel pagamento, qualora ereditino: in questo caso non si applica nessuna franchigia e viene applicata un’aliquota pari al 6%. Nel caso di altri soggetti diversi da quelli elencati sinora, come il convivente, non si applica alcuna franchigia e l’aliquota è all’8%.

Infine, nel caso di eredi disabili, è prevista una franchigia più alta (1500000 euro). Detto questo possiamo analizzare le modalità di calcolo del costo dell’imposta di successione: essa viene calcolata sul valore complessivo dell’eredità.

 

 

Per calcolare l’ammontare del costo della tassa a carico degli eredi, bisogna considerare l’ammontare del patrimonio e il grado di parentela, poiché, come abbiamo scritto, il grado di parentela incide sulla soglia di esonero e sull’aliquota da applicare al calcolo. Tale quota va pagata in seguito della presentazione della dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate.

Nei prossimi paragrafi ci concentriamo sulle imposte ipotecarie e catastali.

Tasse di successione beni immobili: aliquote delle imposte catastali e ipotecarie

Abbiamo visto che la tassa di successione va pagata sul patrimonio ereditato, compreso il valore degli immobili e dei diritti immobiliari. Ci sono altre imposte non dirette da pagare in caso vi sia la presenza di terreni, case o fabbricati? In queste situazioni alla tassa di successione bisogna aggiungere il pagamento delle imposte ipotecarie e catastali (ossia le medesime previste nei casi di compravendita di un immobile).

In questa ipotesi l’erede deve calcolare il valore delle imposte indirette ipotecarie e catastali, in base al valore catastale dell’immobile stesso. Tale calcolo prevede la moltiplicazione della rendita catastale rivalutata del 5% per coefficienti differenti a seconda dell’immobile/terreno in questione.

In particolare il coefficiente ammonta a 110 per la casa, a 120 per i fabbricati appartenenti ai gruppi catastali A e C (escluse le categorie A/10 e C/1), 140 per i fabbricati appartenenti al gruppo catastale B, 60 per i fabbricati delle categorie A/10 (uffici e studi privati) e D, 40,8 per i fabbricati delle categorie C/1 (negozi e botteghe) ed E. Invece il valore catastale per i terreni edificabili si calcola moltiplicando per 90 il reddito dominicale rivalutato del 25%.

 

 

Le aliquote d’imposta catastale e ipotecaria del 2016 sono del 2% per tutti gli eredi, senza considerare il grado di parentela e vanno versate prima della presentazione della dichiarazione di successione. I modelli di pagamento da presentare sono l’F23 (sino al 31 dicembre 2016) in alternativa al modello F24.

Il modello F23 sarà reso obbligatorio a partire dal 1 gennaio 2017. In alternativa, fino ad allora, si può adoperare il modello F24. Nel caso del modello F23 i codici tributo da adoperare sono 649T per l’imposta ipotecaria, 737T per l’imposta catastale.

I codici tributo f24 da utilizzare sono 1530 Imposta ipotecaria. 1531 Imposta catastale, 1532 Tassa ipotecaria, 1533 Imposta di bollo, 1534 Imposta sostitutiva Invim, 1535 Sanzione da ravvedimento – imposte e tasse ipotecarie e catastali, 1536 Sanzione da ravvedimento – Imposta di bollo e infine 1537 Interessi da ravvedimento.

   

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