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Detrazioni Figli a carico: le novità 2017

Detrazioni figli a carico

 

Tutti i contribuenti che hanno dei figli a carico hanno diritto a delle detrazioni. E’ importante, quindi, al fine di esercitare il proprio diritto, sapere quali sono le detrazioni figli a carico e, soprattutto, sapere come e quando richiederle.

In linea di massima possiamo dire che i contribuenti che hanno un reddito sul quale pagano l’Irpef, possono chiedere, perché ne hanno diritto, delle detrazioni per familiari a carico.

Tra queste ultime ci sono anche le detrazioni per figli a carico che, però, non sono le uniche, dato che ci sono detrazioni anche per genitori, generi, nuore, suoceri, fratelli e sorelle a carico.

Volendo entrare nello specifico, affronteremo il discorso di quelle che spettano nel caso di figli a carico, andando a capire come si possono ottenere.

 

 

Detrazioni figli a carico: cosa sono e come ottenerle

L’ordinamento italiano sancisce che i contribuenti hanno l’obbligo di pagare, ogni anno, l’Irpef che altro non è che l’imposta sul reddito delle persone fisiche. Suddetta tassa si calcola in base all’applicazione di quelle che sono le aliquote fiscali al reddito complessivo del contribuente e, quindi, rientrano nel calcolo anche i familiari a carico e, in questo caso, i figli.

Ci sono, tuttavia, delle detrazioni che vengono sottratte dalla somma totale dovuta e tra queste, come detto, ci sono quelle per i familiari a carico. Nello specifico, questa è una detrazione che spetta ai genitori in busta paga.

Le detrazioni per familiari, tra cui figli a carico, per gli anni 2014, 2015 e 2016 sono disciplinate dall’art. 12 del TUIR – Detrazioni per carichi di famiglia. 

Leggi per approfondire: Scaglioni Irpef

 La detrazione per figli a carico è il secondo tipo che viene disciplinato, come detto sopra, dall’art. 12 del TUIR.

La prima cosa da dire in questo caso è che la detrazione in questione viene calcolata in base al reddito complessivo. Come? Possiamo dire che nell’ultimo periodo ci sono state delle modifiche dato che è stata migliorata la situazione per tutti coloro che hanno diritto alle detrazioni fiscali per figli a carico dal 1 gennaio 2013 in poi.

Nello specifico, c’è da far presente quello che dice l’art. 1 comma 483 della legge n. 288 del 2012, che ha introdotto nuove detrazioni rispetto a quelle già individuate grazie all’art. 12 comma 1 del TUIR per la parte c) dedicata ai figli a carico.

 

 

Possiamo, quindi, parlare di detrazione per figli a carico teorica, che si calcola detraendo dall’imposta lorda, calcolata sul reddito complessivo del contribuente richiedente, senza prendere in considerazione quelli che sono gli oneri deducibili, per ciascun figlio naturale, riconosciuto, adottato, affidato, questi importi che, in questo caso, sono teorici: 950 euro per ciascun figlio fiscalmente a carico e ben 1220 euro per ogni figlio di età inferiore a 3 anni. Le soglie sono state alzate dato che, sino al 2012, le detrazioni massime erano rispettivamente di 800 e 900 euro e, quindi, come sottolineato prima, la situazione è migliorata.

Inoltre, sono previste anche le seguenti detrazioni: 400 euro per ogni figlio portatore di handicap, che sino al 2012 era di 220 euro, e 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo per chi ha più di 3 figli a carico. In questi casi, quindi, la detrazione teorica sarà di 1.620 euro all’anno per un figlio portatore di handicap e minore di tre anni, mentre sarà di 1.820 euro annui se lo stesso figlio, minore di tre anni e portatore di handicap, è a carico assieme ad altri 2 figli.

Come detto, questa è la detrazione teorica che spetta a ciascuna famiglia con figli a carico. Cosa avviene, invece, nella pratica?

Per entrare nel dettaglio della detrazione pratica dobbiamo, innanzitutto, dire che la somma che si può decurtare dipende dal reddito complessivo del contribuente che fa richiesta di detrazione per figli a carico. Nello specifico, queste spettano a prescindere dall’età del figlio e dalla convivenza di questo con i genitori, purché quest’ultimo possegga un reddito non superiore a 2.840,51 euro.

Calcolo effettivo delle detrazioni

Vediamo, quindi, cosa bisogna fare per calcolare quanto spetta realmente. Il primo step è quello di calcolare la differenza tra 95.000 e il proprio reddito complessivo, al netto di quella che è la detrazione per la prima casa e per le relative pertinenze. In questo calcolo vanno aggiunti quelli che sono redditi dei fabbricati assoggettati alla cedolare secca. Dopo questo primo step, si deve dividere 95.000 per il risultato ottenuto e moltiplicare il numero ottenuto, che è il coefficiente, per la detrazione teorica.

Quindi, la formula è la seguente: detrazione di base x [(95.000 – reddito complessivo) / 95.000]

Se si hanno più figli a carico, i devono aggiungere ai 95.000 euro altri 15.000 euro per ciascun figlio successivo al primo. Pertanto la base su cui effettuare i calcoli sarà di 110.000 euro nel caso si abbiano due figli a carico, 125.000 euro nel caso di tre figli, 140.000 nel caso di quattro figli e così via.

Chi può beneficiare di queste detrazioni?

Dopo aver spiegato, almeno sommariamente, come funzionano le detrazioni, si deve cercare di capire chi può beneficiarne. Iniziamo con il dire che possono godere di queste detrazioni per figli a carico i lavoratori dipendenti che, quindi, ricevono una busta paga, e i pensionati. Questi soggetti devono mandare i dati relativi al proprio nucleo famigliare al sostituto d’imposta che li riterrà validi anche per gli anni successivi. Sarà compito di chi usufruisce delle detrazioni dare tempestiva comunicazione in caso di cambiamento della situazione.

Un esempio pratico

 Vogliamo calcolare la detrazione per 3 figli a carico, tutti di età superiore a 3 anni. I coniugi in questione hanno un reddito di 30.000 euro l’uno e 25.000 euro l’altro.

 

 

In base a quanto precedentemente detto, la detrazione teorica sarebbe di 2.850 euro, che è pari a 950 euro per ogni figlio. Questa dovrebbe essere spalmata al 50% su entrambi i genitori e, pertanto, dovrebbe essere di 1.425 euro per ciascun genitore.

Tuttavia, la detrazione effettiva è minore. Il perché lo si capisce applicando la formula di cui sopra, che ha come totale 2.223 euro, così calcolati:

  • coniuge con 30.000 euro di reddito: 1.425 X [(125.000 – 30.000) / 125.000] = 10425 X 0,76 = 1.083;
  • coniuge con 20.000 euro di reddito: 1.425 X [(125.000 – 25.000) / 125.000) = 1.425 X 0,8 = 1.140
   

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