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Contributi unificati tributari, guida e informazioni aggiornate

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Quando si parla di contributi unificati tributari si utilizza un acronimo che è CUT. Di cosa si tratta e come si calcolano? Lo vediamo nel dettaglio.

La prima cosa da prendere in considerazione è che è a partire dal 7 luglio 2011, con la modifica dell’art. 9 del D.P.R. 30-5-2002 n° 115, in merito al “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia”, che si parla di CUT.

 

 

Nello specifico, la tassazione per le spese degli atti giudiziari del processo tributario viene, da quel momento, regolata con il versamento del cosiddetto contributo unificato di iscrizione a ruolo, che ha sostituito tutte le altre imposte.

Cosa significa? Che nel caso si debba presentare un ricorso presso le Commissioni Tributarie è necessario versare, come stabilito dalla legge, il contributo unificato.

Quando vanno versati i contributi tributari unificati?

Prima di rispondere al quesito, è bene sottolineare che, quando si parla di contributo unificato, si intende una entrata di tipo tributario. Detto questo, è importante sapere che il suddetto deve essere versato nel momento in cui si deposita l’atto introduttivo del giudizio tributario presso la Commissione Tributaria.

 

 

L’importo del contributo unificato tributario si calcola in base a quello che è il valore della controversia che si intende instaurare e, pertanto, nella maggior parte dei casi in base a quello che è il valore dell’atto impugnato.

Stando a quanto sancito dall’art. 12, comma 2, del citato D.Lgs. n° 546/92, il valore della controversia coincide con l’importo del tributo al netto degli interessi nonché di quelle che sono le sanzioni connesse all’atto impugnato.

Se sono presenti delle controversie relative esclusivamente alle irrogazioni di sanzioni, il valore è costituito dalla somma delle stesse. In ogni caso, il valore di cui si parla deve essere contenuto in una apposita dichiarazione così come dettato dal comma 3 bis, dell’art. 14 del D.P.R. n.° 115/2002.

Se più atti vengono impugnati in un unico ricorso, allora anche il contributo unificato sarà pari alla somma dei vari contributi dovuti in base a quelli che sono i singoli atti e dovrà essere versato in una sola soluzione e questo è sancito dal sopra citato art. 14, comma 3 bis. Nel testo dell’articolo di cui sopra si legge:

Nei processi tributari, il valore della lite, determinato, per ciascun atto impugnato anche in appello, ai sensi del comma 2 dell’art. 12 del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n° 546, e successive modificazioni, deve risultare da apposita dichiarazione resa dalla parte nelle conclusioni del ricorso, anche nell’ipotesi di prenotazione a debito

 

 

Gli importi del contributo unificato, così come specificato nel testo dell’art. 13, comma 6-quater, del D.P.R. n° 115/2002, vengono classificati in base a sei “scaglioni” che indicano quello che è il valore della controversia. Se non sono date specifiche indicazioni, allora è bene sapere che il contributo sarà dovuto per l’importo massimo.

Potrebbe essere applicata una maggiorazione del 50% del contributo: questo accade, nello specifico, nel caso in cui non venga indicato nel ricorso o l’indirizzo di posta elettronica certificata del difensore o il codice fiscale del ricorrente.