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Codici raccomandata: cosa contiene la raccomandata?

Codici raccomandate

Conoscere il contenuto di una raccomandata, prima di ritirarla, può rappresentare un valido auto contro ansia a paura. I sentimenti che accomunano molti italiani, all’avviso di giacenza, sono proprio questi, inutile negarlo.

Dalle multe alle cartelle di Equitalia fino alla convocazione in Tribunale: le preoccupazioni, in questo caso, sono tante. Ma una precisa serie numerica, riportata sull’avviso di giacenza, può aiutarci a comprendere la natura della comunicazione che ci aspetta all’ufficio postale.

Si tratta del codice della raccomandata: un insieme di numeri utili per l’identificazione della provenienza e quindi della tipologia di missiva. Anche Poste Italiane è in grado di aiutarci attraverso un apposito servizio: “Dove Quando”.

Si tratta di una specifica area del sito attraverso cui è possibile individuare la provenienza della comunicazione digitando il codice della raccomandata e la data di spedizione.

 

 

Codici raccomandata: cosa sono?

Si tratta dell’informazione più utile riportata sulla raccomandata indescritta. Il codice della comunicazione è leggibile sulla stessa busta ed ha il preciso scopo di consentire la tracciabilità della missiva.

Dalla partenza alla consegna: i dati principali riguardo il “viaggio” che ha intrapreso la raccomandata, prima di giungere nell’ufficio postale del nostro comune, è verificabile attraverso questo codice.

Sono undici i numeri che compongono il codice della raccomandata. Si tratta di cifre differenti riportate subito in basso ad un codice a barre. Ebbene attraverso una corretta lettura di questa semplice serie numerica è possibile, proprio a tutti, risalire al punto di partenza della raccomandata ed orientativamente al contenuto della stessa.

Il significato dei numeri 12, 13 e 14: le raccomandate “semplici”

Un preciso ordine caratterizza la serie numerica che ci appare sulla busta della raccomandata. Si tratta di numeri in parte leggibili anche dai non addetti al servizio di consegna postale e si dividono in diversi gruppi. E’ la parte iniziale ad essere utile all’identificazione della missiva. I codici delle raccomandate che iniziano con il 12, il 13 ed il 14 rappresentano le raccomandate definite “semplici”.

 

 

Si indicano, con questa espressione, le comunicazioni provenienti da un privato. Insomma un tipo di raccomandata innocua che, nel peggiore dei casi, può contenere delle bollette telefoniche o dell’Enel. Se ricevete una missiva di questo tipo potete tirare un sospiro di sollievo: non è nulla di grave.

Da 608 a 689: le raccomandate di enti pubblici, banche ed Equitalia

Discorso del tutto simile per le comunicazioni aventi il 608 ed il 609. In questo caso si tratta di raccomandate provenienti da enti pubblici. Sia la scuola che il Comune, di solito, inviano comunicazioni che vengono indicate con questa serie numerica.

Non enti pubblici, ma privati; i codici delle raccomandante 612 ed il 614 indicano missive di banche, istituti di credito e spesso della stessa Poste Italiane, 613 e 615 dall’Agenzia delle Entrate. Anche il 649 ed il 669 sono correlati a comunicazioni provenienti dalle banche: in questo caso, però, si tratta di carte prepagate o bancomat.

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Ricevere una “lettera” da Equitalia è l’incubo di molti. E’ il codice 670 e 689 a definire le tanto temute cartelle dell’istituto di riscossione.  Il numero 689, in particolare, è spesso correlato, più in generale, alle cartelle esattoriali. Le missive dell’INPS, invece, sono indicate dal codice 650 e contengono comunicazioni riguardo la previdenza sociale.

Le comunicazioni di atti giudiziari: ecco come riconoscerle

Sono le raccomandate più temute e tra le più comuni. Vengono indicate con una serie numerica che va dal 76 al 79. E’ indispensabile tenere presente che questo tipo di codice raggruppa una serie significativa di comunicazioni.

Un atto giudiziario, una convocazione proveniente da un Tribunale, una citazione o semplicemente una contravvenzione. Le possibilità sono tante ed allarmarsi è inutile e controproducente.

In molti, leggendo questi numeri, decidono di non andare a ritirare il pacco. Si tratta di un atteggiamento sbagliato visto che il rifiuto, comunicato al postino, viene considerato, a norma di legge, come una consegna.

Gli effetti, quindi, ricadono allo stesso modo con l’aggravante che il soggetto, che riceve la notifica, non può in alcun modo difendersi, in caso di giudizio; il ritiro è perciò indispensabile.

Ritiro della raccomandata: ecco cosa prevede la norma

Solo l’intestatario della giacenza può procedere al ritiro della raccomandata all’ufficio postale, ma è consentita anche la delega. Attraverso una precisa dichiarazione, accompagnata dalla firma in calce, i dati personali ed il codice di un documento personale del delegato, l’intestatario può delegare un familiare al ritiro della raccomandata.

E’ utile che il delegato porti con sé sia il proprio documento di riconoscimento sia quello dell’intestatario dell’avviso di giacenza. Solo in questo modo l’addetto di Poste Italiane sarà in grado di verificare la corrispondenza della firma apposta sull’avviso.

 

 

E’ importante tenere presente anche i tempi di giacenza. Si tratta di termini variabili a seconda della natura della comunicazione. Nel caso di atti giudiziari il limite è fissato a sei mesi (180 giorni) mentre, per le altre tipologie di raccomandate, il termine previsto si abbassa ad un mese.

Appena superati detti termini la raccomandata sono rispedite al mittente, con le conseguenze del caso.

   

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