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Codice tributo 3918 per pagare IMU

Codice tributo

Quando si parla del codice tributo 3918, ci si riferisce, assieme ai codici tributo 3912 e 3913, a qualcosa che serve per il pagamento del tributo IMU. Nello specifico, questi sono i codici tributo per fabbricati, abitazioni e immobili adibiti ad uso strumentale. Sono diversi perché variano sia in base al tipo di immobile che in base all’ente destinatario del tributo stesso che, com’è noto, va diviso tra Comune e Stato.

Codice tributo 3918: a cosa serve e come si usa

Nello specifico, il codice tributo 3918 serve per il pagamento dell’IMU per quelli che vengono definiti altri fabbricati e si deve utilizzare per la parte da pagare al Comune.

In questa categoria “altri fabbricati” rientrano tutti gli immobili diversi da quelle che sono la prima e seconda casa, dai terreni, dai fabbricati rurali, dalle aree fabbricabili. In buona sostanza si tratta di uffici, capannoni, immobili che vengono utilizzati a scopo commerciale, e così via.

 

 

Come sempre, si effettua il pagamento attraverso il modello F24 e si deve utilizzare il codice in questione, che deve essere inserito nella sezione “Imu e altri tributi da versare”. Qui, quindi, è necessario scrivere quella che è la somma da pagare, che viene calcolata come segue.

Come si calcola l’IMU da pagare?

Al fine di effettuare il calcolo dell’IMU in modo corretto, è necessario avere le idee chiare e, per questo motivo, siamo qui per spiegare cosa fare e come farlo. La prima cosa che si deve avere a portata di mano è la visura catastale aggiornata dell’immobile su cui si deve pagare la tassa, che serve in modo tale da riuscire a individuare quella che è la rendita catastale.

Quest’ultima, inoltre, deve essere rivalutata del 5%, stando a quanto sancito dalla legge in materia. A questo punto, quindi, si ottiene un risultato che deve essere moltiplicato per un coefficiente che è pari a 80 (valido per gruppo catastale A/10) e, ancora, quello che esce di deve poi moltiplicare per l’aliquota fissata al 7,6 per mille (0,76%).

Per capire di cosa stiamo parlando, potrebbe essere necessario un esempio pratico. Per farlo, ipotizziamo di dover pagare l’IMU su un ufficio, che ha come rendita catastale ipotizzata 1000 euro.

Pertanto, stando a quanto detto prima, dobbiamo fare i seguenti calcoli: 1000 x 5% x 80 x 0,76% = 638,40 euro. Si deve, però, ricordare che l’aliquota può cambiare in base al Comune di appartenenza e, quindi, differire da quello che viene indicato allo Stato.

 

 

Per essere precisi, possiamo dire che lo 0,76% può venire aumentato di una percentuale di massimo lo 0,3% in più: la forbice è un minimo di 0,46% e un massimo di 1,03%. Tuttavia, si deve altresì fare presente che L’importo ottenuto deve essere arrotondato a 638 euro e va diviso per due: da qui si desume che la quota da versare al comune è di 319,00 euro.

   

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