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Addizionale comunale IRPEF, la guida completa

Addizionale comunale IRPEF

In quest’articolo vi parleremo dell’addizionale comunale, anche detta IRPEF spiegandovi come si calcola, come si comportano i vari comuni in merito a questa tassazione, chi è esente e chi invece deve pagarla, quando e come farlo.

L’addizionale comunale è una tassa entrata in vigore con il decreto legislativo n. 360/98 e solo in seguito revisionata tra il 1999 e il 2007 e scissa in due aliquote differenti. La prima interessa l’aliquota di compartecipazione dell’addizionale IRPEF, la seconda è quella opzionale stabilita dai vari comuni. L’addizionale comunale è stabilita dai comuni e il limite è fino allo 0.8%.  Tale limite è stato imposto dal decreto legge 148/2011 definito “Manovra di Ferragosto”.

L’addizionale comunale è deliberata in base alle fasce di reddito che sono suddivisi in scaglioni, e ad ognuno di essi corrisponde un’aliquota differente.

  • Da 0 a 15.000 euro l’aliquota sarà del 23%;
  • Da 15,000 a 28.000 euro l’aliquota sarà del 27%;
  • Da 28.000 a 55.000 euro l’aliquota sarà del 38%;
  • Da 55,000 a 75,000 euro, l’aliquota sarà del 41%;
  • Oltre i 75.000 euro l’aliquota sarà del 43%.
 

 

A chi spetta pagare l’addizionale comunale e chi è esonerato?

Le addizionali comunali spettano a tutti i residenti e non residenti in Italia, eccetto coloro che pagano già delle imposte sui redditi, o coloro che hanno un reddito che prevede un imposta inferiore a 10,33 euro. Quindi, sono tenuti a pagare l’addizionale comunale colo che hanno un’imposta superiore alla somma citata in precedenza. Se un cittadino risulta essere esonerato da tale pagamento, per esempio a causa di redditi prodotti fuori dall’Italia, non dovrà presentare la dichiarazione dei redditi.

 

 

Le aree di esenzione dal pagamento dell’addizionale comunale sono invece:

–        Lavoratori dipendenti con un reddito pari a 8.000 euro;

–        Pensionati al di sotto dei 75 anni, con un reddito pari a 7.500 euro;

–        Pensionati superiori ai 75 anni, con un reddito pari a 7.750;

Come si calcola l’IRPEF?

Per calcolare l’addizionale comunale IRPEF si fa riferimento al modello Unico PF o al modello 730, in particolare al paragrafo 730/3. I versamenti hanno delle scadenze e devono avvenire mediante modalità imposte dall’Irpef.

Coloro che si rifanno al modello Unico, devono versare l’importo entro il 16 giugno utilizzando il modello F24, mentre coloro che si rifanno al modello 730 subiranno la detrazione di tale somma direttamente dalla busta paga del mese di luglio.

Da gennaio 2016, l’addizionale comunale viene addebitata in busta paga. Per sapere quanto bisognerà pagare come addizionale durante l’anno bisogna prendere in considerazione la busta paga dell’anno precedente con il conguaglio di fine anno. Il sistema che prevede il pagamento di tali tasse, stabilisce che queste vengano mese sul conto nei primi 11 mesi dell’anno.

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L’addizionale viene così pagata in due fasi cioè l’acconto e il saldo. Per quanto riguarda l’acconto questo avviene tramite 9 rate partendo da marzo; il saldo invece con 10 rate da pagare l’anno successivo, cioè partendo da gennaio 2016 si pagherà il saldo dell’anno 2015.

Per pensionati e i lavoratori dipendenti, l’addizionale comunale è indicata rispettivamente dall’ente delle pensioni e dal datore di lavoro che ricorrerà  al CUD; per gli altri contribuenti, il pagamento della tassa avviene al momento della dichiarazione dei redditi, tramite l’autotassazione utilizzando il modello F24.

Bisogna anche precisare che, a partire dall’anno 2007,  l’addizionale prevede anche un acconto del 30% per l’anno successivo.  I codici da utilizzare per il saldo è per l’acconto sono il codice tributo 3844 per il saldo e 3843 per l’acconto.

L’addizionale comunale si calcola applicando un’aliquota decisa dal comune di appartenenza, al reddito complessivo, determinato dall’Irpef e agli oneri deducibili.

E’ fondamentale il domicilio fiscale, perché indica al cittadino a quale comune incassare la somma di denaro. Si prende in considerazione il domicilio fiscale del primo gennaio di quella data imposta. Il cittadino straniero che detiene un reddito in Italia, è soggetto all’imposta per quel determinato reddito e si prenderà in considerazione il comune dov’è stato prodotto.

Addizionale comunale IRPEF: quanto varia da regione a regione?

Come già detto in precedenza, l’addizionale comunale è un’imposta stabilita dai vari comuni, proprio per questo motivo ci sono differenze tra le singole regioni. La legge di Stabilità, impedisce ai comuni di aumentare l’addizionale ma ciò si attuerà solo nel 2017, quindi nella dichiarazione dei redditi dell’anno 2016 i cittadini imbattersi negli aumenti stabiliti nell’anno 2015. In alcune regioni, come Lazio, Piemonte e Liguria le aliquote sono salate.

Di seguito, alcune situazioni dell’anno 2015-16:

La regione Lazio impone un aliquota del 1,73% per i redditi fino a 28.000 euro; un aliquota che va dal 1.73% fino a 2.33% per coloro che hanno un reddito compreso tra i 28.000 e 35.000 euro; infine, al di sopra dei 35.000 euro l’aliquota aumenta fino ad arrivare al 3.33%.

La regione ha però garantito una tassazione ridotta per le famiglie numerose, in quel caso l’aliquota è dell’1,73% per coloro che hanno un reddito fino a 50 mila euro o per colo che hanno uno o più figli con handicap.

La regione Liguria continua ad imporre l’aliquota dell’1. 23 per i redditi fino a 15 mila euro, e sopra tale budget sale l’importo da pagare. Se il reddito è fra i 15 mila e i 28 mila euro l’aliquota aumenta dell’1.81%, invece oltre i 75 mila è al 2.33%.

In Piemonte fino a 28 mila euro di reddito l’aliquota è pari all’.,62%; aumenta con redditi fra i 28 e i 55 mila euro, ed arriva al 3.33% per i redditi superiori a 75 mila euro. Sono previste delle decurtazioni di circa 250 euro per ogni figlio handicap, e 100 per i nuclei con più figli a carico.

 

 

In merito a quest’argomento, ci sono degli aspetti negativi da prendere in considerazione. Secondo le ultime statistiche, ci sono circa 2.000 comuni di cui un quarto di questi hanno incrementato le aliquote dell’addizionale comunale, circa 270 municipi hanno deciso di applicare l’aliquota dello 0.8% senza adottare esenzioni per le fasce più disagiate.

Altri 170 comuni, invece, hanno deciso di adottare l’aliquota dello 0.8% ma con alcune esenzioni e tra queste citiamo Trieste, Genova, Salerno e Vicenza.

Le grandi città come Milano, questa ha deciso di applicare, in base al reddito, aliquote differenti arrivano allo 0.8% solo per i redditi superiori ai 75.000 euro.

   

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