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Tasso di interesse legale: ultimi aggiornamenti Gennaio 2017

Tasso legale di interesse aggiornato

Stando a quanto disposto dall’articolo 1284 del codice civile, è facoltà del Ministero dell’Economia e delle Finanze (precedentemente denominato Ministero del Tesoro), di impostare su base annuale i parametri relativi agli interessi legali.

Per fare questo il Ministero dell’Economia deve emettere un decreto, che viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, tenendo in conto sia i dati relativi al rendimento medio annuo dei titoli di Stato aventi una durata che non eccede i 12 mesi, sia il valore del tasso di inflazione in vigore per l’anno precedente a quello di emissione del decreto.

Ad esempio si può considerare il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze dell’11 Dicembre 2015 (G.U. n. 291/2015) che va a modificare i parametri relativi al tasso di interesse legale precedentemente definiti nell’articolo 1284 del codice civile.

 

 

A seguito riportiamo, a titolo di esempio, una tabella che illustra la variazione nel tempo dei tassi di interesse legali applicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze:

ValoreDecorrenzaProvvedimento
5 %Dal 21 aprile 1942 al 15 dicembre 1990Art. 1284 codice civile
10%Dal 16 dicembre 1990 al 31 dicembre 1996Art. 1, Legge n. 353/1990
5%Dal 1° gennaio 1997 al 31 dicembre 1998Art. 2, co. 185, Legge n. 662/1996
2,5%Dal 1° gennaio 1999 al 31 dicembre 2000D.M. 10 dicembre 1998
3,5%Dal 1° gennaio 2001 al 31 dicembre 2001D.M. 11 dicembre 2000
3%Dal 1° gennaio 2002 al 31 dicembre 2003D.M. 11 dicembre 2001
2,5%Dal 1° gennaio 2004 al 31 dicembre 2007D.M. 1 dicembre 2003
3 %Dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2009D.M. 12 dicembre 2007
1 %Dal 1° gennaio 2010 al 31 dicembre 2010D.M. 4 dicembre 2009
1,5 %Dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2011D.M. 7 dicembre 2010
2,5 %Dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2013D.M. 22 dicembre 2011
1 %Dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2014D.M. 12 dicembre 2013
0,5 %Dal 1° gennaio 2015D.M. 14 dicembre 2014
0,20%Dal 1° gennaio 2016D.M. 11 dicembre 2015

L’importanza della regolamentazione da parte della legge sui tassi di interesse è di fondamentale importanza per prevenire fenomeni di usura.
Se si considera la posizione nettamente dominante di chi presta denaro nei confronti di chi riceve la somma in prestito, è necessario che tali tassi di interesse non possano essere liberamente fissati ma siano soggetti a limiti imposti stabilendo una fascia di valori che viene determinata empiricamente.

In tal modo si previene efficacemente il rischio di imposizione di tassi eccessivi da parte di chi presta soldi, col fine di abusare della evidente condizione di bisogno del soggetto richiedente il prestito.

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Tassazione atti giudiziari

Un caso particolare riguarda i contratto di mutuo, che sono una diffusissima forma di prestito, spesso richiesta per l’acquisto di immobili da parte dei cittadini.
Nei contratti di mutuo è possibile applicare tassi di interesse definiti “variabili” o “misti”.

Nel caso di interessi variabili, questi sono ricalcolati di volta in volta al pagamento di ogni rata, tramite ad una formula costruita basandosi su determinati indicatori economici: di fatto l’applicazione di interessi variabili modifica l’effettivo importo della rata.
Un tasso misto si ha nel caso in cui questo sia fisso per un determinato periodo di tempo, scaduto il quale diviene variabile e quindi segue le regole precedentemente illustrate.

 

 

A partire dall’1 Gennaio 2017, gli interessi legali sono fissati ad un valore del 0,20%.

E’ bene sapere che sono disponibili in rete molteplici strumenti di calcolo degli interessi da applicare, tenendo conto del tasso di interesse legale attualmente in vigore, del capitale in gioco nel prestito e del numero di giorni su cui applicare la maturazione degli interessi.

 

   

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