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TAEG: comprendere le voci di costo di un finanziamento

Taeg guida definitiva

Quando si parla di prestiti e di mutui, si nominano molto spesso i seguenti termini: TAEG e TAN. Ma di cosa si tratta? Vediamo nello specifico.

Non si può capire cos’è il TAEG, se prima non si apre una breve parentesi sul TAN. Vediamo, quindi, di cosa si tratta. Possiamo iniziare con il dire che l’acronimo TAN sta per Tasso Annuale Nominale. Pertanto, possiamo desumere che il TAN altro non è che il tasso di interesse puro che viene applicato al prestito.

Facciamo un esempio pratico. Se chiediamo un prestito di 10.000 euro che ha un TAN dell’8%, alla scadenza dello stesso verseremo 10.000 euro presi in prestito più 800 euro a titolo di interesse.

A questo punto, si deve fare una differenza: nel caso in cui si vada a ripagare il debito in una sola rata, si pagheranno 10.800 euro e il tasso effettivo dell’operazione sarà pari all’8%. Se, invece, si preferisce rateizzare la somma da rimborsare, allora il tasso effettivo sarà più elevato.

 

 

Proprio per questo molti creditori spingono per la reateizzazione del debito che, dobbiamo sottolinearlo, conviene anche a chi il prestito lo chiede. Alla luce di quanto detto, possiamo dire che più sono elevati il TAN e la frequenza delle rate, più grande sarà il tasso reale di finanziamento.

A questo punto, possiamo analizzare cos’è il TAEG. Iniziamo con il dire che l’acronimo TAEG sta per Tasso Annuo Effettivo Globale. Quest’ultimo tiene conto con esattezza dei periodi in cui vengono effettuati i rimborso, e quindi il TAN, e prende in considerazione anche quelle che sono le ulteriori spese che devono essere pagate dal debitore.

Tra queste ci sono, oltre agli interessi, anche spese obbligatorie come quella istruttoria di pratica o, ancora, le spese di gestione della pratica, quelle di incasso, l’imposta di bollo e molte altre ancora.

In questo modo, prendendo in considerazione tutto ciò, il TAEG va a dare il quadro della situazione, mostrando quello che possiamo definire il vero dato sul reale costo del finanziamento, con tutti gli oneri annessi. Possiamo quindi dire che il TAEG è il tasso che rende uguale l’importo concesso in prestito, al netto di tutte le spese iniziali, e quella che è la somma finale di tutti i versamenti rateizzati attualizzati.

 

 

In estrema sintesi, si può affermare che il TAEG è il parametro che va a mostrare quanto effettivamente costa il finanziamento a chi ne fa richiesta per far fronte a delle sue spese personali. Si deve ricordare, infine, che sul calcolo del TAEG vanno a incidere anche quelle che sono le commissioni d’incasso nonché le assicurazioni obbligatorie, ma vengono esclusi i bolli statali, tasse, altre assicurazioni e commissioni di massimo scoperto.

La normativa in merito al TAEG

 Alla base di tutto quello che è stato detto, c’è la direttiva 2014/17/UE che va a definire cos’è il TAEG ed elabora quella che è la formula esatta di calcolo dello stesso. Trattandosi di normativa europea, la norma in questione è vincolante ed è la stessa in tutta l’UE. Nel sistema normativo italiano, il concetto di TAEG è apparso per la prima volta in quella che è la Deliberazione del Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio n. 10688 del 4/03/2003, art. 9 comma 2.

In questa deliberazione, è stato dato il compito alla Banca di Italia di andare a individuare quali siano le operazioni e i servizi a fronte dei quali detto indice, “comprensivo degli interessi e degli oneri che concorrono a determinare il costo effettivo dell’operazione per il cliente”, deve essere segnalato. Nello stesso articolo si è dato anche il mandato alla Banca di Italia di trovare la formula per calcolare il TAEG.

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In virtù di quelle che sono le ultime disposizioni in merito alla trasparenza, così come richiesto dalla direttiva europea EU 2008/48/CE, dal 1º giugno 2011 il calcolo del TAEG va a ricomprendere anche tutte le spese legate al conto corrente di appoggio al prestito, ove questo è obbligatorio. Sintetizziamo dicendo che il TAEG è uguale alla somma tra TAN, spese di istruttoria e documentazione, spese gestione pratica, bolli, imposte, spese conto corrente.

Come si calcola il TAEG: la formula

Per essere precisi, vediamo qual è la formula di calcolo del TAEG e quali sono le variabili che si devono prendere in considerazione.

Per calcolare il TAEG si deve andare a trovare quel tasso di interesse che eguaglia quella che è la somma del credito concesso al debitore con quella che è la somma complessiva che questo dovrà rimborsare alla scadenza.

In questo modo, il cliente avrà solo un indicatore di interesse, capace di inglobare sia il tasso effettivo di interesse sul prestito che anche le spese accessorie. Quali sono i parametri che servono per il calcolo TAEG? In sintesi diciamo tutte le spese accessorie obbligatorie che riguardano il finanziamento stesso, mentre sono escluse le assicurazioni non obbligatorie.

r è il tasso da calcolare

R è la rata effettiva

C è il capitale erogato

n è il numero di anni del finanziamento

t è il numero di rate annuali

 

 

Va da sé che, per calcolare il TAEG esistono degli appositi calcolatori, che ci evitano di andare a risolvere questa complessa formula, accelerando tutto l’iter per la richiesta e il rimborso di un prestito.

   

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