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Il Prestito tra privati: chiariamo tutti i dubbi

Prestiti tra privati

Quando si parla di prestiti tra privati si affronta un argomento che al contempo è molto interessante ma anche abbastanza controverso. La prima domanda che ci si pone in questi casi è la seguente: si tratta di qualcosa di legale e, se la risposta è affermativa, quali sono i limiti e le regole che devono essere rispettate?

E’ utile, pertanto, fare il punto della situazione, delineando un quadro preciso e andando a definire quelli che sono i limiti dei prestiti tra privati, in modo tale da non lasciare spazio a dubbi di alcun tipo.

Prestito tra privati: cos’è e come funziona

Prima di affrontare il discorso nella maniera più approfondita possibile è indispensabile sottolineare che la legge consente il contratto di prestito tra privati solo e unicamente se si tratta di una erogazione occasionale e, quindi, non svolta in maniera continua e abituale.

 

 

A sancire quanto appena detto ci ha pensato la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2404 del 2010. Ma solo questo non basta per inquadrare questa tipologia di prestito.

E’ bene, quindi, andare a elencare quelle che sono le caratteristiche del prestito tra privati. Il contratto di prestito tra privati dovrebbe essere definito“ contratto di mutuo”, in base a quello che è l’articolo 1813 del codice civile.

E’ qui che sono raccolte le principali caratteristiche che deve avere questa scrittura privata. In primo luogo, il contratto deve contenere gli estremi dei contraenti, in modo tale da poter essere identificati con nome, cognome, codice fiscale e quant’altro.

Inoltre, devono essere segnalate le modalità e le scadenze di restituzione della somma, la causale del prestito gli eventuali interessi e le sanzioni decise in caso di mancato adempimento.

 

 

Naturalmente, come ogni contratto che si rispetti, anche questo dovrà essere firmato da entrambe le parti in causa e su tutte le pagine.

Perché deve essere un contratto scritto?

Anche questa è una domanda che ci si pone spesso. Se si tratta di un accordo tra due privati, perché deve essere un contratto scritto? Le ragioni sono molteplici e alcune sono più scontate e altre meno. Sostanzialmente, possiamo dire che un contratto scritto, nel quale vengono esplicitati tutti i punti di cui sopra, tutela maggiormente chi lo sottoscrive.

Ma non finisce qui: dobbiamo sempre ricordare che l’Agenzia delle Entrate, ha accesso ai nostri conti correnti e, pertanto, potrebbe valutare la somma ricevuta o concessa in prestito come reddito non dichiarato. In questo caso, quindi, la somma in questione sarebbe dichiarata come “in nero” e, quindi, si diverrebbe passibili di sanzione.

In questi casi, le sanzioni pecuniarie sono salatissime e si deve anche fornire la prova del fatto che si tratta di soldi prestati e non sempre è facile se manca un contratto scritto e solenne.

Gli aspetti fiscali del prestito tra privati

Cosa si deve sapere in merito agli oneri o alle tasse da pagare su suddetti prestiti? Ci sono degli interessi e di che tipo sono? Anche rispondere a queste semplici domande che concernono gli aspetti fiscali di questa tipologia di prestito è molto importante, perché si tratta di parti fondamentali del contratto.

Volendo fare chiarezza, si deve sottolineare che possono esserci degli interessi attivi e degli interessi passivi. Abbiamo capito che, alla somma concessa in prestito, le due parti in causa possono decidere di applicare o meno degli interessi che, in questo caso, saranno definiti attivi.

A tal proposito, va ricordato che, nel caso in cui vengano previsti questi interessi, chi ha dato in prestito la somma e, quindi, deve recuperare il tutto, deve dichiarare anche gli interessi percepiti, come reddito. Nello specifico, nel modello UNICO, suddette somme andranno dichiarate nel quadro RL 2 Persone Fisiche.

Ci sono, poi, gli interessi passivi. Chi si ritrova a pagare gli interessi per un prestito tra privati non ha la facoltà di detrarre gli interessi passivi dall’Irpef, dato che lo si può fare solo e unicamente nel caso in cui si siano ricevuti prestiti o mutui da istituti finanziari o banche.

Tasse applicate al prestito tra privati

Quali sono le imposte indirette previste per questo tipo di contratti? Se si decide di registrare il contratto di prestito sono previste: l’imposta di bollo da € 16,00 ogni quattro facciate del contratto di prestito; l’imposta di registro pari al 3% sull’importo del prestito erogato, che deve essere pagata entro 20 giorni dalla stipulazione del contratto.

Nel caso in cui, invece, si tratta di un contratto con delle garanzie, le imposte indirette aumentano, dato che si deve pagare sia l’imposta di registro, che è pari allo 0,50% sull’importo di ipoteca o fidejussione, sia l’imposta ipotecaria pari al 2% sul valore dell’ipoteca stessa.

Ricordiamo, tuttavia, che la registrazione non è obbligatoria se il contratto viene redatto e spedito all’altra parte in causa. In questo caso, il contratto si perfeziona nel momento in cui chi lo riceve lo ricopia, lo firma e lo rispedisce al mittente.

La registrazione sarà, invece, obbligatoria se si decide di depositare il contratto in una cancelleria giudiziaria per attività amministrative, o ancora presso la pubblica amministrazione o in un ente pubblico deputato a riceverlo.

Anche in questo caso, però,  la registrazione non deve essere pagata se il deposito del contratto viene fatto al fine di portare a termine un obbligo nei confronti di un’amministrazione o per obbligo di legge.

Si deve sempre ricordare, anche nel caso di prestiti tra privati, che si devono sempre rispettare quelle che sono le norme antiriciclaggio. Pertanto, i contanti possono essere accettati solo entro la soglia dei 1000 euro e se si presta di più il tutto dovrà essere fatto attraverso assegno o bonifico. Qualora questo non dovesse accadere ci sarebbe una salata sanzione pecuniaria, che va da 1% a 40% dell’importo trasferito;

 

 

Ricapitolando, quindi, si può dire che il prestito tra privati è legale e accettato se rispetta tutto quello che è stato detto, i limiti e tutte le norme. Consigliamo tale tipo di prestito a chi non deve richiedere delle somme molto elevate e che, quindi, può rivolgersi a un suo amico e/o a un famigliare per cercare di evitare le lungaggini burocratiche.

Quando viene messo tutto nero su bianco, vengono stabilite le modalità di rimborso e tutto quello che rende il prestito legale, non ci sono problemi e si è entro i limiti dettati dalla legge.

   

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