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Cambiali: la guida definitiva

Guida definitiva alle cambiali

Iniziamo con il dire che la cambiale, nel diritto dello Stato italiano, altro non è che un titolo di credito necessario al fine di posticipare il pagamento di una cifra monetaria.

Tutto quello che concerne le cambiali è sancito nella così definita Legge Cambiaria,  che è in vigore dal 1933.

Le caratteristiche della cambiale

Prima di vedere da vicino a cosa serve una cambiale, è utile capire quelle che sono le caratteristiche principali della stessa. Iniziamo con il dire che si tratta di un titolo all’ordine e questo significa che può essere trasferita mediante girata.

A differenza del prestito, si tratta anche di un titolo autonomo, dato che non si esplicita quello che è il motivo per il quale si è ricorsi alla cambiale e, pertanto, non è importante spiegare quello che è il rapporto tra creditore e colui il quale deve la somma in questione, ossia il debitore.

 

 

Non dovendo dire la causa che ha generato la cambiale, quest’ultima si configura come un titolo astratto.

Queste sono solo alcune delle caratteristiche di questo titolo di credito che, quindi, dà il diritto al creditore di esigere la somma dovuta dal debitore.

Tipologie di cambiale

A questo punto, si deve altresì notare che ci sono due tipi di cambiale.

Nello specifico, c’è la cambiale tratta tra due persone, in cui il traente, che garantisce la cambiale, ordina al trattario di pagare la somma dovuta al portatore del titolo, e c’è il cosiddetto pagherò cambiario. In questo caso chi firma la cambiale in questione si impegna a pagare la somma dovuta al creditore.

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Si deve anche distinguere tra due macro categorie di cambiali: ci sono, infatti, le cambiali agrarie e le cambiali finanziarie. Entrambe differiscono l’una dall’altra per le caratteristiche concernenti il regime fiscale e non solo.

Possiamo dire che la cambiale agraria viene sottoposta a un regime fiscale di favore, mentre le cambiali finanziarie, disciplinate dalla legge 13 gennaio 1994 n. 43, hanno delle caratteristiche molto più definite.

 

 

Esse sono emesse in serie, all’ordine, con durata ben delimitata, da un minimo di 1 mese a un massimo di 36 mesi, in cui la girata non gode di garanzia per evitare azioni di regresso. Si deve dire che nel 2003 è stato allungato l’intervallo di tempo per l’emissione di questo tipo di cambiali, che diventa, quindi, di minimo 1 mese e massimo 18.

Cambiale ipotecaria

Per la cambiale ipotecaria è indispensabile aprire un capitolo a parte, un po’ più approfondito, trattandosi, del resto, della tipologia più diffusa al momento. Iniziamo con il dire che la cambiale ipotecaria è un credito cartolare che viene garantito da ipoteca. In questo caso, quindi, la garanzia non riguarda il credito sottostante bensì il rapporto cartolare.

Quello che rende la cambiale ipotecaria diversa dalle altre è la presenza di una garanzia data attraverso un immobile. Vediamo, quindi, cosa accade in caso di mancato pagamento di cambiale ipotecaria. In questo caso, il creditore ipotecario ha il diritto di essere esautorato del proprio credito con preminenza rispetto agli altri creditori chirografari.

Cambiali: i requisiti principali

Sebbene, come visto, esistano diversi tipi di cambiale, è utile cercare di tracciare un quadro generale con quelli che sono i requisiti principali delle stesse.

La prima cosa che deve essere sottolineata è che una cambiale compila su quelli che sono gli appositi moduli prestampati che hanno l’obbligo di bollatura. Questo, però, non significa che un qualsiasi foglio di carta avente i requisiti essenziali della cambiale non possa essere considerato valido.

Una cambiale viene ritenuta nulla se mancano le seguenti indicazioni: la denominazione di cambiale, che può essere vaglia o pagherò cambiario, la promessa incondizionata di pagamento a colui il quale ha diritto alla somma in questione, il nome di chi deve pagare e il nome del primo beneficiario. Inoltre, non possono di certo mancare la data di emissione e la firma del traente che è obbligato a pagarla.

Fondamentale è anche la presenza del bollo, perché se questo manca la cambiale non può essere protestata.

Sulla cambiale deve essere indicata la scadenza. Nel caso non ci sia, siamo dinanzi a una cambiale pagabile a vista. Ci deve anche essere una chiara indicazione del luogo di emissione dato che, se questo manca, la cambiale si considera sottoscritta nel luogo accanto al nome del traente o emittente e se manca anche questo la cambiale è nulla

 

 

Nel caso in cui manchino alcuni requisiti fondamentali, si è dinanzi a una cambiale nulla. In questi casi, quindi, c’è il rischio che salti l’accordo di pagamento, che decade, comunque, dopo 3 anni dalla sottoscrizione.

Prima di firmare una cambiale, magari per un piano di rientro debiti pregressi, è bene informarsi in merito a tutto quello che questo comporta. Si tratta di un istituto finanziario che implica numerosi obblighi e, pertanto, prima di sottoscrivere dei contratti che prevedano le cambiali, si deve fare molta attenzione e valutare la situazione: la prima cosa che ci si deve chiedere è se vale, o meno, la pena di firmare una cambiale e se esistono, invece, metodi e soluzioni alternative.

   

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