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Mutuo Fondiario: guida completa

Mutuo fondiario

Gli eventi come l’acquisto e la ristrutturazione di un locale, sono molto importanti dal punto di vista economico, soprattutto per i neo sposi e per i single, proprio per questo motivo è fondamentale un’accurata analisi delle proprie risorse finanziarie ed è importante valutare il tipo di mutuo che si vuole richiedere.

In merito a ciò è fondamentale conoscere la differenza tra il mutuo fondiario e quello ipotecario, perché nella maggior parte dei casi s’identificano come un singolo mutuo, anche se in realtà vi sono delle sostanziali differenze.

In quest’articolo parleremo del mutuo fondiario, di cos’è e cosa offre, spiegheremo i requisiti per poterlo richiedere, fino a entrare nello specifico dell’argomento e quindi trattare i tassi che sono utilizzati in questa circostanza, i suoi vantaggi e le differenze con il mutuo ipotecario.

 

 

Che cos’è il mutuo fondiario?

Con l’espressione mutuo fondiario s’intende un prestito a medio o a lungo termine, quindi da un minimo di un anno a un massimo di trenta anni, concesso da un’organizzazione di credito autorizzato, ad esempio la banca, per favorire la costruzione oppure la ristrutturazione di un edificio.

La normativa che disciplina il mutuo fondiario è il decreto legislativo n. 385 del 1993, detto anche Testo Unico Bancario Omnibus. Il mutuo prevede un tempo superiore ai diciotto mesi e la somma in prestito non deve superare l’80% rispetto al valore dell’edificio ipotecato.

Il beneficiario, dovrà rimborsare la banca che gli fornisce il prestito secondo le direttive espresse da quest’ultima nel contratto.

Si può parlare di mutuo fondiario quando il credito è fornito da una banca autorizzata, quando il piano di rimborso è considerato di medio o lungo termine, e quando si prevede un’ipoteca di primo grado sull’immobile, la quale è vista come garanzia del credito da erogare.

Il grado varia in base alle ipoteche fatte sull’immobile, considerando che un determinato bene più ipoteche.

Ci sono dei casi in cui la banca raggiunge il 100% del valore dell’immobile ipotecato, in questo caso è fornito perché il cliente da altre garanzie alla banca, ad esempio la polizza assicurativa.

Come si fa a richiedere un mutuo fondiario?

Per richiedere un mutuo fondiario è necessario avere a portata di mano i propri dati anagrafici, il tipo di lavoro, il reddito mensile, e tutta la documentazione che permette di risalire all’immobile quindi il valore, la categoria, etc.

Inoltre, al momento della compilazione della richiesta, al cliente sarà richiesta una dichiarazione in cui egli garantisce di non avere altre ipoteche. In seguito la banca valuterà la domanda e deciderà l’importo da finanziare, tenendo conto di una serie di parametri quali il reddito della famiglia e il valore dell’edificio.

In questa circostanza, viene anche stabilita la rata del mutuo fondiario che non deve essere superiore al 30% del reddito mensile di chi richiede il prestito.

 

 

A questo punto, il richiedente dovrà inviare alla banca erogatrice del prestito, una serie di documenti in originale: Cud o busta paga, modello unico, certificato di nascita, copia dell’atto di proprietà e stato civile.

Il richiedente dovrà erogare il rimborso ogni sei mesi tramite conto corrente e una volta terminato il pagamento, la banca gli rilascerà il nulla osta che dichiara che la proprietà è nuovamente sua e cancellerà tutte le ipoteche applicate sull’immobile al momento del contratto, come garanzia.

Da questo momento in poi non c’è nessun vincolo che lega il cliente alla banca e l’edificio è di sua proprietà.

Quali sono i tassi utilizzati per il calcolo del mutuo fondiario?

Il calcolo del mutuo fondiario si basa sul sistema dei tassi d’interesse, e quelli più utilizzati sono il tasso variabile e il tasso fisso. Quest’ultimo è prefissato al momento della stesura del contratto e resta invariato fino alla fine del contratto, ed è in relazione al tasso di riferimento stabilito dalla Federazione Bancaria Europea.

Diversamente da questo, il tasso variabile, può cambiare in base ad tassi di mercato presi in riferimento. Oltre al tasso fisso e al tasso variabile, abbiamo anche il mutuo fondiario a tasso misto, utilizzato in alcune banche, il tasso misto prevede meccanismi di calcolo differenti, utilizzando per alcune fasi il tasso fisso e per altre il tasso variabile.

I mutui fondiari a tasso variabile con CAP, sono una variante del muto fondiario variabile e il calcolo si basa sulle variazioni dell’Euribor, l’indicatore della somma di denaro a tempo breve.

Infine, vi sono anche i mutui fondiari a rata crescente e quelli che prevedono solo il rimborso degli interessi.

Qual è la differenza tra il mutuo fondiario e il mutuo ipotecario?

Spesso, le banche non spiegano ai propri clienti le differenze tra i due mutui, arrivando a stipulare mutui ipotecari e non fondiari. Le caratteristiche del mutuo fondiario, come si può evincere da ciò che è stato detto in precedenza, sono la durata, la somma di denaro e la garanzia.

I mutui fondiari, per chi ha questi requisiti, sono convenienti per comprare casa. Il mutuo ipotecario, invece, ha una durata superiore ai cinque anni; le banche, una volta verificate le condizioni del cliente, si tutelano con delle garanzie, e il mutuo è stipulato dinanzi ad un notaio, non presenta gli stessi vantaggi del mutuo fondiario, per questo generalmente si ricorre a questo solo per l’acquisto di immobili non a fini abitativi.

L’ipoteca richiede la registrazione nei Registro immobili del Comune in cui si trova l’edificio e vale venti anni.

Al termine di questi, se non è rinnovata, cessa l’iscrizione. Anche in questo caso, gli interessi da pagare possono essere fissi o variabili.

Il mutuo fondiario prima casa acquisto, ristrutturazione e costruzione efficiente, è un mutuo che presenta le caratteristiche del mutuo fondiario, elencate in precedenza, ma che è rivolto solo a clienti che non svolgono attività commerciali o artigianali e non rientrano, in questo caso, gli edifici di lusso.

Tale mutuo è concesso per l’acquisto o la costruzione d’immobili a risparmio energetico e per l’acquisto e ristrutturazione d’immobili che rispecchiano le caratteristiche del risparmio energetico.

In entrambe le circostanze, la banca richiede al cliente una documentazione che accerti i criteri di efficienza energetica. Nel secondo caso la banca finanzierà il 50% della somma erogata alle spese di ristrutturazione che sono necessarie per rendere l’immobile ecologico.

Quali sono i vantaggi del mutuo fondiario?

Il mutuo fondiario può essere, una volta sottoscritto, una scelta vantaggiosa sia per il cliente sia per la banca erogatrice della somma di denaro. La banca trae vantaggio qualora il richiedente fallisse nel rimborsare il prestito fornito, in questo caso può agire per vie legali.

La banca può recedere dal contratto nel caso in cui il cliente ritarda o manca il pagamento, in questa circostanza la cessazione del contratto prevede la restituzione immediata del pagamento; può inoltre segnalare eventuali disguidi alla Centrale dei Rischi, e tale segnalazione potrebbe compromettere la possibilità di eventuali finanziamenti futuri.

Al cliente, invece, spettano numerosi vantaggi ad esempio le spese notariali dimezzate, la possibilità di rimborso anticipato del prestito.
Per richiederlo vi basterà recarvi alla vostra banca con la relativa documentazione, ed attraverso una prima analisi potrete avere maggiori informazioni sulla vostra rata mensile e su tutto ciò che riguarda la concessione del mutuo fondiario.

 

 

Si raccomanda di prendere visione di tutte le clausole, leggendole attentamente e di rivolgersi in caso di dubbi a qualcuno esperto nel settore per evidenziarne vantaggi e svantaggi.

   

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