Lettera di vettura, guida e consigli

Lettera di vettura

In ogni spedizione di merci di qualsiasi tipo, c’è sempre una lettera di vettura. Questa è il documento ufficiale relativo alla spedizione. In poche parole, è proprio grazie a questa lettera di vettura che si può risalire alla spedizione.

Lettera di vettura: elementi costitutivi

Come detto, la lettera di vettura è quello che va a identificare la spedizione, in modo tale da renderla tracciabile. In linea generica, possiamo dire che sulla lettera in questione viene inserito un codice che serve sia al corriere che al destinatario del pacco per tracciare il percorso della spedizione.

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Dal codice in questione, quindi, si risale all’orario di spedizione, al percorso effettuato dalle merci che vengono spedite, alla filiale in cui arrivano, all’orario di consegna ecc. Tutte le notizie inerenti ogni singola spedizione si reperiscono dal codice che si trova proprio sulla lettera di vettura.

Come si compila una lettera di vettura?

Per compilare una lettera di vettura basta veramente poco. Tuttavia, è importante che sia compilata in tutte le sue parti, che sono molto importanti al fine di tracciare la merce. Nello specifico, quindi, si andrà a inserire innanzitutto il numero dei colli che compongono la spedizione.

Dopo aver inserito questa informazione, si deve procedere con la compilazione della parte dedicata a quelli che sono i dati anagrafici del mittente. Verranno, quindi, segnalati, nome e cognome, ragione sociale, indirizzo completo, numero di telefono e tutti i dati che possono essere identificativi.

Importante è anche inserire il peso della spedizione, che serve per calcolare eventuali spese di dogana, nel caso in cui ce ne sia bisogno. Anche le dimensioni della spedizione devono essere inserite anche se, in questo specifico caso, si tratta di un dato che può essere omesso se non richiesto in maniera chiara ed esplicita.

Naturalmente, con la stessa perizia con cui si compila la parte che concerne il mittente della spedizione, va compilata anche quella che concerne il destinatario della stessa. Pertanto, anche in questo caso, si deve inserire il nome e cognome di chi riceverà il pacco, la ragione sociale, l’indirizzo completo (con annesse eventuali specifiche), un numero di telefono e tutto quello che serve a facilitare la consegna della merce.

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La lettera di vettura, inoltre, verrà firmata dal destinatario, che in questo modo dichiara di aver ricevuto il pacco.

Come detto in precedenza, dalla lettera si evince anche un codice, che serve proprio per tracciare il pacco attraverso il sito del corriere prescelto.

Esistono diverse tipologie di spedizioni: ci sono quelle marittime, via aerea, tramite strada, ma tutte sono caratterizzate dalla necessità di essere tracciabili e, quindi, da una specifica lettera di vettura.

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Ogni compagnia di spedizioni, inoltre, ha una sua lettera di vettura, personalizzata con il logo dell’azienda. Tuttavia, lo schema base è quello che abbiamo appena indicato, dato che quelle sono le informazioni più utili per identificare una spedizione, rendendola al 100% tracciabile dal momento in cui parte al momento in cui arriva nelle mani di colui che ne è il destinatario.

Lettera di intenti: Guida, Info e Modello da scaricare

Lettera di intenti

La lettera di intenti viene utilizzata soprattutto in ambito internazionale, ma non solo. Nello specifico, si tratta di una lettera che serve a dare forza a quelli che sono gli intenti che scaturiscono da una specifica negoziazione.

Possiamo quindi dire che la lettera di intenti ha lo scopo principale di andare a rendere formali quelle che sono delle decisioni, nonché di andare a regolamentare le negoziazioni.

Non è raro, infatti, che prima di addivenire a un accordo finale, le parti in causa in una negoziazione facciano delle trattative. Durante questo iter, però, non sempre le parti in causa agiscono con lealtà e al fine ultimo di arrivare a una conclusione che sia conveniente per tutti.

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Proprio per questo motivo, quindi, risulta indispensabile scrivere una lettera di intenti, nella quale entrambe le parti in causa dichiarano solennemente quelli che sono i propri intenti, sancendo la volontà di perseguire un preciso obiettivo.

Possiamo, pertanto, definire la lettera di intenti come quel documento che attesta una intenzione, che garantisce un’iniziativa o, altresì, uno specifico programma. Il suo obiettivo principale, quindi, è quello di andare a ottenere dalle parti in causa la firma di un documento che funga da garanzia.

Le Tipologie

Ci sono diversi tipi di lettere di intenti. Ecco quelli principali.

Ci sono, innanzitutto, le lettere di intenti il cui scopo è quello di andare a illustrare gli obiettivi delle negoziazioni tra le parti in causa, nonché quello di andare a indicare quella che è la procedura necessaria per condurre i negoziati stessi.

Ci sono anche delle lettere di intenti molto più semplici, nelle quali vengono discussi solo alcuni punti che le parti si vogliono impegnare a perseguire. In questo caso, quindi, si sancisce la volontà di portare avanti uno specifico intento.

Altra tipologia di lettera di intenti è quella nella quale vengono stabilite le responsabilità di una parte e dell’altra, ma anche i doveri precisi. Infine, segnaliamo le lettere di intenti che vanno a fare il punto della situazione, indicando quello che è il punto in cui si trova la negoziazione in quel momento.

Ogni tipologia appena elencata ha, quindi, uno scopo ben preciso.

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A questo punto, ci si deve domandare se si tratta di un documento vincolante o meno. Innanzitutto, per rispondere alla domanda, si deve sottolineare che non si tratta di un documento vincolante al pari di un contratto, tanto che, è bene sottolinearlo, possono finanche nascere numerose controversie quando si discute degli effetti vincolanti di suddetta tipologia di lettere.

Possiamo dire, sommariamente, che il tutto dipende dal tipo di legislazione statale, dato che molte non sono chiare in merito all’efficacia di queste lettere di intenti.

In ogni caso, nel nostro ordinamento, queste lettere hanno un ruolo decisivo nel momento in cui si deve interpretare un contratto successivamente stipulato. Nel nostro paese, se nelle lettere di intenti vengono fissati, in forma scritta, quelli che sono obiettivi, finalità, durata di un iter di trattative, questo spinge la parte meno interessata alla conclusione dell’accordo a ritirarsi dalle trattative, proprio perché si tratta di qualcosa al quale viene dato un preciso valore.

Va da sé che le lettere di intenti devono essere il più chiare possibile, al fine di non dare spazio a fraintendimenti.

Punti chiave da considerare

Segnaliamo, infine, i punti chiave di una lettera di intenti.

Questa serve per dichiarare i motivi che spingono intavolare delle negoziazioni. Inoltre, in essa devono essere indicati eventuali accordi preliminarmente raggiunti. Si deve anche chiarire alle parti in causa che avranno dei diritti e degli obblighi.

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Inoltre, in questo modo, si fissa anche un termine ultimo per giungere a un accordo. La lettera di intenti può anche specificare quelli che sono i motivi che potrebbero portare alla sospensione della negoziazione.

Lettera di intenti: Modulo da scaricare gratis e compilare

Qui di seguito alleghiamo un modello di lettera di intenti che potrete scaricare gratutiamente, prendere visione ed esempio, ed ancora ricompilare secondo le vostre esigenze.

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Lettera formale: come scriverla al meglio

Lettera formale

Scrivere una lettera formale potrebbe sembrare alquanto semplice, eppure non lo è. Questa tipologia di scritto, infatti, va ben oltre una semplice lettera e, pertanto, è fondamentale conoscerne la struttura esatta nonché il registro da utilizzare per evitare errori.

Una lettera formale deve esserlo in ogni singolo aspetto, altrimenti si corre il rischio di produrre uno scritto informale, che non è idoneo allo scopo previsto.

Quando serve una lettera formale?

Sono diverse le occasioni nelle quali ci si ritrova a dover scrivere una lettera formale. Una di queste è quando si deve rispondere a un’inserzione di lavoro.

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In questo caso, la lettera che accompagna la propria candidatura deve essere quanto più formale possibile, in modo da trasmettere la propria professionalità.

Un altro esempio di lettera formale può essere quella inviata a una società per disdire un servizio o, ad esempio, quella scritta per disdire il contratto con la compagnia telefonica.

In questo caso, si dovranno utilizzare delle formule standard e specifiche. Questi sono solo due esempi di lettera formale che, però, fanno capire che si deve adottare unospecifico registro, che varia a seconda dei casi.

Requisiti della lettera formale

Vediamo, quindi, qual è la struttura di una lettera formale, in modo da riuscire ad adattarla sempre alle proprie esigenze.

La prima cosa che si deve sottolineare è sempre la medesima: il mittente. Per capirci, il mittente è colui il quale invia la lettera in questione e, pertanto, si devono inserire nome, cognome, numero di telefono, mail e/o logo della propria attività se si tratta di un’azienda o di una società.

Aspetto da ricordarsi è che i dati che riguardano il mittente sono sempre da inserire in alto a sinistra.

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In una lettera formale, poi, non possono mancare luogo e data. Il luogo è quello in cui la lettera è stata scritta, così come la data è quella di quando la stessa è stata redatta. Entrambi i dati vanno posti in alto a destra, anche se non è considerabile errore inserirli a sinistra.

Si deve ricordare anche che data e luogo sono da inserire nella stessa riga, separati dalla virgola. Va prima il luogo e poi la data, che può essere scritta sia con giorno in cifre, mese in lettere e anno in cifre o anche nel formato gg/mm/aaaa.

In una lettera di questo tipo non può, naturalmente, mancare il destinatario, ossia colui che la riceve. In questa sezione, che va in alto a destra, sotto luogo e data, devono essere inseriti i dati di chi riceve la lettera.

Nome, ragione sociale, indirizzo sono indispensabili e, se si vuole, si può inserire, prima del nome e cognome, la formula “alla cortese attenzione di”, che rende il tutto ancora più formale.

Se si tratta di una lettera formale commerciale, sarà necessario inserire anche quelli che sono i riferimenti a precedenti comunicazioni intercorse tra mittente e destinatario. Per intendersi, si dovrà inserire la dicitura “Ns. rif.” oppure “Vs. rif.“, con il codice o la sigla del riferimento.

Si deve inoltre inserire l’oggetto della comunicazione. Nello specifico, la parola oggetto si scrive in grassetto maiuscolo e si sintetizza il contenuto della lettera.

Il testo della lettera formale

Naturalmente, prima di iniziare a scrivere la lettera vera e propria, è fondamentale inserire una formula di apertura. Molto spesso, questa tipologia di lettere inizia con gentile e il titolo della persona e dal suo cognome.

Dopo di ciò, si passa al testo delle lettera vero e proprio. Si deve essere formali, chiari e concisi. Si devono spiegare le ragioni della lettera e si devono inserire tutti i dati necessari, soprattutto nel caso di corrispondenza tecnica e/o commerciale. Le tre parti fondamentali sono: un piccolo preambolo, sviluppo, conclusione.

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Dopo aver scritto tutto, poi, si passa ai saluti formali. In questo caso, le formule più utilizzate sono le seguenti: distinti saluti, cordiali saluti, cordialità. Altre formule sono: in attesa di un Suo riscontro, faccio i miei più cordiali saluti o, anche, La ringrazio per l’attenzione e La saluto cordialmente.

In conclusione si inserisce la firma, da inserire in basso a destra e si possono aggiungere indirizzo, numero di telefono e l’e-mail del mittente.

In basso a sinistra possono essere inseriti gli allegati, che si aggiungono alla lettera formale nel momento in cui si citano nel corpo. La dicitura è la seguente: Allegati: e nome di tutto quello che si desidera portare all’attenzione.

Lettera formale: gli errori da evitare

A questo punto, è importante sapere cosa evitare quando si redige una lettera formale. Di sicuro, è importante evitare errori grammaticali ed errori ortografici, dato che la forma è molto importante.

Inoltre, gli errori screditano la posizione del mittente e ne inficiano la sua serietà. Chi commette errori in una lettera formale, di certo non ispira fiducia.

Consigliamo di non esagerare con i colori nel testo ma, piuttosto, di optare solo per il bianco e il nero e, soprattutto, per i grassetti quando si desidera enfatizzare qualcosa. Inoltre, è importante riportare tutti i dati correttamente.

Per quel che concerne il tono, invece, si deve essere formali, ma si deve evitare il tono eccessivamente specialistico, che talvolta sembra eccessivo e fuori luogo.

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Per rendere completa questa guida, in allegato trovi un esempio di lettera formale in formato doc da scaricare gratuitamente, stampare e personalizzare secondo le tue necessità.

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Lettera di referenze: come scriverla al meglio?

Lettera referenze

Quando si cambia o si vuole cambiare lavoro, è importante ottenere dall’ex datore una lettera di referenze con la quale si attesta che si è in grado di svolgere la propria mansione.

Si tratta, in parole povere, di una lettera nella quale qualcuno che ha avuto a che fare con le nostre competenze e che ha lavorato con noi, attesta che siamo consoni per ricoprire quella carica o quel ruolo.

Si tratta di una lettera molto importante e, pertanto, è fondamentale capire in che modo deve essere scritta per essere valida e convincente.

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Lettera di referenze: tutto quello che c’è da sapere

 Come appena detto, una lettera di referenze è, ad esempio, quella con la quale un nostro datore di lavoro dichiara che siamo idonei per svolgere un determinato lavoro. Trattandosi di una lettera formale, quest’ultima deve essere redatta su carta intestata direttamente dal direttore del personale, o dal datore di lavoro in persona.

Dovendo scegliere a chi rivolgersi per farsi scrivere una lettera così importante, si consiglia o il datore dell’ultimo lavoro che si è svolto o, ancora meglio, quello del lavoro più importante che si è svolto nel settore nel quale si ricerca nuova occupazione.

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Una cosa da sapere è che, molto spesso, il direttore del personale o il capo non fanno altro che firmare una lettera di referenze che è stata precedentemente compilata dal candidato, previa lettura e approvazione. Quasi nessun ex datore scrive una lettera per “raccomandare” un determinato impiegato per un altro impiego e, talvolta, questa è vista come una perdita di tempo.

Tuttavia, dietro richiesta, quasi tutti i datori sono disposti ad apporre la loro forma per permettere a chi lo richiede di trovare un altro lavoro.

Come si scrive una lettera di referenze

 Come per qualsiasi tipologia di lettera, anche per la lettera di referenze c’è una struttura base da seguire, che può essere personalizzata in base alla situazione e al caso specifico.

Possiamo, quindi, dire che questa tipologia di lettera si divide in paragrafi e, per la precisione, si divide in tre diverse parti.

Il primo paragrafo è quello nel caso vanno menzionate tutte le generalità dell’impiegato che si vuole, in qualche modo, sponsorizzare. Pertanto, vanno espressi in maniera chiara il nome dell’impiegato, il nome dell’impresa, così come quelle che sono le date di inizio e fine del rapporto lavorativo e la mansione svolta durante tale periodo.

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Nel secondo paragrafo, invece, si deve parlare dettagliatamente dell’impiegato, sottolineandone i pregi, le qualità, gli obiettivi raggiunti e tutto ciò che può persuadere un altro datore di lavoro a prendere in considerazione la candidatura.

Naturalmente, si devono esprimere dei commenti sull’impiegato, tendenzialmente positivi in modo tale da rendergli più agevole la ricerca del lavoro.

Pertanto, se non si è pienamente soddisfatti del lavoro svolto, è preferibile rimanere sul vago, senza esprimere giudizi negativi, che potrebbero nuocere all’impiegato e al suo futuro lavorativo.

Nella terza parte devono essere inseriti i saluti e le varie formule di cortesia, con annessa firma, data e luogo.

Tono della lettera di referenza

La lettera di referenza è uno strumento che serve a un impiegato per candidarsi per un nuovo posto di lavoro. Si tratta, quindi, di un elemento molto importante, che può decretarne l’assunzione.

Proprio per questo motivo, questa tipologia di lettera deve essere redatta in maniera corretta, devono essere riportati tutti i dati importanti e tutte le notizie che si ritengono utili.

Il tono, tuttavia, deve essere formale ma non troppo, dato che si devono anche sottolineare quelli che sono i lati del carattere e le doti umane del candidato. Tuttavia, il tono deve sempre rimanere serio, conciso, ma efficace e incisivo, in modo tale da riuscire a persuadere chi legge la lettera e che dovrà decidere per l’assunzione, o meno, del candidato.

Come detto, una lettera di referenze serve per l’assunzione di un impiegato presso un nuovo posto di lavoro e, pertanto, è molto importante presentarla nel momento stesso in cui si avanza la propria candidatura. Si tratta di un ottimo biglietto da visita, specialmente nel caso in cui il giudizio dell’ex datore di lavoro è positivo.

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Per avere qualche esempio di lettera di referenze è utile far riferimento al nostro sito, dal quale è possibile scaricare qualche fac simile sulla base del quale costruire la propria lettera perfetta.

Esempio lettera di referenze: scarica gratis l’esempio

Per i nostri utenti alla ricerca di un esempio di lettera di referenze, alleghiamo di seguito un modello doc da poter scaricare gratis, stampare e compilare.

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Lettera di presentazione o lettera motivazionale: come scriverla al meglio

Lettera di presentazione motivazionale

Quando si cerca un lavoro (qui la nostra sezione offerte di lavoro), scrivere una lettera motivazionale è molto importante e questo perché serve per presentarsi nel migliore dei modi a chi dovrebbe assumerci.

Vediamo, quindi, come scrivere una lettera di presentazione che, solitamente, o viene espressamente richiesta assieme al curriculum vitae, o viene deciso di inserire per maggiore completezza.

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Lettera motivazionale: di cosa si tratta?

Pur trattandosi di uno strumento molto utile e interessante, che può far acquistare diversi punti quando si avanza la propria candidatura per un determinato lavoro, moltissime persone non sanno cosa si intende quando si parla di lettera di presentazione, altresì nota come lettera motivazionale.

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Molto spesso, è bene saperlo, le aziende che ricevono i curricula senza questo tipo di lettera, non prendono in considerazione la candidatura del candidato e, pertanto, è molto utile imparare a redigerne una in maniera corretta.

Prima di entrare nello specifico di come scrivere una lettera motivazionale, è bene fare alcune precisazioni.

La lettera di presentazione accompagna il curriculum e non va a sostituirlo.

I due elementi sono perfettamente integrati, anche perché nella lettera si specificano quelle che sono le motivazioni che spingono il candidato a cercare lavoro proprio in quell’azienda e questo aspetto di solito non traspare dal curriculum.

Pertanto, in fase valutativa, si ha sia il curriculum che la lettera motivazionale e di presentazione del candidato, che ne approfondisce intenzioni e carattere, e si procede con una scelta più oculata.

Va da sé, quindi, che la lettera motivazionale, a differenza del curriculum che ha dei punti fissi, può essere personalizzata nella maniera migliore possibile, in modo tale da andare a esaltare quelle che sono le proprie doti.

Come scrivere una lettera motivazionale: guida passo passo

 Nella lettera di presentazione ci si deve, innanzitutto, presentare. E’ utile fare un piccolo ripasso di tutto quello che c’è scritto del curriculum per quel che concerne i dati anagrafici più importanti ma, soprattutto, si deve puntare su quelle che sono le proprie caratteristiche che dovrebbero spingere un datore di lavoro ad assumerci.

Pertanto, è importante puntare tutto su quelle che sono le proprie attitudini che più si avvicinano a quelle richieste dal lavoro che si desidera svolgere.

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E’ sempre molto utile, ad esempio, specificare che si è inclini al lavoro in team, che si ha un’ottima capacità di problem solving e, soprattutto, che si è aperti a nuove possibilità di lavoro e a trasferimenti.

Si deve fare bella mostra di sé, senza cadere nell’auto-elogio e, soprattutto, senza puntare tutto solo ed esclusivamente sui propri titoli di studio: questi ultimi sono sì importanti (soprattutto nel caso in cui ne siano richiesti di specifici), ma è preferibile fare leva soprattutto su quelle che sono le esperienze pratiche che si sono avute nel corso della propria vita lavorativa, specialmente nel caso in cui si tratti di esperienze vicine al settore nel quale si cerca lavoro.

Il tono da utilizzare deve essere sempre molto persuasivo, ma mai troppo formale, dato che si tratta pur sempre di una lettera che serve per presentarsi al meglio e per motivare la propria richiesta di lavoro.

Una lettera di presentazione ben scritta può essere il passe partout per il successo.

Cosa non scrivere in una lettera di presentazione: gli errori da non compiere

 Come si intuisce, una lettera di presentazione serve soprattutto per fare bella figura nel momento in cui si cerca un nuovo lavoro. Ci sono, pertanto, degli argomenti che è preferibile non affrontare e delle cose che si consiglia di non scrivere in una lettera di presentazione.

In primis, si sconsiglia vivamente di cercare di far leva sul proprio stato di disoccupazione: un datore di lavoro non deve essere mosso a pietà per assumere un dipendente, ma lo deve apprezzare per quello che è in grado di fare e per quello che potrebbe dare alla propria azienda.

Si consiglia anche di evitare quei lavori poco in linea con quello che si va a cercare, soprattutto se si ha a che fare con una grande azienda, molto importante: è sempre preferibile darsi un tono molto professionale e, soprattutto, far capire che si è dei veri e propri maghi del settore.

Consigli per personalizzare la propria lettera di presentazione

 Come si può facilmente intuire, questo tipo di lettera serve soprattutto per colpire l’attenzione di chi è deputato a decidere chi verrà assunto e chi no per un determinato lavoro.

Sebbene si trovino diversi fac simile di lettera motivazionale (scaricabile gratuitamente anche dal nostro sito), è utile sottolineare che si tratta solo di modelli base che devono essere personalizzati con i propri dati, le proprie capacità, i propri sogni e gli obiettivi che si desidera raggiungere.

Per essere assunti, infatti, si deve dimostrare di essere una spanna sopra gli altri e, pertanto, è utile essere più persuasivi possibile.

Modello lettera di presentazione e motivazionale: Fac simile da scaricare gratis

Qui di seguito vi proponiamo:

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Modello lettera presentazione –> Clicca qui

Modello lettera motivazionale –> Clicca qui

Modello lettera di presentazione in risposta ad un annuncio di lavoro –> Clicca qui

Lettera di dimissioni: come scrivere la lettera per licenziarsi?

Lettera dimissioni

Quando si deve scrivere una lettera di dimissioni o una lettera di licenziamento ci sono dei punti fermi che devono essere seguiti e che sono assolutamente imprescindibili se si vuole produrre un documento con una certa validità.

Pertanto, possono essere utili dei consigli su come redarre una lettera di dimissioni o una di licenziamento.

Come scrivere una lettera di dimissioni

 Nel caso in cui si desideri rassegnare le proprie dimissioni dal posto di lavoro che si occupa, è necessario produrre una dettagliata lettera, che spiega la decisione e che serve per renderla valida dinanzi al datore di lavoro e alla legge.

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Diciamo subito che le ragioni che spingono un lavoratore a optare per le dimissioni sono varie e non si è tenuti a esplicitarle chiaramente, qualora non lo si desideri. Ricordiamo, infatti, che l’atto di rassegnare le dimissioni è un diritto del lavoratore. Pertanto, se è quello che desidera, basta seguire e rispettare i passaggi nonché le clausole del contratto sottoscritto e presentare la lettera.

C’è da dire che, per contrastare il fenomeno delle cosiddette dimissioni in bianco, che per anni moltissimi datori di lavoro hanno fatto firmare ai loro dipendenti, con il Jobs Act qualcosa è cambiato. Al momento, infatti, è prevista la lettera di dimissioni telematica che, dal 12 marzo 2016, è l’unica modalità di licenziamento accettata.

Questo, però, non significa che le aziende, oltre alle procedure online, non richiedano più la lettera cartacea, anzi.

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Ecco, quindi, come procedere con la redazione della stessa.

Iniziamo con il dire che una lettera di dimissioni può essere scritta in qualsiasi momento e, pertanto, non c’è un momento migliore per un altro o indicato dalla legge.

Questo perché, come detto all’inizio, le ragioni che possono portare alla firma di una lettera del genere, che sancisce la volontaria fine del rapporto lavorativo, sono molteplici e possono nascere in qualsiasi momento della collaborazione.

Come detto, non si devono necessariamente spiegare i motivi del licenziamento volontario, ma è obbligatorio solo comunicare all’azienda la decisione di licenziarsi e questo deve essere fatto con un debito preavviso.

Quando si parla di preavviso, non si può quantificare con certezza, perché esso varia in base al contratto sottoscritto. Tuttavia, se ci si sta chiedendo quanti giorni di preavviso sono necessari per rassegnare le dimissioni, la risposta la si trova in quelle che sono le varie clausole del contratto che si è firmato prima dell’inizio del rapporto lavorativo.

Cosa accade nel caso di dimissioni senza preavviso? Vediamo nel dettaglio.

Dimissioni senza preavviso: come redigere la lettera

Come sottolineato in precedenza, la legge che regola i vari contratti collettivi di lavoro nazionale prevede che “un lavoratore assunto a tempo indeterminato che voglia rassegnare le proprie dimissioni interrompendo così il proprio rapporto lavorativo, deve darne comunicazione all’azienda nei tempi e nelle modalità previste dal proprio CCNL (di solito si parte dal 1° o dal 16° giorno di ogni mese) e con un preavviso definito da contratto tale da consentire al datore di lavoro di poter trovare un sostituto e di svolgere in modo adeguato e agevole l’eventuale passaggio delle consegne”.

Cosa accade se, invece, per un motivo qualsiasi, non si possano rispettare tali tempistiche? Se il lavoratore si trova nella condizione di dover presentare le proprie dimissioni senza preavviso e non riesca a trovare un accordo con il datore che, in qualche modo, accetta questa mancanza, allora si incappa in una sanzione.

Si tratta, nello specifico, di una indennità sostitutiva che il datore richiede in rapporto al danno arrecato dal mancato avviso entro i tempi prescritti dalla legge. Per essere precisi, si deve sottolineare che quando non si rispetta il periodo di preavviso, si compie una inadempienza contrattuale e il datore può procedere con la richiesta del pagamento dell’indennità di cui sopra.

Il lavoratore deve presentare una lettera di dimissioni senza preavviso e il datore che la riceve e ne prende atto, deve decidere come operare e se accordarsi con l’impiegato o richiedere la penale.

Dettagli importanti nella redazione della lettera di dimissioni

Specificato quanto sopra, possiamo dire che la lettera in questione deve essere redatta su carta semplice e deve essere inviata al proprio datore di lavoro attraverso una raccomandata con ricevuta di ritorno.

C’è anche l’opzione della consegna a mano e questa è una scelta del lavoratore, che magari non vuole spendere i soldi della raccomandata.

Per quel che concerne la stesura della lettera, si deve sempre ricordare che devono essere in essa contenute delle indicazioni fondamentali, la cui mancanza renderebbe invalido il tutto.

La prima cosa che si deve specificare è il proprio nome e cognome, perché deve essere immediatamente chiaro chi desidera lasciare il posto del lavoro. A questa basilare informazione, inoltre, si devono elencare altri dati fondamentali, tra cui: dati del lavoratore, dati aziendali, data di assunzione e data di decorrenza delle dimissioni che, come detto, deve rispettare gli accordi presi al momento della firma del contratto di assunzione.

Una volta che la lettera di licenziamento è stata consegnata, qual è il compito del datore di lavoro? Quest’ultimo, grazie a quanto deciso dal Jobs Act, a partire dal 12 marzo 2016, non dovrà più inoltrare la stessa al CPI, ma è il lavoratore che si deve recare in uno degli enti accreditati (Patronati o CAF) e presentare le dimissioni online, seguendo la procedura guidata.

Successivamente, quindi, si dovrà andare al centro per l’impiego. Se non si desidera seguire questo primo iter, allora è utile sapere che si può fare tutto da soli, accedendo al portale del Ministero del Lavoro e compilando gli appositi moduli. Per farlo, però, si deve essere in possesso del dispositivo pin INPS.
Ricordiamo, infine, che ciascun lavoratore ha 7 giorni di tempo per revocare le dimissioni.

Lettera di dimissioni volontarie e lettera di licenziamento

Come detto, questa è una lettera di dimissioni volontarie, dato che è lo stesso impiegato che decide di lasciare il posto di lavoro, per un motivo che non è tenuto a specificare nella lettera stessa.

Questo significa che non è il datore di lavoro che licenzia l’impiegato, bensì quest’ultimo che, in maniera del tutto volontaria e consapevole, decide di abbandonare il posto di lavoro, magari per cercarne un altro.

Se si desidera ottenere dei fac simile di lettera di dimissioni volontarie, si può fare riferimento al nostro sito, sul quale se ne trovano diverse, del tutto personalizzabili in base alle proprie esigenze.

Molto diversa è, invece, la lettera di licenziamento. In questo caso, infatti, non c’è la volontà del lavoratore di lasciare il posto di lavoro, bensì quella del datore di allontanarlo. Possiamo dire, quindi, che la lettera di licenziamento è lo strumento che il datore di lavoro ha nelle sue mani per allontanare un impiegato dal proprio posto di lavoro.

Naturalmente, in questo caso non c’è l’esclusivo libero arbitrio del datore, ma devono essere rispettati dei tempi e devono sussistere quelle che vengono definite giuste cause.

Nel caso di licenziamento, c’è la volontà unilaterale del datore di porre fine al rapporto lavorativo. Anche in questo caso deve essere redatta una lettera di licenziamento, che deve essere completa in ogni sua parte e deve essere consegnata con preavviso.

Inoltre, a differenza di quello che accade nella lettera di dimissioni volontarie, nella lettera di licenziamento devono essere spiegate le ragioni della decisione, dato che altrimenti chiunque potrebbe licenziare contravvenendo a quelle che sono le leggi in vigore nel mondo del lavoro.

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Quanto preavviso si deve dare prima di licenziare? In questo caso, dipende. La durata del preavviso cambia in base a diversi fattori. Innanzitutto, dipende dal tipo di attività che svolta nonché dall’anzianità di servizio. Più un dipendente è anziano, meno facilmente troverà un altro lavoro e, pertanto, il preavviso deve essere maggiore per non creare un enorme disagio allo stesso.

Per avere dei fac simile di lettera di licenziamento basta fare riferimento al nostro sito, per scaricarne alcune gratis.

Di seguito proponiamo:

Lettera di dimissioni con preavviso
Lettera di dimissioni senza preavviso
Lettera di dimissioni per giusta causa
Lettera di dimissioni senza preavviso

Lettera di Contestazione disciplinare: il richiamo al dipendente

Lettera di presentazione

La lettera di contestazione disciplinare rappresenta lo strumento tramite il quale il datore di lavoro invia una nota di demerito ad un dipendente, in relazione ad un comportamento che il lavoratore ha tenuto sul luogo di lavoro.

Naturalmente tale atteggiamento deve essere obbligatoriamente contrario al regolamento disciplinare, ossia l’insieme di documenti volti a specificare quali sono i comportamenti da punire e quali le azioni disciplinari previste da parte dell’azienda. Ovviamente i dipendenti devono essere al corrente di quali siano tali atteggiamenti da evitare, onde evitare di riceve la lettera di richiamo.

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Il datore di lavoro ha quindi l’obbligo di mettere il dipendente in condizione di venire a conoscenza dei regolamenti disciplinari vigenti. Come fare a renderli pubblici? È sufficiente esporre suddetti regolamenti nella bacheca e nei vari locali aziendali ai quali i lavoratori hanno accesso. Vi sono dei casi in cui l’affissione del regolamento non è necessaria.

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Raccomandata indescritta

Infatti, ai fini della validità del licenziamento intimato per ragioni disciplinari, non è necessaria suddetta affissione quando la violazione è legata a norme di legge e a doveri fondamentali del lavoratore. Quindi i comportamenti del lavoratore costituenti gravi violazioni dei doveri fondamentali (fedeltà; rispetto del patrimonio e della reputazione del datore; coscienza sociale o norme penali) sono sanzionabili con il licenziamento disciplinare indipendentemente dalla loro visibilità.

Caratteristiche lettera di contestazione disciplinare

Perché la lettera sia valida è necessario che essa si riferisca ad un fatto attuale. Dunque il monito deve arrivare nell’immediato, in quanto non è prevista la possibilità di effettuare una lettera di contestazione disciplinare per fatti accaduti nel passato, dove per passato si intende anche soltanto la settimana precedente. I fatti oggetto della lettera di contestazione disciplinare devono quindi essere accaduti recentemente.

Ci sono dei casi in cui la lettera può essere retroattiva ed essere dunque riferita ad eventi passati? La risposta è affermativa, purchè sia necessario un approfondimento per verificarli e sia possibile risalirvi.

Tra questi casi troviamo il sospetto di un presunto furto: in questa situazione è necessario svolgere delle operazioni contabili, le quali difficilmente possono avere carattere di immediatezza. Tramite esse è possibile capire se il furto sia effettivamente sussistito.

La lettera relativa a contestazioni disciplinari deve anche contenere l’indicazione delle sanzioni adottate nei confronti del lavoratore, a seconda della gravità dei fatti compiuti e dai trascorsi delle sanzioni già ricevute. Il datore può quindi sanzionare il lavoratore sia con un monito verbale, fino a giungere al licenziamento, il quale può portare ad vera e propria causa giudiziaria.

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Quindi le sanzioni previste ( e di cui il dipendente deve essere messo a conoscenza) sono il licenziamento (con o senza preavviso), il rimprovero orale / scritto, la sospensione dall’attività lavorativa, la multa, e così via.

Naturalmente qualunque sanzione deve rispettare il principio di proporzionalità rispetto all’atteggiamento sanzionato. Vediamo nel dettaglio i requisiti stabiliti per legge, facendo un breve riassunto di quanto detto sinora.

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Requisiti della lettera di contestazione

Stando a ciò che è stato stabilito dalla Giurisprudenza, la lettera di contestazione disciplinare deve avere le seguenti caratteristiche: in primo luogo deve essere tempestiva. Come abbiamo visto il datore di lavoro ha l’obbligo di contestare la condotta del lavoratore ritenuta inadeguata immediatamente, nel momento stesso in cui ne viene a conoscenza.

In secondo luogo deve essere specifica: ciò significa che il datore di lavoro deve indicare in modo puntuale e preciso il comportamento del lavoratore che ha portato alla contestazione, attraverso la segnalazione chiara della data e del luogo in cui si è verificato il fatto.

Inoltre deve apportare una descrizione dell’ episodio accaduto.

Questo serve a dare la possibilità al dipendente di difendersi. Infine la contestazione non è modificabile: la sanzione disposta, che deve riferirsi ai fatti specifici, non si può modificare così da evitare di ledere il diritto di difendersi del dipendente destinatario del richiamo.

Forma della lettera di contestazione

In che forma deve essere redatta la lettera di contestazione? La forma richiesta è quella scritta. Il prodotto è da inviarsi a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno. La stessa può riportare una semplice lettera in cui vengono indicate le contestazioni commesse, oltre da gli allegati necessari, se presenti.

Come deve rispondere il dipendente al richiamo disciplinare

Il lavoratore naturalmente ha la possibilità di rispondere e di difendersi rispetto alle contestazioni. I tempi utili sono massimo di cinque giorni dalla ricezione della raccomandata contenente la lettera di contestazione disciplinare del titolare.

La difesa non richiede la forma scritta obbligatoriamente, sebbene tale forma è fondamentale per poter procedere in sede giudiziaria, nel caso in cui il datore di lavoro non accetti le ragioni esposte dal lavoratore. Se comunque il dipendente decide di rispondere oralmente, egli deve preoccuparsi di recarsi a rispondere insieme a dei testimoni, sempre per la motivazione legata a eventuali azioni in sede giudiziaria. Il datore di lavoro non può pretendere di avere delle giustificazioni scritte e non può rifiutare un incontro di presentazione della difesa in forma orale.

Vediamo ora come può reagire il lavoratore. In relazione a quanto detto sopra, la legge dispone che il licenziamento è da considerarsi illegittimo se non è preceduto dalla contestazione disciplinare, la quale, come abbiamo visto, può essere vista come un rimprovero rivolto al lavoratore. Nessuna sanzione quindi può essere attuata nei confronti del lavoratore senza che vi sia stata una precedente contestazione.

Abbiamo visto che il lavoratore ha diritto a 5 giorni di tempo per rispondere, sia per iscritto sia oralmente. Una volta sentite le giustificazioni del suo dipendente, il datore di lavoro può decidere se procedere con la sanzione disciplinare oppure no. Se il datore di lavoro decide di procedere comunque con le sanzioni, egli deve motivare la propria scelta di proseguire, allegando le ragioni per le quali ha deciso di non accogliere le motivazioni presentategli. La decisione di procedere in ogni caso deve essere comunicata al lavoratore entro 10 giorni da quando sono state presentate le giustificazioni.

Qualora il datore di lavoro non applichi nessuna sanzione entro i dieci giorni allora significa che tacitamente ha accettato le spiegazioni e quindi l’eventuale successiva sanzione del datore di lavoro sarà considerata nulla.

Impugnabilità del richiamo disciplinare

Tale richiamo da parte del datore di lavoro è comunque impugnabile. Il lavoratore che si veda applicare la sanzione può reagire in tre modi diversi: in primo luogo può agire in base alle eventuali procedure previste dai contratti collettivi di lavoro; in secondo luogo può agire facendo ricorso al giudice del lavoro, entro il termine di prescrizione ordinaria, ovvero 10 anni.

Infine, tramite la Direzione provinciale del lavoro, può promuovere nei 20 giorni successivi, anche per mezzo dell’associazione sindacale, la costituzione di un collegio di conciliazione ed arbitrato , il quale è composto da un rappresentante di ciascuna delle parti, oltre a una terza parte che viene scelto di comune accordo oppure viene nominato dal direttore del la DPL.

In questo caso la sanzione disciplinare resta sospesa fino alla pronuncia del collegio. Se il datore di lavoro non provvede entro 10 giorni a nominare il proprio rappresentante, allora la sanzione disciplinare non ha effetto.

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Modulo lettera di contestazione disciplinare da scaricare gratis

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Lettera di richiamo, la guida completa

Lettera di richiamo

 

Spesso si sente parlare di lettera di richiamo senza, tuttavia, avere ben chiaro di cosa si tratta. Iniziamo con il dire che una lettera di richiamo è uno dei tanti strumenti che si trovano nel mondo del lavoro e che servono, come suggerisce il nome stesso, a richiamare qualcuno che non adempie al proprio dovere.

Nello specifico, quindi, possiamo dire che la lettera di richiamo è uno strumento molto importante nelle mani del datore di lavoro, che può utilizzarlo nei confronti dei propri dipendenti.

Tale strumento viene definito anche come ammonimento scritto e altro non è che un provvedimento disciplinare che un datore di lavoro può redigere nel caso in cui pensi che un dipendente abbia agito o stia agendo in maniera scorretta.

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In questo modo, quindi, il lavoratore viene richiamato e ammonito, mentre si sottolinea che i suoi comportamenti sono contrari alla policy aziendale e, in taluni casi, potrebbero finanche essere puniti.

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Abbiamo, quindi, capito che si tratta di uno strumento il cui obiettivo è quello di andare a mettere in guardia il lavoratore che sta compiendo o ha compiuto un illecito.

Ecco qualche esempio di caso in cui si può scrivere una lettera di richiamo. Un caso molto classico è quello delle continue assenze o, ad esempio, dei ritardi. Se il contratto di lavoro è chiaro e non lascia spazio a libere interpretazioni, allora il lavoratore sa di avere degli obblighi per quel che concerne orari e giornate di ferie.

Ecco, quindi, che i continui ritardi o le continue assenze, possono essere redarguiti inizialmente con una lettera di richiamo che funge da monito, dato che poi il datore potrebbe decidere di prendere delle decisioni differenti che potrebbero finanche portare, ad esempio, al licenziamento del lavoratore che non adempie ai suoi obblighi.

Attenzione, però, perché questi sono solo i motivi più frequenti, ma la casistica è molto più ricca.

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In ogni caso, è utile specificare che, nonostante si tratti di una lettera che ha una certa importanza, non sempre ha una valenza di minaccia. Molto spesso, infatti, è uno strumento che viene utilizzato proprio per evitare delle conseguenze più gravi come, ad esempio, il licenziamento.

Come si scrive una lettera di richiamo

Come scrivere una lettera di richiamo? Iniziamo con il dire che il tono deve, senza dubbio, essere formale. L’ammonimento scritto, quindi, deve essere scritto con un certo tono e, inoltre, deve essere comprensibile.

In poche parole, quello che è il comportamento non tollerato deve essere specificato in maniera chiara e si deve anche esplicitamente sottolineare quali potrebbero essere i provvedimenti presi nel caso in cui i suddetti vengano perpetrati.

La lettera deve anche essere inviata nel minor tempo possibile, in modo tale che il destinatario possa prenderne atto e comportarsi di conseguenza. Va da sé che la lettera non va di certo consegnata a mano, bensì deve essere inviata tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, nei tempi e nei modi previsti dalla legge.

Cosa può fare il dipendente che riceve una lettera di richiamo? Entro 5 giorni dalla data di ricezione può rispondere alla lettera, con una comunicazione finalizzata a difendersi o per chiedere di essere ascoltato.

Ovviamente, il lavoratore non è obbligato a presentare le proprie giustificazioni ma, nel caso lo desideri, può farlo come previsto.

Quindi, il lavoratore può contestare la lettera e il titolare, in questo caso, può decidere se accogliere o meno le giustificazioni. Nel secondo caso, entro 10 giorni deve dichiarare al destinatario della lettera quali sanzioni vuole applicare.

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Modello Fac Simile lettera di richiamo

Per i nostri lettori, alleghiamo un modello già pronto di lettera di richiamo, che potrete gratuitamente scaricare e compilare secondo vostre esigenze.

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Lettera di incarico per la gestione delle prestazioni occasionali: la guida completa

Lettera di incarico

Quando si parla di prestazioni occasionali, come ben sappiamo non si deve stipulare un contratto di lavoro. Tuttavia, sebbene non ci sia questa necessità, o meglio questo obbligo, è pur sempre importante andare quanto meno a redigere una lettera di incarico, che può risultare molto utile in tal senso.

Lo scopo di una lettera di incarico, sostanzialmente è quello di andare a individuare alcuni punti chiave di una determinata collaborazione lavorativa, che può anche non essere regolata da contratto.

Ecco, quindi, che con la lettera di incarico si vanno, innanzitutto, a individuare quelle che sono le parti in causa, ma non solo. In questo modo, infatti, si va anche a individuare in maniera chiara e inequivocabile quello che è l’oggetto della prestazione che si va a eseguire.

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Vengono, inoltre, indicati il compenso lordo che si percepisce per la prestazione che viene dichiarata, nonché il riferimento a quelle che sono le normative in merito.

Entrando nello specifico, quindi, possiamo dire che questo tipo di lettera di incarico serve al fine di andare a specificare in maniera chiara, come detto precedentemente, il nomen iuris della collaborazione stessa.

In poche parole, serve per definire quello che è il rapporto di lavoro, specificando e garantendo che si tratta effettivamente di una collaborazione occasionale e non di altro. Nel caso, infatti, venga meno il concetto di occasionalità, infatti, è importante andare a stipulare un contratto.

Finché si rimane nell’ambito di una collaborazione meramente occasionale, che non è subordinata, che viene eseguita in autonomia senza tempi o vincoli, allora basta una lettera di incarico.

Abbiamo già detto che quest’ultima non è obbligatoria e che, pertanto, è a discrezione delle parti in causa redigerne o meno una. Nel caso si decida di farlo, e questo è auspicabile, è importante che vengano rispettati diversi punti.

Si devono, quindi, riferire i riferimenti di cui sopra. Ecco un breve elenco per ricapitolare.

  • Deve essere precisato che si tratta di una collaborazione occasionale, come sancito dall’articolo 2222 e successivi del Codice Civile;
  • devono essere indicati quelli che sono i riferimenti atti a individuare sia il collaboratore che il datore di lavoro;
  • deve essere specificato il compenso lordo;
  • devono essere specificate le modalità di esecuzione del compito.

Ovviamente, si richiede la duplice copia firmata a dovere.

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In rete si trovano diversi fac simile lettera di incarico. Ve ne alleghiamo anche noi una reperita sul web, che potrete scaricare gratuitamente e visionare per trarre ispirazione per le vostre esigenze professionali legate alla regolamentazione dei vostri rapporti lavorativi.

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Lettera di diffida: Guida, Cose da Sapere e Modulo da scaricare

Lettera di diffida

Nel momento in cui si parla di lettera di diffida si va a indicare un atto formale che serve per obbligare qualcuno a compiere, o non compiere, una determinata azione.

Si tratta, quindi, di uno strumento legale molto importante dato che, se la persona diffidata si rifiuta di adempiere a quanto richiesto, chi richiede la diffida può procedere legalmente, rivolgendosi alle autorità per far rispettare il tutto.

Va da sé che per scrivere una lettera di diffida si devono rispettare delle regole ben precise, dato che altrimenti quest’ultima potrebbe non avere alcun valore legale. Vediamo, quindi, quali sono le regole base per scrivere una lettera di diffida.

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Cos’è una diffida?

Iniziamo con lo specificare che per diffida si intende una semplice richiesta, che può essere, ad esempio, di un pagamento, di rispetto dei confini, di cessare delle molestie, di restituire un oggetto di proprietà altrui ecc.

Si tratta di un atto legale e, in quanto tale, non ci possono essere in alcun caso minacce o offese.

Il tutto viene sancito esplicitamente nell’articolo 48 del codice forense che dice:

“L’intimazione fatta dall’avvocato alla controparte tendente ad ottenere particolari adempimenti sotto comminatoria di azioni, istanze fallimentari, denunce o altre sanzioni, è consentita quando tenda a rendere avvertita la controparte delle possibili iniziative giudiziarie in corso o da intraprendere; è deontologicamente scorretta, invece, tale intimazione quando siano minacciate azioni od iniziative sproporzionate o vessatorie”.

In poche parole, nell’atto di diffida si possono certamente prospettare quelle che potrebbero essere le iniziative giudiziarie che si andranno ad adottare in caso di inadempienza, ma non ci possono essere minacce di nessun tipo. Ci si deve solo tutelare, senza offendere, in sintesi.

 Lettera di diffida: come scriverla?

Quando ci si rivolge a un avvocato, quasi sempre la prima mossa che suggerisce è quella di scrivere una lettera di diffida. Questo in particolare nel caso in cui il diffidato arreca un danno così importante, che si vuole cercare di arginare la situazione imponendo un qualcosa in questo modo.

Nella lettera di diffida, in primo luogo, si devono inserire le generalità del diffidante, che sono parte integrante della lettera stessa e che servono per individuare in maniera univoca il soggetto che la scrive e che richiede la diffida di un soggetto.

Vanno inseriti, pertanto, i dati anagrafici quali nome, cognome, data e luogo di nascita, luogo di residenza. Solitamente, le generalità vengono inserite in alto a sinistra.

Solo dopo aver inserito i dati, si può procedere inserendo quello che è l’oggetto della diffida.

Per quel che concerne il testo della diffida, si consiglia di essere quanto più brevi e coincisi possibile, senza dilungarsi troppo. Deve, inoltre, essere il più neutro possibile dato che, seppur ci si debba far valere, come detto prima non si deve sfociare in minacce o insulti gratuiti.

Lettera di diffida: cosa accade dopo l’invio?

Dopo che il proprio avvocato ha inviato la lettera di diffida, il ricevente, che è il diffidato, può decidere di rivolgersi a sua volta a uno studio legale per difendersi e agire di conseguenza.

Questa è la prassi ed è anche utile che sia così, perché in questo modo si crea un dialogo tra professionisti che, senza dubbio, è di livello più professionale.

L’intervento di un altro professionista che agisce in nome del diffidato, inoltre, aumenta le possibilità che si addivenga a un accordo tra le parti, cosa che in caso contrario potrebbe risultare molto difficile.

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Lettera di diffida ad adempiere

Molto interessante è la figura della lettera di diffida ad adempiere, che serve per intimare a qualcuno di adempiere a un obbligo derivante da un contratto. Un valido esempio di una situazione del genere è quella che concerne un soggetto X da una parte e un fornitore dall’altra.

Se il fornitore non ha adempiuto a dei punti del contratto stilato, allora il soggetto X può, dopo dei solleciti, decidere di inviare questa lettera, come una sorta di ultimatum.

Quanto scritto è sancito dall’articolo 1454 del Codice Civile che, inoltre, parla anche dei limiti temporali: entro minimo 15 giorni, o entro il termine fissato, non si ha una risposta o un cambiamento di rotta, allora il contratto in questione si ritiene insoluto di diritto.

In questo caso, la lettera di diffida ad adempiere si invia attraverso posta raccomandata con ricevuta di ritorno, e deve rispettare i seguenti punti:

1) deve contenere l’intimazione ad adempiere;

2) deve contenere l’indicazione di un termine adeguato, che deve essere di minimo 15 giorni;

3) deve contenere la dichiarazione che il contratto si intende risolto in caso di inadempimento.

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Modello Fac Simile di una lettera di diffida: scaricalo gratuitamente

Di seguito vi alleghiamo a titolo di esempio un modello fac simile di lettera di diffida, che potrete scaricare gratuitamente e consultare, in modo tale da rendervi precisamente conto come fare nel momento in cui dovrete procedere con la compilazione della vostra personale.

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