Forex trading, truffa oppure opportunità?

In tanti sono rimasti scottati con il Forex: troppe  promesse di alti guadagni che broker e società di gestione promettevano e che si sono rivelate frodi o truffe organizzate, ma si guadagna veramente con il trading online?

Il trading online è una frode?

Inutile nascondersi dietro a un dito: in tanti con il trading ci hanno rimesso parecchi soldi e ormai è diventato allergico solo a sentire parlare di Forex Trading, tanto che anche se si cercano informazioni su come investire sul Forex o come fare trading si incappano in recensioni e opinioni in cui si dice che il trading online sia una truffa o uno scam ( dall’inglese). 

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Eppure,  ad ogni opinione negativa che bolla questa attività come una frode ne spuntano altre di diversi  trader che vivono di Forex e gestiscono soldi per altri. Il Forex offre un’opportunità di guadagno incredibile, ma solo per chi si avvicina a questo mondo con il giusto approccio e aspettative realistiche.

Tuttavia, l’uomo di natura cerca le scorciatoie, e viene attirato con slogan studiati ad hoc per attirare polli e far comprare un improbabile ebook con tutti i segreti per diventare ricchi con il trading online, software di trading automatizzato che farà guadagnare all’utente la bellezza di 5000 Euro al giorno e offerte delle cosiddette società di gestione Forex, con guadagni garantiti. Inutile girarci intorno: sono tutte delle truffe.

Non esistono scorciatoie per tradare i mercati finanziari e guadagnare con il Forex, bisogna studiare attentamente l’asset di riferimento e cercare di investire il proprio capitale con oculatezza.

Truffa trading online

Per rispondere alle domande precedenti: il trading online fatto con broker tipo Plus500, ovvero una piattaforma approvata e certificata dalla CONSOB, quindi affidabile e monitorata costantemente, non è una frode. 

Mentre chi promette un trading automatizzato con guadagni consistenti anche la notte, tipo 5000 Euro al giorno, è una truffa bella e buona. Nessun software o e-book potrà mai prevedere cosa faranno domani i mercati finanziari, specie se l’asset sono le criptovalute.

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Esse sono un bene talmente volatile che, dopo un periodo di ascesa, sono andate in picchiata vertiginosamente e all’improvviso, tanto che il girono è stato definito Martedì Nero delle crypto.  Il rischio è il vero motivo per cui si decide o meno di imbarcarsi nel trading online.

Rischio trading online, come guadagnare

Nel trading di tutti gli strumenti finanziari, non solo nel mercato valutario, si parte sempre calcolando e gestendo il rischio in primo luogo e solo successivamente si pensa al possibile guadagno.

Questo è un punto fondamentale che è la base del controllo degli investimenti. Il Forex ha il vantaggio di essere un mercato molto liquido e poco manipolato, cosa che lo rende ideale per fare trading.

La possibilità di usare strumenti specifici come la leva finanziaria, o investire piccole somme rispetto alla Borsa Valori, lo rende ancora più attraente in quanto il trader sarà in grado di controllare delle somme di capitali.

La leva finanziaria è uno strumento che incute timore e che viene visto come un pericolo, ma che invece può diventare una opportunità se gestita correttamente, e soprattutto capita.

Il segreto del Forex proprio la leva, in quanto può ingigantire i profitti ma anche le perdite, ma grazie agli altri strumenti a disposizione, si può calcolare il margine di rischio e non trovarsi brutte sorprese sul conto.

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Usare la leva finanziaria da principiante è come guidare senza aver preso la patente, quindi meglio prima informarsi e poi usarla. Per concludere, il Forex trading online non è una truffa, bensì una occasione per un guadagno extra se si hanno le conoscenze giuste.

PostaFuturo Certo New, risparmiare e rivalutare il capitale: la nostra recensione

Reclamo poste

Oggi ci si trova spesso a parlare di polizze assicurative sulla vita ed è proprio per questo motivo che è utile presentare un prodotto come PostaFuturo Certo New, che si inserisce proprio in questo specifico settore.

Perché si sta registrando questo boom? Moltissime sono le persone che hanno, ad oggi, la percezione di un futuro incerto, soprattutto dal punto di vista lavorativo e, pertanto, si cercano delle soluzioni alternative, in grado di fronteggiare anche delle situazioni che possono essere abbastanza problematiche.

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Ecco, quindi, che PostaFuturo Certo risulta essere una soluzione per chi decide di mettere da parte una somma di denaro per il proprio futuro e, in più, vuole ricevere anche un surplus. Di cosa si tratta nello specifico? Vediamo da vicino il prodotto postale in questione.

PostaFuturo Certo: di cosa si tratta?

Quando si parla di PostaFuturo Certo si parla di un prodotto di Poste Italiane, così come è facilmente intuibile. Vediamo come si qualifica il prodotto in sé.

Questo viene presentato come un contratto di assicurazione sulla vita con partecipazione agli utili. Cosa significa in parole povere?

Che verrà riconosciuta a chi lo sottoscrive una rivalutazione del capitale che ha deciso di assicurare e questo nel caso specifico in cui la Gestione Separata di Poste Vita SpA, altresì nota come Poste Valore Più, conseguirà un utile dagli investimenti effettuati con tale somma.

Recensione Posta Futuro Certo New

A tal proposito, si deve rimarcare che nel momento in cui si parla di Gestione Separata è necessario ricordare che acquisizione di capitali che provengono dalla sottoscrizione delle polizze andrà a creare il cosiddetto fondo, che non va assolutamente confuso con quello che è il patrimonio dell’Ente.

La gestione finanziaria del fondo in questione sarà finalizzata, solo ed esclusivamente, all’accumulo di utili che verranno poi ripartiti tra tutti coloro i quali hanno sottoscritto il piano.

Si deve sottolineare che gli investimenti sono sempre finalizzati all’acquisto di titoli obbligazionari, CCT e simili che, sino al momento in cui rimarranno nella Gestione, verranno valorizzati al prezzo di acquisto, che è il cosiddetto valore storico. 

Qual è il vantaggio? Che le varie oscillazioni di mercato non influiscono in alcun modo sull’investimento stesso. Sebbene da ciò derivi il fatto che il rendimento potrebbe non essere elevatissimo, c’è da dire che questo è stabile: si tratta, quindi, di un investimento non rischioso e assicurato in un certo qual modo.

Inoltre, viene anche garantita la capitalizzazione dei premi versati al netto dei costi di gestione e della commissione del 3% sul capitale investito alla sottoscrizione del contratto. Non male per un fondo sul futuro!

Quant’è la durata dell’investimento

Tra le peculiarità di questo prodotto postale si deve sottolineare che la durata del contratto di assicurazione è prestabilita in 20 anni e possono aderire tutti coloro i quali si ritrovano nella fascia di età che va dai 18 agli 85 anni.

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Si può definire il contratto come a medio/lungo termine e questa caratteristica permette alla polizza di sviluppare e ottimizzare quelli che sono i possibili utili di gestione. Attenzione: è possibile riscattare il contratto prima della fine dello stesso!

PostaFuturo Certo New: i costi

Vediamo, quindi, quali sono i costi di gestione e di sottoscrizione del prodotto in questione. Iniziamo con il dire che lo stesso ha un costo acquisito sul premio assicurativo, per ogni somma al di sopra dei 2.500 euro, pari a 10 euro. Al fine di sottoscrivere il contratto stesso sarà sufficiente una somma minima di € 2.500. Inoltre, sarà possibile andare a effettuare in qualsiasi momento ulteriori versamenti che si andranno, quindi, ad aggiungere al capitale inizialmente investito. Questi non devono essere inferiori a € 500 né superiori a € 5.000.

Inoltre, si deve sapere che dal rendimento lordo, il Fondo preleva una commissione pari allo 0,90% per la gestione, l’acquisto o la vendita dei titoli in precedenza acquistati.

Vediamo, quindi, quali sono le garanzie che rendono interessante questo prodotto. Si ha, ad esempio, la possibilità di procedere con il riscatto totale già al secondo anno. Questo sarà reso al netto delle commissioni e dei costi. Per quel che concerne, invece, la possibilità di riscatto parziale, anche questa è possibile sempre dal secondo anno in poi e sempre al netto di costi e commissioni!

Cosa accade alla scadenza di contratto? Il capitale, se l’assicurato è in vita, può essere ritirato e ad esso verranno aggiunte tutte le capitalizzazioni dei premi che si sono avute con i rendimenti conseguiti dalla Gestione Separata. Inoltre, se si desidera, si può richiedere una rendita vitalizia immediatamente rivalutabile.

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E in caso di morte del contraente? Qui si deve premettere che, al momento della firma del contratto, è nelle facoltà del sottoscrittore designare il beneficiario in caso morte che, quindi, eserciterà i suoi diritti sul capitale investito.

Perché i Bitcoin non possono (ancora) sostituire il dollaro

bitcoin

Di tutti i problemi che impediscono ai Bitcoin e ad altre criptovalute di sostituire il dollaro nelle transazioni quotidiane, troviamo la fluttuazione del valore rispetto al dollaro.

Questo è quanto emerge da un recente sondaggio condotto da Survata, una società di ricerca indipendente a San Francisco, che ha rilevato che il 60,3% dei detentori di criptovalute considera la volatilità delle criptovalute come la barriera più importante dell’utilizzo di queste monete nelle transazioni quotidiane.

Survata ha intervistato 402 intervistati tra il 18 e il 23 gennaio 2018 e benché il campione sia veramente minimo, i risultati del sondaggio non sorprendono gli esperti di BitcoinRegs: ogni volta che si trasferiscono bitcoin usando la blockchain, ci possono volere delle ore.

A causa dell’elevata volatilità della valuta, il valore può cambiare radicalmente durante quel periodo. Quindi, per molti, non c’è senso di usare i bitcoin per fare acquisti.

Cosa potrebbe cambiare la situazione? Due cose. La prima è diminuire il tempo necessario per eseguire le transazioni, cosa su cui i vari scambi stanno lavorando. Progetti come OmiseGO, DASH, Stellar, BitcoinCash e Litecoin hanno radicalmente migliorato le velocità delle transazioni, anche se di recente i Bitcoin si possono trasferire in pochi secondi e con delle commissioni minime.

Poi c’è Wall Street, che ha messo a punto dei prodotti finanziari che consentono agli operatori di mercato di coprire le loro posizioni contro la volatilità usando proprio i Bitcoin. I commercianti, se sono preoccupati della volatilità di questa cripto, possono acquistare i futures in Bitcoin per andare a protezione.

Mentre la tecnologia e Wall Street aiuteranno le criptovalute a superare la volatilità, non possono aiutarli a superare la minaccia dei grandi governi, delle grandi banche e degli hacker che possono distruggerli in qualsiasi momento.

Ecco perché si pensa che, ad oggi, le crypto abbiano una strada molto lunga da percorrere prima di riuscire a sostituire il dollaro nelle transazioni giornaliere.
Ultima nota: l’investimento in crypto, ICO o token è altamente speculativo e il mercato non è regolamentato. Chiunque ci stia pensando, dovrebbe essere pronto a perdere l’intero investimento.

Investire col Trading online, guadagnare soldi col web

Internet ha reso i mercati facilmente accessibili a tutti e dal 2008 con le opzioni binarie entrate nei mercati finanziari è partita la moda del trading online, ma è una forma di guadagno extra efficace?

Storia del Forex trading

Prima del 2008, si poteva investire nel mercato Forex solamente se si era una banca centrale, un istituto di credito, i broker professionisti e chi aveva una liquidità consistente, come grandi società e pochi altri.

Nel 1990 si assiste a un primo cambiamento: i flussi di capitali tra Nazioni aumentano, grazie soprattutto all’avvento delle nuove tecnologie. Il mercato Forex  divenne accessibile soprattutto ai singoli trader o investitori, che da questo momento possono speculare sulle maggiori valute. Nel 1992, causa una forte crisi, il mercato si arresta perché essa  era collegata direttamente ai movimenti speculativi di valuta.

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Ad esempio, il miliardario George Soros ha avviato una posizione a breve di 10 miliardi di sterline, investendo sul declino della valuta inglese. Di conseguenza, la Bank of England è stata costretta a rimuovere momentaneamente la sterlina dal Sistema Monetario Europeo. In questo modo, George Soros riuscì, con quella operazione, a ottenere un profitto di un miliardo di dollari.

Dal 1995, anno in cui si sviluppò Internet, i singoli investitori possono scambiare valute in tempo reale, ma solo dal 2002 i broker online sono iniziati ad aumentare, grazie anche all’introduzione di piattaforme online facili da utilizzare e comprendere.

Il Forex trading di ultima generazione

Ad oggi, questo mercato valutario rappresenta il più grande del mondo in termini di volume di transazioni al giorno, senza neanche avere una sede fisica centrale. Si stimano oltre quattro miliardi di dollari.

In cui la maggioranza delle valute viene scambiata esclusivamente a scopi speculativi, tanto che si superano i miliardi di dollari al giorno. Dall’esempio del miliardario, si evince che con questa tipologia di investimento si può guadagnare col web anche in momenti di forte crisi finanziaria, ed è forse la ragione per cui il Forex sta prendendo ancora piede. Ma non solo per lo scambio di valute o coppie di valute reali, bensì per scambiare criptovalute.

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Esse sono sostanzialmente dei file particolari che fungono da moneta virtuale. La crypto più famosa è senza dubbio Bitcoin. Possiamo affermare con certezza che sia il dollaro virtuale, in quanto ogni oscillazione e variazione di valore di questa valuta digitale determina, in automatico, la sorte delle altre come Ethereum, Ripple o Bitcoin Cash. Clicca per scoprire tutto sul trading di crittovalute

Diventare trader oggi

Fare trading online oggi vuol dire possedere un PC e una connessione Internet. C’è da dire ceh, grazie a contratti all inclusive, il potenziale trader può trascorrere tutto il giorno a studiare i mercati finanziari e ad agguantare i migliori affari, come può usufruire di social network creati apposta per il copy trading, detto anche social trading.

Si tratta di un interessante servizio che offrono alcuni broker, in cui il trader può copiare le mosse degli esperti e dei professionisti, seguiti, appunto, all’interno dei social, con l’intento di trarne gli stessi profitti.

Ci guadagnano entrambi: il trader in erba potrà imparare i segreti del Forex trading, mentre l’esperto percepirà una commissione per il suo operato e fidelizzerà l’utente, il quale gli chiederà consigli utili finchè non saprà camminare con le sue gambe in questo campo.

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Il trader in sostanza è un investitore che si confronta con la realtà che lo circonda e con coloro i quali operano nello stesso settore, sfrutta i grafici online in tempo reale per individuare in anticipo l’andamento delle valute reali e virtuali e si aggiorna costantemente grazie al calendario economico, offerto gratis dai broker più affidabili, senza dimenticare di dedicare parte del tempo alla sua formazione per imparare nuove nozioni e operare in nuovi asset finanziari.

Carta di Credito Prepagata Viabuy: gratuita e conveniente

Viabuy Carta Prepagata con IBAN

Avere una carta di credito che permetta di effettuare acquisti, bonifici e prelievi è ormai diventato indispensabile. Non sempre però si riesce ad ottenerne una, talvolta per le troppe garanzie richieste o per le enormi spese di gestione.

Qui di seguito vi parleremo invece di una carta prepagata, semplice da richiedere ed allo stesso tempo molto funzionale. Si tratta di Viabuy.

Viabuy è una carta di credito prepagata con IBAN collegata ad un servizio di internet banking, semplice da ottenere e da utilizzare, ottima soprattutto per coloro che desiderano effettuare acquisti via internet. Il pubblico a cui si rivolge è molto vasto, ma è costituito principalmente da giovani con età superiore ai 18 anni, che vogliono un servizio legato ad un codice IBAN, pur non avendo alcuna garanzia lavorativa o reddito.

Come funziona la Carta di credito Viabuy?

Viabuy in realtà è una semplice prepagata, tuttavia a differenza delle classiche prepagate, ha un proprio IBAN. Utilizza il circuito Mastercard, per tale motivo è accettata anche in Paesi esteri e permette di effettuare qualsiasi pagamento.

Come accennato precedentemente, le carte Viabuy possono essere richieste da chiunque, a condizione che vi sia la maggiore età, non richiede infatti alcun controllo di credito o alcuna garanzia.

Essendo dotata di un IBAN, il servizio offerto da Viabuy funge anche da conto corrente, è possibile infatti far accreditare su questa il proprio stipendio o la propria pensione.

Quali sono i costi della carta di credito Viabuy?

I costi previsti per l’emissione della carta sono i seguenti:

Emissione: 69.90€
Mantenimento annuale: 19.90€
Commissioni per pagamenti in valuta straniera: 2.75%
Commissione prelievi ATM: 5.00€
Ricarica gratuita attraverso bonifico nazionale, costo altre opzioni ricarica a partire da 1.75%
Quota annuale fino a tre carte aggiuntive per ogni account: 14.90€

Come fare per avere la carta Viabuy?

Ordinare la carta Viabuy prevede un’operazione molto semplice che viene effettuata direttamente dal sito internet. Per prima cosa bisogna scegliere il colore preferito, tra nero ed oro, inserire i propri dati personali e confermare l’ordine.

Dopo aver inserito il tutto, una mail vi avviserà dell’apertura del conto sul quale potrete effettuare il bonifico. La consegna della carta avviene invece in circa 24 ore.

Quali sono i vantaggi di Viabuy: le opinioni dei clienti.

Il primo indiscutibile vantaggio di Viabuy è quello che si tratta di una carta prepagata, che dunque permette di avere sul proprio conto solo quanto ricaricato. In tal modo, potrete effettuare acquisti in totale sicurezza, senza aver paura che la carta possa ad esempio esser clonata e perdere tutti i vostri averi.

La carta è anche molto sicura e per incrementarne la sicurezza è possibile attivare un servizio gratuito che invii un avviso tramite mail quando vengono effettuati dei movimenti.

Altro vantaggio è la semplicità nel visionarie tutti i pagamenti effettuati e ricevuti nella propria area riservata sul sito, ed il rapido responso del servizio clienti in caso di problemi.

Gli unici svantaggi sono invece quelli relativi al pagamento della somma iniziale di quasi 70 euro per l’attivazione ed il costo di 5 euro per il prelievo. Questo rende la carta sicuramente migliore per coloro che effettuano in maggioranza pagamenti online o direttamente con carta, senza prelevare il denaro.

I clienti che la utilizzano sono comunque molto soddisfatti del servizio ricevuto e non lamentano alcun problema.

Per qualsiasi altra informazione relativa ai costi e agli utilizzi, per ulteriori domande o per ordinare la propria carta Viabuy, consultate il sito ufficiale.

ABI e CAB: il significato delle coordinate Bancarie

Abi Cab

Quando si parla di ABI e CAB si parla delle cosiddette coordinate bancarie.

Stiamo, quindi, parlando di quei codici che servono per identificare, in maniera univoca e incontrovertibile, un determinato rapporto di conto corrente che esiste presso un qualsiasi istituto creditizio.

Si deve far presente che, al fine di identificare un conto, aperto presso questa o quella banca o presso un qualsiasi istituto creditizio, si devono sempre avere a portata di mano due informazioni.

Come si può immaginare, la prima concerne la banca o l’istituto presso il quale è attivo il conto e il secondo è il numero di conto corrente. Al fine di semplificare il tutto, sono stati resi disponibili una serie di codici identificativi.

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Per questo motivo, quindi, a partire dal 1 gennaio 2008, si utilizza il codice IBAN, altresì noto come Internationall Bank Account Number, per i pagamenti che vengono eseguiti nel nostro paese. In questo modo, quindi, sono state sostituite le tradizionali coordinate bancarie e, quindi, i numeri ABI e CAB.

Perché si è deciso di utilizzare il codice IBAN?

Si è deciso di addivenire a questa soluzione perché lo richiede la SEPA, ossia l’area unica dei pagamenti in euro.

Possiamo identificare questa zona con l’aera geografica che va a inglobare i paesi della zona euro, i restanti paesi dell’Unione Europea nonché i paesi dell’EFTA e il Principato di Monaco.

Codice ABI e CAB: cosa sono?

Volendo guardare da vicino il codice ABI possiamo dire che si tratta del codice dell’Associazione Bancaria Italiana. Nello specifico, si tratta di un codice di 5 cifre che va a identificare l’istituto di credito presso il quale si è aperto il proprio conto corrente.

Come si può immaginare, ciascuna banca ha un suo specifico Codice ABI che le viene assegnato dall’associazione di cui sopra.

Per quel che concerne, invece, il codice CAB possiamo dire che si tratta del codice di avviamento bancario. Quest’ultimo è composto anch’esso da 5 cifre e rappresenta l’agenzia, la filiale dell’istituto bancario presso il quale si è aperto il conto.

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Si può avere finanche una sesta cifra, che va a indicare il codice di controllo o codice di efficienza sportello.

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ABI e CAB devono essere forniti sempre insieme al fine di identificare in maniera rapida quella che è la banca presso la quale è attivo il conto corrente in questione.

Come trovare i codici ABI e CAB del proprio conto corrente?

Al fine di risalire ai codici ABI e CAB, ma anche al codice CIN, basta fare riferimento ai 27 caratteri del codice IBAN.

Vediamo, quindi, come ricavare suddette informazioni a partire dal codice di cui sopra.

Il codice IBAN, assieme al nome del titolare del conto e a quello dell’ente creditizio presso il quale il medesimo è stato aperto, sono le informazioni fondamentali che servono, ad esempio, per fare bonifici o portare a termine delle operazioni bancarie di diverso tipo.

Come sottolineato in precedenza, da qualche anno a questa parte l’IBAN è obbligatorio se si vogliono effettuare delle operazioni bancarie e, di fatto, ha sostituito le coordinate bancarie. Se manca questo codice, bonifici e altre operazioni non possono in alcun modo essere eseguite. Spesso il codice in questione si trova anche sulla carta di credito, in modo da facilitare il tutto.

Abbiamo fatto presente che il codice IBAN ha 27 caratteri alfanumerici: attenzione, però, perché non è così in tutti i paesi. Tale lunghezza vale solo per il nostro paese e si deve anche sottolineare che non è una scelta casuale, ma è dettata da alcuni motivi ben precisi.

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Ecco, quindi, come è strutturato in Italia un codice IBAN: i primi due caratteri rappresentano la sigla della nazione e, quindi, nel nostro caso è IT. Ci sono poi due numeri di controllo e 23 numeri del codice BBAN, ossia Basic Bank Account Number. Nello specifico, dopo il codice di controllo, si trova una lettera, che corrisponde al codice CIN e poi si trovano il codice ABI (le successive 5 cifre) e il codice CAB (le successive 5 cifre). Le ultime 12 cifre sono il numero di conto corrente.

Assegno circolare postale: il libretto assegni delle Poste

Assegno circolare postale

L’assegno circolare postale è un vero e proprio assegno, definito anche “a vista”,  dunque uno strumento di pagamento, al pari di quello bancario, che possiede le stesse caratteristiche di quest’ultimo e permette il pagamento a terzi, sostituendo così i contanti.

Come per qualsiasi altro assegno, anche quello di Poste Italiane permette qualsiasi tipo di pagamento,  anche di somme importanti, e garantisce il pagamento della somma indicata al beneficiario, ossia a colui che dovrà riscuotere l’assegno.

Come avere un libretto di assegni postale?

Per poter usufruire degli assegni postali, anche chiamati assegni vidimati, è necessario possedere un conto corrente di Poste Italiane, ad esempio il più noto Bancoposta, se possedete  questo dovrete richiedere il libretto di assegni all’ufficio postale al costo di 3 euro per un carnet  di 20 assegni.

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Come fare un assegno circolare postale?

Bisogna per prima cosa sapere che l’assegno circolare postale viene emesso solo se nel conto corrente di colui che deve emettere l’assegno, vi sia una somma uguale o superiore a quella indicata sull’assegno, e quando questo verrà incassato, tale somma verrà automaticamente detratta dal conto corrente postale del debitore.

Questo rappresenta una sicurezza per il beneficiario dell’assegno, in quanto potrà avere la certezza che la somma indicata è realmente disponibile all’incasso, dato che al momento della compilazione in Posta questo verrà controllato .

La compilazione dell’assegno postale è identica agli assegni bancari: bisogna indicare data e luogo di emissione, l’importo in cifre, indicando dopo la virgola i centesimi, se è un importo netto inserire due zeri dopo la virgola ad esempio 170,00 .

Sull’apposita sezione indicare l’importo in lettere, mettendo invece i centesimi in cifre e separandoli dalle lettere con una barra ad esempio centosettanta/00. Dovranno poi essere indicati i dati del destinatario e la firma del debitore.

Poste Italiane consiglia a coloro che compilano un assegno di inserire tra i numeri della somma il simbolo del cancelletto ad esempio  #170,00#

E’ possibile emettere un assegno postale anche senza conto corrente, in questo caso l’importo non dovrà superare i 1000 euro, portando con se’ il denaro contante in posta dove verrà poi rilasciato l’assegno da consegnare al beneficiario.

Come incassare un assegno postale?

Il beneficiario, ossia colui indicato per riscuotere l’assegno, per incassarlo può recarsi in qualsiasi ufficio di Poste Italiane con carta di identità in corso di validità, ricevendo così il denaro contante o se possiede un conto BancoPosta o altri conti corrente bancari, potrà richiedere l’accredito del denaro direttamente sul conto. Non è dunque necessario essere un cliente di Poste Italiane per ricevere un assegno.

Chi può incassare gli assegni?

Una particolarità dell’assegno postale rispetto all’assegno bancario è quella di non essere trasferibile, ossia non può essere incassato da terzi ma solo da colui indicato al momento della compilazione.

Questa clausola di non trasferibilità è obbligatoria per importi superiori a 1000 euro, mentre per importi fino a 999 euro è possibile non inserirla, richiedendo all’ufficio postale assegni senza la dicitura di non trasferibilità e  pagando 1,50 di imposta di bollo.

La non trasferibilità è una garanzia sia per colui che emette l’assegno che per colui che lo incassa, infatti assicura che l’assegno venga incassato solo da colui a cui veramente spetta, evitando qualsiasi errore e truffa.

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C’è una scadenza per l’incasso?

Per quanto riguarda gli assegni bancari, si sa che i tempi di incasso prevedono anche una scadenza che differisce in base al luogo di riscossione. Se l’assegno viene emesso nello stesso Comune in cui verrà incassato, l’incasso deve avvenire entro 8 giorni dall’emissione, se invece avverrà in un comune diverso, l’incasso deve avvenire entro 15 giorni.

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La validità di un assegno postale è invece di due mesi dalla vidimazione, validità scritta  e stampata anche sull’assegno stesso, se trascorrono i due mesi dalla vidimazione e quindi scade il termine di validità, il beneficiario non potrà più richiedere il pagamento della somma, ma dovrà rivolgersi direttamente al debitore, il quale potrà richiedere all’ufficio postale di riavere il denaro investito nell’assegno.

Quanto costa il servizio di pagamento di assegni postali circolari?

L’emissione di un assegno postale circolare è completamente gratuita, così come la sua riscossione.

Poste italiane permette anche l’assegno di pagamento estero, assegno vidimato che viene utilizzato per pagare fondi dall’estero,  e verrà spedito da Poste Italiane al beneficiario. Anche in questo caso la validità è di due mesi e trascorsi questi non sarà possibile incassarlo. La riscossione è gratuita così come l’emissione.

L’assegno circolare postale è sicuramente un servizio all’avanguardia, ottimo considerato il fatto che Poste Italiane può vantare un gran numero di clienti, che potranno dunque usufruire del servizio.

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Non vi sono rischi nell’emissione e nell’incasso, il tutto è fatto rispettando le norme di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari.

E’ semplice da emettere ed altrettanto semplice da incassare, è pertanto consigliato a tutti coloro che possiedono un conto BancoPosta, utilizzare il servizio offerto.

Posta Previdenza Valore: il Fondo Pensione di Poste Italiane

posta previdenza valore

In questo appuntamento vi forniamo una recensione di Postaprevidenza Valore, avendo cura di chiarire Pro e contro e verificare quindi se può essere il prodotto previdenziale per voi.

Oggi Poste Italiane prevede la possibilità di costituire un fondo pensione, per assicurare a coloro che vorranno usufruirne, una pensione soddisfacente quando si smetterà di lavorare e proprio qui di seguito ci occuperemo di recensire il programma di Fondo Pensioni di Poste Italiane.

E’ ormai risaputo che le pensioni sono sempre più scarse a causa dell’ammontare di problematiche quali ad esempio la disoccupazione, ma attraverso il programma Postaprevidenza Valore  di Poste Vita, si potrà essere in grado di pensare al proprio futuro, migliorandolo.

PostaPrevidenza Valore è un piano assicurativo sulla vita, attraverso il quale è possibile costituire una pensione integrativa versando una somma mensilmente o annualmente.

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Chi può aderire al fondo pensione di Poste Italiane Postaprevidenza Valore?

Tutti i lavoratori dipendenti ed autonomi possono aderire al piano assicurativo, ma anche coloro che non possiedono reddito, tra cui anche chi è a carico di altri soggetti. Per i lavoratori dipendenti c’è  la possibilità di conferire in qualsiasi momento il trattamento di fine rapporto attraverso un apposito modulo da consegnare al proprio datore di lavoro.

Il contratto è sottoscrivibile anche da coloro che sono prossimi alla pensione, purchè manchi più di un anno. Condizione necessaria è che si possieda un conto BancoPosta o un Libretto postale.

Il versamento è flessibile, si possono versare un minimo di 50 euro mensili o un minimo di 600 annuali, ma non è necessario decidere un importo fisso, il cliente infatti può variare nel tempo l’importo, o può addirittura sospendere per un determinato periodo di tempo i versamenti per poi rieffettuarli, o contribuire con versamenti aggiuntivi oltre quelli versati nei mesi. Vi è inoltre la possibilità di effettuare il versamento online tramite l’apposita sezione di BancoPosta

Quanto dura il contratto?

Verrà inizialmente stabilita una durata del contratto in base all’età del soggetto al momento dell’istituzione della polizza e l’età pensionabile, ma effettivamente, il contratto durerà fino al raggiungimento del diritto alla pensione.

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Una volta scaduto il contratto, l’assicurato può decidere di prolungarlo, decidendo quando vorrà utilizzare tale pensione.  In caso di cessazione dell’attività lavorativa con conseguente disoccupazione per un periodo di tempo maggiore di 4 anni o in caso di invalidità permanente con riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo, il soggetto assicurato, può chiedere l’erogazione del servizio con un anticipo di massimo 5 anni.

In caso di decesso, il tutto verrà assegnato agli eredi.

Il soggetto assicurato, può revocare la propria adesione al contratto in qualsiasi momento, comunicando con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno a Poste Vita S.p.A e questa è tenuta al rimborso di quanto versato entro 30 giorni da quando ha ricevuto la comunicazione.

Entro 30 giorni dalla sottoscrizione del contratto vi è invece il diritto di recesso, anche in questo caso comunicando il tutto tramite lettera raccomandata con ricevuta di ritorno a Poste Vita S.p.A, che entro 30 giorni rimborserà quanto versato.

L’erogazione della rendita

Una volta avuto diritto alla prestazione pensionistica, sarà erogata una rendita vitalizia che dipende dai versamenti effettuati, dall’età del soggetto e dalla sua aspettativa di vita.

Quali sono i costi di PostaPrevidenza Valore?

Il costo annuale, con tasse ed imposte, varia da soggetto a soggetto in base agli importi versati e dalla tipologia di rendita scelta, ma vi sono delle spese standard quali:

  • 2,50%  di ogni versamento effettuato
  • 1% annuo dal rendimento

Dall’analisi effettuata sul servizio di Fondo Pensione fornito da Poste Italiane, si riscontrano notevoli vantaggi, tra cui sicuramente quello di poter interrompere i pagamenti tra una mensilità e l’altra e di autodeterminare l’importo da versare.  L’unico svantaggio è invece quello di poter richiedere il denaro in maniera anticipata solo nel caso in cui si verificassero delle condizioni.

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Postaprevidenza Valore, le opinioni dei clienti

Si tratta comunque di un buon modo per investire ed avere una sicurezza sul proprio futuro. Ad oggi infatti gli utenti che lo hanno sottoscritto hanno espresso parere assolutamente positivo, sia per quanto riguarda la flessibilità dei versamenti sia in riferimento alla professionalità dei consulenti finanziari e servizio assistenza clienti.

Libretto Postale: risparmio certo dal 1800

Libretto Postale

Di libretto postale se ne sente parlare dalla fine dell’800. Non stiamo esagerando: il prodotto in questione, infatti, nacque nell’ormai lontano 1875 e, nel corso dei decenni, si è evoluto tanto e abbastanza velocemente, sino alla versione che conosciamo oggi.

Libretto postale: cos’è?

Volendo analizzare il libretto postale quale strumento per il risparmio personale, si deve dire che si tratta di un prodotto finanziario emesso da Poste Italiane il cui compito principale è quello di aiutare a gestire i propri risparmi.

Un aspetto molto rilevante da sottolineare è che tutti i tipi di libretti offerti da Poste Italiane sono emessi dalla Cassa depositi e prestiti S.p.A. e godono della prestigiosa garanzia dallo Stato Italiano.

Ciò significa che possiamo essere assolutamente sicuri della scelta, se quello che desideriamo è un libretto di risparmio, per conservare i nostri risparmi in questo modo.

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Quello che, più di ogni altra cosa, caratterizza il libretto postale è che si tratta, ancora oggi, di uno strumento che è rimasto in forma cartacea.

Non esiste un libretto che non sia cartaceo e questo fa fare un salto indietro nel tempo, oggi che quasi tutto è diventato online.

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Si tratta, quindi, di un libretto cartaceo e non può assumere altra forma, sebbene negli ultimi anni siano state introdotte delle novità, di cui ci occuperemo.

Cosa significa che si tratta di un libretto cartaceo? Che tutte quelle che sono le operazioni, tutti i dati e i vari movimenti, devono essere annotati sulla copia fisica del libretto.

Pertanto, tutto ciò sottintende che suddette operazioni devono essere annotate necessariamente sul libretto che, quindi, periodicamente deve essere portato presso una filiale di Poste Italiane per essere aggiornato.

Tuttavia, nell’ultimo periodo, tutti i dati riguardanti questo strumento sono consultabili online,sia da PC che da device mobili come, ad esempio, tablet o smartphone e alcune operazioni possono essere eseguite online.

Se si perde il libretto, si deve necessariamente provvedere a richiedere un duplicato, che ha un costo forfettario di € 1,55.

Ricapitolando, possiamo dire che il libretto postale è uno dei tanti strumenti finanziari attualmente disponibili e che, in quanto tale, può essere utilizzato per il deposito di denaro.

Dal libretto si può prelevare, oltre che versare e, altra caratteristica non poco rilevante, si tratta di un prodotto fruttifero: ciò significa che, in base alla tipologia prescelta, ci sono dei tassi di interesse che vengono liquidati annualmente in chiusura di anno, ossia il 31 dicembre.

Qui, però, si deve aprire una parentesi e si deve sottolineare che se  sul libretto c’è un deposito inferiore o pari a € 250,00 e questo rimane fermo, senza operazioni, per almeno 5 anni, non vengono più corrisposti gli interessi.

Come aprire un libretto postale

La prima cosa da fare se si ha intenzione di aprire un libretto postale è quella di recarsi nella sede più vicina di Poste Italiane e parlare con un addetto di quella che potrebbe essere la migliore soluzione per le proprie esigenze.

Per aprire un libretto postale bisogna dimostrare di essere maggiorenni. Nel caso in cui si voglia aprire un libretto postale a favore di un minorenne, questo deve essere gestito dai genitori, o chi ne fa le veci, sino alla maggiore età. Inoltre, prima di entrare nel dettaglio, si deve sottolineare che su questo libretto possono essere accreditate finanche le pensioni.

Naturalmente, per non arrivare impreparati, ricordiamo che ci si deve recare presso l’ufficio postale con documento di identità nonché codice fiscale, che sono i documenti che servono anche nel caso in cui si voglia chiudere un libretto postale.

Ricordiamo anche che si tratta di un prodotto senza alcun costo di apertura, né di chiusura. Tutte le operazioni sono gratuite e questi sono gli unici costi fissi del libretto postale:  di apertura o estinzione, né di gestione, né di operazioni.

Gli unici costi fissi per l’intestatario sono: tassazione sugli interessi del 26%, imposta di bollo pari a  € 34,20 per le persone fisiche e a € 100 per le persone giuridiche. Questa è prevista solo per libretti con una giacenza di almeno € 5.000.

Libretto postale cointestato: come funziona?

Si sente spesso parlare di libretto postale cointestato e, pertanto, è utile andare a capire di cosa si tratta. La prima cosa da sottolineare è che questo strumento finanziario, in qualsiasi forma si presenti, può avere fino a 4 cointestatari.

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Quando si è in presenza di un libretto cointestato, tutte le somme diventano di proprietà di tutti gli intestatari in quote uguali.

Anche le operazioni, tanto di deposito quanto di prelievo, possono essere effettuate da tutti gli intestatari del conto, senza alcuna distinzione.

Questa condizione decade solo nel caso in cui ci siano delle limitazioni, dichiarate per iscritto, della libertà di azione di uno o più dei cointestatari.

Si deve altresì notare che la chiusura del libretto prevede la presenza di tutti gli intestatari. Se si presenta solo uno di essi, quest’ultimo deve avere una delega speciale per effettuare l’operazione.

Le diverse tipologie di libretto postale

La prima tipologia di cui si parla è il Libretto Postale Nominativo Ordinario, che può essere intestato a un numero massimo di 4 persone fisiche maggiorenni o anche a una persona giuridica.

In questo caso,  le operazioni di versamento e prelievo di denaro possono essere eseguite in Posta o anche presso gli sportelli automatici.

Il prelievo massimo giornaliero è di € 600, mentre il prelievo massimo mensile è di € 2.500.

Non si può mai prelevare una somma maggiore rispetto alla giacenza effettiva. Questa tipologia di libretto dà diritto a degli interessi che, in questo caso, sono i seguenti: 0,10% per i libretti ordinari intestati o cointestati a persone fisiche maggiorenni o a persone giuridiche; 0,75% per i libretti intestati a minorenni. Su questo tipo di libretto si può richiedere l’accredito della pensione.

C’è, poi, il Libretto Postale al Portatore che viene intestato a un maggiorenne capace di intendere e volere.

Per effettuare le operazioni, in questo caso, basta presentare materialmente il libretto e questo significa che prelievi e depositi verranno accettati da chiunque abbia in mano lo stesso.

Questa tipologia ha dei limiti: il deposito giacente deve essere inferiore a € 1000. Viene utilizzato molto di rado e, pertanto, ha un tasso di rendimento lordo annuo molto basso, pari allo 0,01%.

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Si deve, infine, parlare dell’ultimo prodotto: il Libretto Postale Smart che è quello che più somiglia a un conto corrente a tutti gli effetti.

Può essere intestato a più persone, sempre massimo 4, ma qui c’è un limite: solo le persone fisiche maggiorenni  possono aprirlo e ogni persona non può averne intestato più di uno.

Se si è già titolare di uno o più Libretti Ordinari Nominativi, non si può aprire un Libretto Smart, ma soltanto trasformarne uno in Smart. Assieme al libretto viene concessa la Carta Libretto.

Buoni fruttiferi postali: come calcolarne il rendimento

rendimento buoni fruttiferi postali

Oggi come oggi, si parla molto spesso di investimenti sicuri e, pertanto, torna in auge il discorso sui buoni fruttiferi postali, che rimangono un valido metodo da prendere in considerazione se si desidera proteggere nel migliore dei modi i propri risparmi, senza correre alcun rischio.

Volendo calcolare gli interessi dei buoni fruttiferi postali di certo non vengono fuori grandi cifre, ma si tratta di uno dei pochi metodi di risparmio che non presentano controindicazioni. Pertanto, se ci si sta chiedendo se conviene o meno sottoscrivere i Bfp, prodotto offerto solo da Poste Italiane, la risposta rimane positiva.

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Nello specifico, infatti, si deve dire che si tratta di una forma di investimento sicura, che gode di numerosi vantaggi dal punto di vista della tassazione, dato che sono tassati al 12,50%, mentre i conti deposito vengono tassati al 26% e al 20% vengono tassati i conti correnti, ma anche dal punto di vista dei rischi, dato che vengono garantiti dallo Stato Italiano, come i Bot che, però, hanno un prezzo che oscilla.

Rendimento dei buoni fruttiferi postali

La prima cosa che si deve dire in questo caso è che il rendimento dei Bfp non è come quello dei Bot. Nello specifico, è utile sapere che il rendimento dei Buoni Fruttiferi Postali è di soluto inferiore a quello dei Bot e questo perché ci sono differenti fattori di rischio.

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Come detto, i Bfp sono molto più sicuri e, pertanto, gli interessi che se ne ricavano sono più bassi rispetto a quelli di uno strumento finanziario meno sicuro. Possiamo, quindi, dire che il fattore rischio incide in maniera notevole sul rendimento dei buoni in questione. Inoltre, si deve anche considerare che le Poste sono presenti su tutto il territorio nazionale e, pertanto, si instaura un rapporto di maggior fiducia con il risparmiatore e, di fatto, si sa che questo remunera meno rispetto ad altre situazioni.

Vari tipi di buoni fruttiferi postali

Le tipologie di buoni postali sono molte e, pertanto, è necessario andare a seguire le varie emissioni che vengono fatte di volta in volta. Ci sono buoni fruttiferi cartacei o sottoscritti online, ci sono quelli che possono essere cointestati, quelli con rendimento fisso crescente, con rendimento fisso unito ad una quota variabile o, ancora, con rendimento fisso.

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Ci sono, poi, i Bfp a breve scadenza, quelli a lunga scadenza, i buoni a 18 mesi ecc. Se ci si chiede quali siano i più redditizi, la risposta è i buoni a lunga scadenza, come ad esempio, i Bfp ordinari che sono vincolati per 20 anni. Tuttavia, non ci si deve scordare neppure dei buoni indicizzati all’inflazione che si adeguano all’aumento del costo della vita.

Buoni fruttiferi postali: quali sono i vantaggi

Alla luce di tutto ciò che è detto, è lecito porsi una domanda. I Buoni Fruttiferi Postali convengono o meno, se vengono pensati come una forma di investimento? La risposta può variare.

Di certo, se si è piccoli investitori che non preferiscono rischiare, allora questa è senza dubbio la strategia migliore per mettere al sicuro i propri soldi.

Come detto in precedenza, infatti, i Bfp vengono garantiti dallo Stato e, pertanto, risulta quasi impossibile perdere delle somme di denaro che si volevano conservare. Inoltre, il denaro può essere facilmente svincolato in ogni momento, in modo tale da riuscire a rientrare in possesso di tutto quello che è il capitale investito se se ne sente l’esigenza.

Questo, ad esempio, non capita nel caso dei Bot che, invece, devono essere talvolta venduti a prezzi più bassi del costo effettivo. Ricordiamo anche che, come detto, i Bfp godono di diverse agevolazioni fiscali, dato che la tassazione è del 12,50%. Si tratta, infine, di un prodotto semplice e versatile, dato che non ci sono costi di gestione, ma sono ugualmente interessanti.

Ci sono, naturalmente, anche degli svantaggi Bfp. In primo luogo, come sottolineato, il rendimento è basso, ma del resto se non si desidera rischiare di perdere la somma che si vuole conservare, è preferibile optare per una scelta del genere. Inoltre, c’è la carsa possibilità di realizzare soldi nell’immediato, ma sono molto pochi quegli strumenti che permettono al risparmiatore di guadagnare bene nel breve periodo.

Buoni Fruttiferi Postali 2017

Ecco le varie alternative attivabili entro la fine del 2017!

  • BFP 3×4 Fedeltà: si tratta dei Bfp della serie denominata TF112A160218, che prevede i seguenti interessi: 0,30% al terzo anno, 0,50% al sesto anno, 0,60% al nono anno e 0,75% al dodicesimo anno;
  • BFP Ordinari: che hanno una durata ventennale e che fanno capo alla serie TF120A160218, che ha i seguenti tassi che riguardano il singolo anno, fino al 20esimo
    0,01% 0,01% 0,01% 0,15% 0,15% 0,15% 0,15% 0,30% 0,30% 0,30% 0,30% 0,40% 0,40% 0,40% 0,40% 0,60% 0,60% 0,60% 0,60% 0,60%;

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  • BFP Europa: che prevedono lo 0,01% annuo lordo standard che si unisce allo 0,30% nel caso in cui l’indice Euro Stoxx 50 diventa maggiore di + 10%.
  • BFP dedicati ai minori: queste sono le condizioni:0,25% 0,25% 0,25% 0,25% 0,25% 0,25% 0,27% 0,29% 0,31% 0,33% 0,35% 0,38% 0,40% 0,42% 0,44% 0,46% 0,48% 0,50%. Questi tassi di interesse sono validi per il singolo anno, dal primo fino al diciottesimo che è la durata massima e si devono intendere lordi.