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Tabelle assegni familiari, cosa cambia nel biennio 2016-2017?

Tabelle assegni familiari

Una delle forme di assistenza più utilizzate in Italia sono gli assegni familiari. Particolari prestazioni che possono essere indirizzate a diverse categorie di lavoratori sia italiani che stranieri addetti in differenti ambiti nel nostro paese.

L’erogazione di questa forma di assistenza avviene seguendo criteri reddituali ben precisi. Condizioni che vengono stabilite anno per anno.

E’ indispensabile tenere presente che, nonostante vengano utilizzate le medesime denominazioni, esiste una differenza sostanziale tra gli assegni familiari e gli assegni per il nucleo familiare (ANF).

Se nel primo caso ci troviamo di fronte a forme di assistenza corrisposte a particolari categorie di lavoratori come i piccoli coltivatori diretti, i mezzadri ed i lavoratori a carico di particolari prestazioni pensionistiche come gli artigiani ed i commercianti, nel secondo caso gli assegni vengono corrisposti ai dipendenti o ai pensionati che, come detto, abbiano un reddito inferiore a determinati limiti.

 

 

Tabelle assegni familiari: i limiti previsti per il 2016 e 2017

Proprio il tetto massimo, imposto anno per anno, è la condizione essenziale per ricevere le somme mensili. Una rivalutazione periodica è, infatti, applicata per la legge e tenendo in considerazione l’andamento dei prezzi al consumo rilevato dall’ISTAT.

Ogni anno l’ente erogatore, cioè l’INPS, provvede a stabilire nuove tabelle tenendo in considerazione gli andamenti dei valori dell’inflazione. La valenza delle suddetta tabelle va a ricadere sull’anno successivo del rilascio. Ebbene, secondo le rilevazioni dell’Istituto di Statistica, le variazioni registrate nel periodo che va dal 2014 al 2015, non sono state significative e tali da giustificare un adeguamento delle tabelle, anzi.

Il dato del – 0,1% annuale farebbe propendere ad una modifica al ribasso dei livelli di reddito per accedere agli assegni familiari, ma, naturalmente, non è così. Nessun tipo di variazione “negativa” può essere applicata sui limiti per gli assegni che, alla luce di questa situazione, rimarranno stabili.

 

 

Assegni familiari, quanto ci spetta?

Come abbiamo visto sono le tabelle degli assegni familiari a stabilire, anno per anno, chi può accedere alla forma di assistenza dell’INPS. Tenendo in considerazione i dati essenziali sulla situazione reddituale del proprio nucleo familiare, è possibile realizzare un calcolo, abbastanza preciso, dell’importo che spetta alla propria famiglia.

Calcolatori online, ma anche il sito ufficiale dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, possono offrire un quadro dell’importo mensile, attraverso alcune informazioni.

I dati da tenere presente sono il reddito familiare che, come detto, è uno dei punti cardini, oltre all’anno di rinvenimento e la struttura del nucleo familiare. A questi primi dati si aggiunge l’indicazione di eventuali membri della famiglia in condizioni di inabilità, il numero di figli maggiorenni.

Proprio riguardo i figli, i calcolatori chiedono l’indicazione dei componenti con un’età minore di 21 e 18 anni e quali di questi siano apprendisti o studenti. La trascrizione di altri figli con un’età inferiore ai 26 anni e l’eventuale presenza di familiari “diversi” come fratelli o sorelle del richiedente o nipoti con meno di diciotto anni completa la compilazione del form.

Una volta verificata la possibilità di ricevere l’assegno si potrà procedere alla compilazione della richiesta.

Domanda per gli assegni familiari: come compilarla e a chi presentarla

La corretta compilazione della richiesta per richiedere gli assegni familiari è indispensabile per accedere alle agevolazioni. Si chiama ANF/Dip ed  è il modello che deve essere necessariamente presentato per ricevere gli assegni.

Ottenere il modello è molto semplice: basta recarsi sul sito dell’INPS. La presentazione deve avvenire non oltre il limite della fine di giugno di ogni anno. A chi va presentata?

La consegna del modulo va effettuata al proprio datore di lavoro visto che è la stessa azienda a dover corrispondere l’importo relativo al periodo lavorativo. E’ indispensabile tenere presente che la richiesta può avvenire anche in caso di licenziamento, entro un limite di cinque anni.

Alcune particolari categorie professionali come le colf, le badanti, i lavoratori che non hanno un datore di lavoro che si configura come un’azienda o che abbiano contratti di gestione separata come i CO.CO.CO ed i CO.CO.PRO possono inoltrare la domanda direttamente all’INPS.

E’ utile tenere presente, inoltre, che in alcuni casi i moduli per gli assegni familiari non bastano. Stiano parlando dell’autorizzazione dell’ANF 42 e 43  che è prevista in condizioni particolarmente intricate e che potrebbero portare a doppi esborsi da parte dell’Istituto o a errori da parte del datore di lavoro.

Quando richiedere l’autorizzazione all’INPS

Situazioni particolari che vanno a complicare non poco la valutazione sullo stato della famiglia. Condizioni che possono apportare possibili modifiche sulla composizione del nucleo familiare implicando lo stesso diritto di ottenere gli assegni familiari. Quali sono?

La presenza di figli di coniugi legalmente separati o in stato di abbandono, figli propri o del coniuge riconosciuti o nati prima del matrimonio. Anche i fratelli, o sorelle, del richiedente e di orfani che non hanno diritto alla pensione di reversibilità richiedono l’autorizzazione come anche i familiari maggiorenni inabili o minorenni incapaci degli “atti propri della propria età”.

A questi si aggiunge l’esistenza di figli, studenti o apprendisti maggiorenni, ma solo se la famiglia è riconosciuta come “numerosa” cioè eccedente ai quattro componenti e i familiari residenti all’estero, nipoti a carico dell’ascendente e i minori in accasamento eterofamiliare.

 

 

La richiesta va inviata, in via telematica, attraverso un patronato ed ha validità di cinque anni.

   

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