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Ricevuta fiscale: a cosa serve lo scontrino?

Ricevuta fiscale

Che cos’è la ricevuta fiscale? Negli ultimi tempi molto spesso si sente parlare di ricevuta fiscale, dello scontrino e della fattura, pur senza necessariamente conoscerne le peculiarità, l’utilità e le differenze.

Nei prossimi paragrafi vogliamo fare un po’ di chiarezza su tale argomento, iniziando a delineare le diversità tra lo scontrino e la ricevuta fiscale.

Che cos’è lo scontrino?

Il titolare di un negozio, al momento della vendita di un bene o di un servizio, può scegliere se emettere uno scontrino oppure adoperare l’emissione della ricevuta: la scelta su doppio binario può avvenire ogni volta che si effettua una vendita, senza distinzioni tra un mezzo e l’atro durante l’arco dello stesso anno fiscale.

 

 

Se il titolare opta per lo scontrino è necessario che tale documento, per essere corretto, contenga alcuni dati, ossia la denominazione/ragione sociale di colui che lo ha emesso, indirizzo del punto vendita, la partita Iva e i dati contabili dell’operazione.

Non solo: vi dobbiamo trovare la data e l’ora in cui si è effettuata l’emissione e il numero progressivo, oltre al logotipo fiscale il numero di matricola del registratore di cassa.

Questo documento va emesso nel momento in cui l’oggetto della vendita viene consegnato, oppure quando la prestazione di un servizio è giunta a termine e si riceve l’onorario.

Come si emette lo scontrino

Lo scontrino fiscale può essere emesso in seguito alla digitazione manuale oppure quella automatica: la prima si effettua pigiando i tasti del tastierino numerico del registratore di cassa, la seconda apponendo il codice a barre all’apposito scanner collegato con i software gestionali.

Tali programmi mostrano il prezzo compreso di Iva e consentono di scegliere quale stampare diverse opzioni: “Scontrino Fiscale o Parlante” e “Fattura”.

La Ricevuta Fiscale: caratteristiche e utilità

Passiamo ora ad esaminare la ricevuta fiscale: essa va emessa in duplice copia, compilando dei modelli che rispettino quanto stabilito e approvato dal Decreto Ministeriale 30 marzo del 1992.

I dati da riportare su tale documento sono la numerazione progressiva attribuita per anno solare e quella fiscale assegnata dalla tipografia autorizzata alla stampa. Bisogna scrivervi i riferimenti alla autorizzazione di stampa, la data di emissione e naturalmente la ragione sociale, sede legale, partita IVA ed indirizzo commerciale di chi la emette. Infine è necessario descrivere i beni (oppure i servizi) venduti, specificando in quali quantità e a quale prezzo sono stati venduti (comprensivi di Iva).

Da chi viene emessa la ricevuta fiscale?

Questo tipo di documento viene emesso a fronte di prestazione di servizi nei confronti di soggetti privati, dotati di codice fiscale, e vuole andare a sostituire lo scontrino, di cui sopra.

In altre parole la ricevuta fiscale viene adoperata nel momento in cui s vuole offrire un dettaglio più ampio circa le varie opzioni di vendita.

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I negozianti la adoperano quando il registratore di cassa  è inagibile o non disponibile (come avviene nei casi di vendita presso bancarelle di mercato)

Può succedere che la ricevuta fiscale venga emessa anche nei con fronti di titolari di partita IVA, quando è tuttavia preferibile mettere a punto ed emettere anche una fattura.

Ricevuta fiscale e ricevuta non fiscale (o ricevuta generica)

Spesso si tende a creare confusione tra la ricevuta fiscale e quella generica: la prima costituisce un documento valido ai fini fiscali, utile a certificare l’avvenuta transazione di vendita.

 

 

Sulla base di questo possiamo capire perché la ricevuta fiscale (o lo scontrino fiscale) sia obbligatoria, così come stabilito dal Decreto del Presidente della Repubblica numero 600/73 e dal Decreto del Presidente della Repubblica numero 633/72.

La ricevuta non fiscale, invece, non è obbligatoria per legge: essa viene emessa dai soggetti che non sono titolari di una partita Iva al momento dello svolgimento di una transazione economica.

La ricevuta generica è quindi un documento emesso a garanzia del debitore in relazione ad un pagamento del compenso fissato per la prestazione ricevuta.

La differenza fondamentale tra ricevuta fiscale e quella non fiscale è legata al fatto che quella fiscale riposta il valore dei beni venditi o dei servizi prestati, Iva compresa, mentre la seconda (emessa da privati) non riporta questi dati.

Ciò spiega perché sulla ricevuta generica va emessa una marca da bollo del valore di 2,00 euro.

La fattura: un altro documento fiscale

Concludiamo con una parentesi sulla fattura, che spesso deve accompagnare la ricevuta fiscale. Che cos’è questo documento?

La fattura va emessa soltanto nei confronti dei titolari di una partita Iva. Solo in alcuni casi si emette per soggetti privati con solo codice fiscale, solo su richiesta e indifferentemente per la vendita di beni oppure di servizi.

L’utilità della fattura è quella di consentire di esprimere il dettaglio delle voci e la divisione dei totali sulla base dell’aliquota Iva.

Inoltre essa permette la distinzione tra totale netto (esclusa l’Iva), il valore d’imposta e anche il totale lordo (totale netto +iva).

 

 

Grazie a tale documento è possibile sottolineare chiaramente quanto è stato pagato di imponibile e di Iva in un determinato giorno e dallo specifico venditore.

Attenzione: le fatture vanno  registrate (con cadenza mensile oppure trimestrale a seconda della contabilità dei soggetti coinvolti) sia da colui che ha emesso le fatture sua da colui che le ha ricevute.

Modello di ricevuta fiscale da scaricare e compilare

Di seguito vi alleghiamo un modello di ricevuta fiscale da poter scaricare gratuitamente e compilare secondo vostre esigenze.

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