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Contratto di locazione transitorio: Guida e Info Utili

Guida all'affitto di casa transitorio

Tra le diverse forme di locazione previste dalla legislazione italiana vi è il contratto di locazione transitorio, anche chiamato contratto di affitto temporaneo.

Si tratta di un particolare tipo di contratto attraverso il quale il proprietario, o locatore, affitta al conduttore, l’inquilino, un immobile, dietro compenso stabilito in accordo tra i due, ma per un periodo di tempo limitato.

Qui di seguito analizziamo più nei particolari questa tipologia di contratto di locazione e le normative che lo riguardano, vediamo per chi è indicato e tutti i dettagli, continuate dunque a leggere per saperne molto di più.

 

 

Chi può usufruire del contratto di locazione transitorio?

Il contratto di locazione transitorio è perfetto per tutti coloro che non necessitano di un contratto di locazione per un tempo minimo di 3 anni, come previsto dai contratti di locazione ordinari, ma per un periodo di tempo minore.

Generalmente infatti, viene utilizzato da studenti o lavoratori fuori sede, persone che necessitano temporaneamente di un’abitazione come per esempio a causa di lavori di ristrutturazione o che desiderano vendere l’immobile in tempi brevi.

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Come funziona il contratto di locazione transitorio?

In linea generale, il contratto di locazione transitorio è una tipologia di contratto in cui il tempo di locazione è stabilito per legge ed ha una durata breve.

Questo è disciplinato dalla legge 431 del 1998, in particolare dall’articolo 4 e dai successivi decreti ministeriali quali quello del 5 maggio 1999 ed ancora più specifico, quello del 30 dicembre 2002.

Il contratto di locazione transitorio può essere a canone libero o concordato. Il canone libero è il contratto in cui il canone viene stabilito direttamente dalle due parti, mentre il concordato è il contratto in cui il canone è fissato da accordi territoriali.

Nel secondo caso, si tratta di contratti in città maggiormente abitate, soprattutto in maniera transitoria da studenti o lavoratori, come per esempio nel caso di contratti nei comuni di Milano, Roma, Napoli, Venezia ed altre grandi città.

Il contratto di locazione transitorio ha una particolare caratteristica, questo infatti può essere rinnovato solo se alla scadenza il locatore ne confermi la possibilità.

 

 

Nel dettaglio, se desiderate rinnovare il contratto prima della scadenza, ma il locatore ha negato tale possibilità, questo potrà essere rinnovato ma non in maniera transitoria.

Infatti, in casi come questo, il contratto dovrà essere sostituito da un contratto classico, come quello di 4+4 anni o di 3+2.

Qual è la durata del contratto di locazione transitorio?

E’ il decreto del 30 dicembre 2002 a stabilire la durata minima e massima del contratto di locazione transitoria.

Questo, prevede che la durata minima sia non inferiore ai 30 giorni, mentre la durata massima, non superiore ai 18 mesi.

Significa che qualora vengano indicati valori differenti, dunque inferiori o maggiori della durata prevista, questi non verranno presi in considerazione e si applicherà automaticamente al contratto il minimo o il massimo.

Come va redatto un contratto di locazione transitoria?

Come tutti i contratti di locazione, anche il contratto di affitto temporaneo deve essere redatto in forma scritta e registrato all’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate entro i tempi stabiliti per legge.

Per essere valido questo deve contenere una serie di elementi, tra cui in particolare la durata della locazione. Se all’interno del contratto viene indicata una durata inferiore ai 30 giorni, questa sarà nulla ed il contratto sarà valido per 30 giorni, se invece viene indicata una durata superiore ai 18 mesi, anche in questo caso i mesi in più non verranno presi in considerazione e si applicherà il termine massimo.

Oltre alla durata altre parti importanti del contratto sono:

  • La descrizione dell’immobile messo in locazione;
  • L’importo del canone mensile;
  • Il modo in cui il canone va versato, che ricordiamo deve essere in forma diversa da quella contante;
  • Clausola attestante la visualizzazione dell’attestato di prestazione energetica;
  • Clausole che vietano la sublocazione.

Contratto di locazione transitorio per studenti

Abbiamo già accennato precedentemente che tra i principali soggetti che possono usufruire del contratto di locazione transitorio, vi sono gli studenti universitari.

Possono usufruire di questa tipologia di contratto tutti quegli studenti che hanno la residenza in un Comune differente da quello in cui studiano e la cui abitazione si trova nello stesso Comune della sede dell’università o di un suo distaccamento.

I contratti di locazione transitori per gli studenti possono essere sottoscritti da un singolo o da più studenti, ma anche dai genitori o da enti per il diritto allo studio.

Rinnovo del contratto di locazione transitorio

Alla scadenza del contratto di locazione transitorio, questo viene automaticamente disdetto. Se la volontà dell’inquilino è quella di voler rinnovare il contratto, questo dovrà essere comunicato al proprietario dell’immobile tramite raccomandata in cui si spiegano le ragioni per cui prolungare il contratto.

 

 

Se il proprietario accetterà la richiesta, questo potrà essere rinnovato per un ulteriore tempo, in alternativa verrà convertito in contratto di locazione ordinaria.

   

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