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Attestato di servizio: a supporto del lavoratore

Attestato di servizio

Capita talvolta di imbattersi in terminologie che non conosciamo, o di dover svolgere alcune pratiche che ci mettono in difficoltà, come può avvenire in ambito dell’attestato di servizio.

Di che cosa si tratta? In questo nostro articolo parliamo proprio dell’attestato di servizio, delle sue caratteristiche e della sua funzionalità.

Iniziamo cercando di rispondere rapidamente alla domanda principale: che cos’è questo attestato di servizio? Esso rappresenta un documento con il quale il datore di lavoro( in un qualsiasi momento -sia presente che passato- del lavoro di qualunque dipendente) può attestare lo svolgimento dell’attività lavorativa stessa presso la propria azienda, agenzia o ufficio.

 

 

In tale attestato bisogna anche segnare il periodo temporale durante il quale è stata prestata l’attività lavorativa oggetto dell’attestato stesso, sia che tale attività sia già conclusa sia che il servizio sia ancora in corso.

Inoltre il datore deve specificare la tipologia di mansione svolta e il ruolo ricoperto dal dipendente.

Tale attestato non può essere redatto in maniera automatica: è il lavoratore stesso a doverne inoltrare la richiesta (per iscritto obbligatoriamente), compilando un modello di richiesta “attestato di servizio”. Scopriamo qualcosa di più.

Quando si deve presentare l’attestato di servizio

Come abbiamo detto tale attestato è un documento che deve essere presentato dal lavoratore dipendente in specifiche occasioni: ad esempio va compilato e presentato quando si avanza la richiesta per un prestito, cessioni del quinto dello stipendio, oppure in caso di richiesta di mutuo.

Il datore di lavoro spesso deve rispondere alle richieste dei suoi dipendenti in situazioni di urgenza, così da soddisfare le necessità dei suoi collaboratori.

Il datore di lavoro che riceve questa richiesta da uno de suoi dipendenti deve attestare alcuni dati sensibili del lavoratore, come ad esempio la data ed il luogo di nascita, oltre alle informazioni sul rapporto di lavoro in corso. Vediamo nel dettaglio come va compilato.

 

 

Compilare l’attestato di servizio

Vediamo in questo paragrafo quali dati servono per redigere un attestato di servizio: perché sia completo deve contenere, come anticipato, i dati anagrafici del lavoratore e i dati dell’azienda.

Bisogna specificare qual è il tipo di contratto di lavoro subordinato (ossia se si tratta di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o meno) e la data di inizio del rapporto (anche la fine va segnata, nel caso in cui il lavoratore sia assunto con un contratto a tempo determinato).

Le date di inizio/ fine rapporto di lavoro sono da segnare anche nei casi di rapporto già concluso.

Infine bisogna concludere la compilazione segnando la data odierna e apponendo il timbro aziendale e la firma dell’amministratore (oppure del soggetto delegato alla firma).

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Attenzione: perché l’attestato di servizio sia completo è necessario aggiungere in calce anche la dicitura “Il presente è rilasciato per gli usi consentiti dalla legge”.

Quelli sinora elencati rappresentano quindi elementi essenziali per l’accettazione dell’attestato. In caso contrario l’attestato di servizio può essere contestato presso gli organi dove viene presentato.

Basta che manchi uno solo di queste voci sopracitate perché il documento venga considerato nullo o incompleto a norma di legge e quindi che non venga accettato.

Informazioni aggiuntive sull’attestato di servizio

Può capitare che il dipendete chieda al datore di lavoro di aggiungere alcune informazioni al suo attestato, a seconda dell’uso che il dipendente deve farne. Uno di questi dati facoltativi riguarda la segnalazione del Tfr accumulato: in tale situazione il datore di lavoro deve indicare tale valore.

Dove reperirlo? Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, la cifra da apportare nello specifico è da rinvenire nell’ultimo Cud del dipendente e non sulla busta paga e sulla base dell’importo cumulato al momento e alla data della richiesta.

Cessione del quinto dello stipendio

Vediamo un caso particolare, ossia quello legato alle cessioni del quinto dello stipendio. Così come il prestito personale, anche la cessione del quinto costituisce un finanziamento a tasso fisso che prevede un rimborso a rate costanti, con la differenza che tale rimborso non viene effettuato dal richiedente bensì dal suo datore di lavoro (o dall’istituto previdenziale nel caso di pensionati).

Questo implica che il relativo importo è trattenuto direttamente dal netto in busta paga (o dalla pensione). Il datore di lavoro è pertanto il soggetto deputato a versare le rate a favore dell’Istituto che ha erogato il prestito.

In tale situazione le finanziarie richiedono che nell’attestato di servizio sia indicata anche l’eventuale presenza di procedimenti e/o provvedimenti disciplinari a carico del dipendente. In questo caso la richiesta scritta del dipendente è fondamentale in virtù dell’importanza dei dati richiesti.

Quando usare il certificato di servizio

Tale dichiarazione, una volta pronta e compilata secondo le regole sinora dettate, può essere presentata dal lavoratore per gli usi già descritti. Non solo: un’altra delle utilità dell’attestato in questione è quella legata all’utilizzo come attestazione dell’attività da lavoro dipendente nell’eventualità di controversie aperte presso l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.

Infatti tale certificato si può adoperare nei casi in cui non siano stati versati i contributi e dimostrare che nel periodo indicato si prestava attività da lavoro dipendente presso una determinata azienda.

 

 

Esempio di certificato attestazione servizio

In conclusione vediamo l’impostazione dell’attestato di servizio attraverso questo fac-simile da cui potrete prendere spunto per redigere il vostro documento .

Clicca qui e scarica

   

Un commento

  1. La mia azienda non vuole rilasciarmi l’attestato di servizio per richiedere un prestito come posso fare

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