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Separazione consensuale: la Guida Completa

Separazione Consensuale

Quando si parla di separazione consensuale si intende quello strumento giudiziario che i coniugi che intendono separarsi dopo aver raggiunto un comune accordo possono sfruttare per velocizzare il tutto.

Grazie al preliminare accordo tra le parti, che decidono quindi di separarsi in maniera consensuale, vengono già stabiliti tutti quelli che sono i diritti relativi al patrimonio, l’importo dell’assegno di mantenimento per il coniuge in difficoltà, di quello per i figli e molto altro ancora. Ecco, quindi, che i tempi legali della separazione vengono ad accorciarsi.

Si deve, quindi, sottolineare che suddetto accordo viene stipulato in privato tra le parti in causa e c’è la presenza degli avvocati dei due coniugi o anche di uno solo, nel caso in cui questi ultimi abbiano deciso di farsi assistere in maniera comune.

Ovviamente, il tutto deve essere accettato da un giudice, con un apposito provvedimento, senza il quale non si va da nessuna parte.

 

 

Oggi come oggi, si tende a spingere verso questa soluzione che, come si può immaginare, è quella privilegiata dall’ordinamento, sia perché percepita come meno conflittuale, sia perché molto più snella e rapida.

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Separazione consensuale: l’iter da seguire

Il primo step è quello della presentazione del ricorso presso la Cancelleria del Tribunale della città di residenza di almeno una delle due parti in causa. Dopo aver affrontato questo primo scalino, si passa alla seconda fase.

A questo punto, la palla passa al Tribunale che, quindi, dovrà provvedere a controllare la pratica e tutti i documenti annessi, tra cui devono esserci necessariamente la dichiarazione dei redditi degli ultimi anni e la copia per sunto dell’atto di matrimonio.

Dopo un veloce controllo che tutto sia in ordine e che non manchi nessun documento all’appello, il Presidente del Tribunale fissa la prima udienza che porterà dinanzi a lui entrambi i coniugi. In questo caso, sarà d’obbligo un tentativo di conciliazione degli stessi.

Il Presidente del Tribunale dovrà, quindi, ascoltare i due coniugi, prima da soli e poi assieme, in base a quanto sancito dall’articolo 708 del Codice Civile. Naturalmente, se non si raggiunge una conciliazione, allora si va avanti nella procedura di separazione e il Presidente emana quello che viene chiamato decreto di omologazione delle condizioni indicate nel ricorso.

Data di udienza e accordo sui figli

Come detto, il ricorso che viene presentato dai due coniugi ha l’obbligo di contenere quelli che sono i termini dello stesso e, pertanto, deve essere ben dettagliato e deve avere in allegato tutti i documenti richiesti, al fine di permettere al giudice di analizzare la richiesta e fissare la prima udienza.

Si badi bene che, nel momento in cui il Presidente riceve il ricorso, ha cinque giorni per fissare la data dell’udienza che serve per esaminare il caso.

Molto importante in questi casi è l’accordo sui figli. Se, infatti, la coppia ha concepito durante il periodo del matrimonio al quale si desidera porre fine, ci si deve accordare in modo tale che il futuro dei figli sia salvaguardato.

E’ bene ricordare che la responsabilità genitoriale grava su entrambi i genitori e, pertanto, i figli devono mantenere un rapporto con entrambi.

Inoltre, i genitori hanno l’obbligo di mantenere i figli, anche quelli maggiorenni che non sono riusciti a trovare una loro autosufficienza economica e questo va fatto in proporzione al loro reddito.

Anche nel caso in cui si debba assegnare a uno dei due la casa coniugale, si deve badare in primis a quello che è l’interesse dei figli.

Come detto, nel caso della separazione consensuale c’è un primo ricorso che si presenta al giudice, poi il Presidente del Tribunale fissa la data dell’udienza alla quale si devono presentare entrambi i coniugi.

 

 

Questi possono essere assistite da due avvocati o anche da uno solo e, in questa fase, il giudice stabilisce se c’è o meno la possibilità di riconciliazione e, in questo caso, sottolinea che la coppia vuole proseguire nel cammino verso la separazione, passando il fascicolo al collegio che dovrà prendere quelli che sono i provvedimenti di omologazione.

In poche parole, quello che è l’accordo tra i due coniugi viene sottoposto al giudizio collegiale dei magistrati e, nel caso di figli minorenni, anche a quello del Pubblico Ministero, che deve apporre il suo visto.

A questo punto ci si chiede cosa potrebbe accadere nel caso in cui i due coniugi, dopo questa fase, dovessero addivenire ad altri accordi che riguardano la separazione e che non erano stati ancora portati dinanzi al giudice. In questo caso, si scrivono delle clausole integrative che, però, non tutti ritengono valide.

Sta di fatto che il contenuto dell’accordo può essere modificato anche dopo la fase di l’omologazione, purché cambi lo scenario principali e sorgano necessità. Per fare un esempio pratico, possiamo citare il caso in cui cambiano le condizioni economiche di una delle due parti.

 

 

La richiesta di cambiare il contenuto può essere avanzata da tutti e due i coniugi, sempre in accordo, o anche da uno solo e può riguardare la rettifica o la revoca di provvedimenti economici o sull’affidamento dei figli.

 

   

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