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La procura a vendere: cos’è e come funziona

Procura a vendere

Il mondo giuridico è un mondo molto complesso ed articolato, che prevede una serie di situazioni particolari di cui non tutti conoscono l’esistenza. Una di queste situazioni giuridiche è legata alla cosiddetta procura a vendere.

Sebbene possa essere capitato a molti di sentire usare questa terminologia, non tutti sanno cosa significhi e quali siano gli effetti conseguenti a questo atto. Lo vediamo in questo articolo, dove esaminiamo le caratteristiche, appunto, della procura a vendere e analizziamo gli elementi utili perché possa venire posta in essere o come fare a revocarla.

La procura a vendere, come anticipato in apertura, è un vero e proprio atto che comporta conseguenze ben precise.

Quali sono? Con tale atto una persona, che assume la denominazione di soggetto rappresentato, cede ad un’altra persona, ossia il rappresentante, un potere specifico legato alla possibilità di portare a termine o avviare azioni al posto del rappresentato stesso.

 

 

In altre parole potremmo definire la procura a vendere come una forma molto vincolante e incisiva di delega, che fa sì che le conseguenze di un’azione avviata dal rappresentante abbiano effetti sulla condizione del rappresentato (ma su esplicita autorizzazione di quest’ultimo).

Esempi di procura a vendere: casa e automobili

Per addentrarci in maniera più esplicativa nel discorso possiamo portare ad esempio alcune situazioni: quando è possibile adoperare questo tipo di atto? Esso viene posto in essere ad esempio nei casi di compravendita di un immobile in cui il soggetto direttamente coinvolto nella compravendita non può recarsi nel luogo in cui il contratto deve essere firmato e concluso.

Così il soggetto può delegare tramite la procura in questione un terzo perché conclusa a nome suo la procedura. Si tratta in questo caso di procura legata alla vendita di un bene immobile.

Rientrano nelle procure speciali quelle rivolte alla risoluzione dei conflitti. Si tratta del classico e diffuso caso in cui qualcuno delega un avvocato perché si impegni a trovare la soluzione del problema o la mediazione con l’altro o glia altri soggetti coinvolti nella controversia.

Un altro esempio molto diffuso è quello della procura speciale per la vendita delle automobili: a chi non è capitato di essere coinvolto in prima persona o di conoscere qualcuno che ha delegato un concessionario perché vendesse la propria autovettura?

Infine in questa categoria vi troviamo la procura speciale che permette la riscossione di liquidità presso conti correnti o deposito, la procura speciale per l’accettazione dell’eredità oppure per la rinuncia della stessa e così via.

Quanti tipi di procura esistono?

Fondamentalmente la procura produce gli effetti elencati nel primo paragrafo e serve nei casi sopracitati, tuttavia è possibile effettuare altri tipi di distinzioni tra varie tipologie di atto di procura: si può infatti distinguere tra procura generale e procura speciale.

Quali sono le differenze? Eccole spiegate: la procura generale permette a colui che ha intenzione di delegare una persona di sua fiducia (ossia al rappresentato) di affidare al rappresentante la responsabilità e la gestione delle sue attività attuali e/o future.

La procura speciale, invece, è mirata ad uno specifico affare, al quale l’atto si limita: il rappresentante, quindi, deve occuparsi di portare a termine in nome del rappresentato quell’unica situazione. Al compimento del tutto il rapporto tra i due soggetti può ritenersi concluso.

 

 

Requisiti e caratteristiche della procura speciale per la vendita di beni immobili

Ma ora torniamo a concentrarci sul tipo di procura speciale a cui abbiamo fanno cenno poco fa: la procura speciale per la vendita di un immobile, che è legata proprio all’esigenza di affidare a qualcuno la gestione dell’atto di vendita di una casa o si un edificio qualunque.

Non vi sono particolari vincoli che impediscano l’affidare tale incombenza ad un terzo: che sia per malattia, distanza o qualunque altro motivo, il rappresentato non deve giustificare   il perché della decisione di affidarsi all’atto di procura.

L’importante è che però il rappresentato specifichi in maniera chiara quali sono gli effettivi poteri che vengono concessi al rappresentante, in modo che non vi siano dubbi su ciò che ha effettivamente la possibilità di stabilire e/o pattuire (prezzo, condizioni, modalità di pagamento e così via).

Questo è un requisito fondamentale. L’atto protagonista del nostro articolo deve avere forma scritta e deve essere registrata e presentata presso un notaio, dove è necessario presentare le fotocopie dei documenti identificativi in corso di validità di entrambi i soggetti coinvolti (e dei loro coniugi, se presenti), del tesserino sanitario/codice fiscale ed eventualmente la copia del permesso di soggiorno laddove uno dei due soggetti fosse cittadino di un Paese al di fuori dell’UE.

Inoltre il notaio deve entrare in possesso dell’atto di proprietà o eventuale atto/sentenza se l’immobile è stato soggetto, appunto, ad un atto o una sentenza (situazione che si verifica nei casi di donazione, divisione ecc.).

I documenti variano se a conferire l’atto della procura non è un soggetto singolo ma una società: in questo caso le copie dei documenti da portare dinanzi al notaio sono la visura del registro imprese (da cui evincere gli organi attualmente in carica), una copia della delibera del consiglio amministrativo in grado di autorizzare la procedura e infine la copia dello statuto della società agente.

Il costo da sostenere per porre in essere una procura ammontano a 100 euro circa, escluse le varie ricerche di dati di varia natura sull’immobile ed esclusi i bolli.

Come gestire una procura se si risiede all’estero?

Continuiamo la nostra analisi con un caso particolare, ossia quello in cui colui che richiede la procura risieda all’estero. Come gestire questa specifica situazione? Se il cittadino redige l’atto nella lingua madre, allora può rivolgersi al Consolato italiano: le autentiche delle firme vengono gestite proprio qui. Naturalmente il costo a questo punto aumenta, in quanto bisogna anche sostenere il prezzi legato al lavoro del Consolato a cui ci si è appoggiati.

Se invece si decide di scrivere l’atto nella lingua del Paese in cui si vive allora ci si può recare da un notaio del luogo.

Si rende tuttavia necessario l’intervento di uno stesso professionista italiano, il quale ha l’obbligo di autenticare e legalizzare la procura perché sia valida anche in Italia.

 

 

Revocare la procura: come fare?

Infine concludiamo l’articolo aprendo una parentesi sui passi da compiere perché la procura venga revocata, partendo dal presupposto che la revoca può avvenire in ogni momento senza limiti o vincoli.

L’unica eccezione è naturalmente legata all’eventuale clausola di non revocabilità : se così non è allora il rappresentato può chiedere al notaio di agire in tal senso premurandosi di presentare soltanto la copia dell’atto in questione.

   

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