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Orari visite fiscali per lavoratori del settore pubblico e privato

Orario visite fiscali

L’assenza dal lavoro per malattia comporta determinanti obblighi per il lavoratore dipendente. Un tema costantemente al centro del dibattito e spesso oggetto di variazioni.

Negli ultimi mesi, infatti, sono state apportate significative modifiche agli orari delle visite fiscali. Tenersi aggiornati su questo aspetto è, quindi, essenziale per evitare di incorrere in sanzioni.

Un’apposita circolare, resa nota dal’INPS, ha comunicato il nuovo regolamento riguardo le visite fiscali: una serie di parametri a cui sia i lavoratori dipendenti che i medici dovranno attenersi nel prossimo futuro. Basta ricordarsi con precisione gli orari per vivere tranquillamente i giorni di malattia, senza il rischio di incorrere in multe davvero pesanti.

Il primo fattore da tenere presente è, però, l’obbligo di presentare un certificato medico sia per il dipendente pubblico che privato. Il certificato medico deve essere realizzato dal medico curante ed inviato dal lavoratore entro e non oltre i due giorni dall’avvenuta malattia.

 

 

Ma come detto le novità introdotte dall’ultima normativa dell’Istituto sono tante; andiamole a vedere.

Il regolamento per i dipendenti pubblicità

Ebbene sì, anche per quanto riguarda gli orari delle visite fiscali e le modalità con le quali avvengono, vi sono significative differenze tra i dipendenti privati e i lavoratori della Pubblica Amministrazione.

Sono indicati, in questa particolare categoria, i docenti, i dipendenti degli Enti locali, le Forze dell’Ordine, i Vigili del Fuoco, i dipendenti delle Asl e i lavoratori dipendenti pubblici.

La reperibilità è attiva sette giorni su sette e comprende qualsiasi giorno festivo, i prefestivi e i normali periodi lavorativi. Per quanto concerne l’orario delle visite fiscali, risulta compreso in due fasce: quella mattutina dalle nove alle 13 e l’altra, pomeridiano – serale, che va dalle 15 alle 18.

In questo determinato periodo i lavoratori devono ad essere reperibili presso l’indirizzo che è stato indicato nel certificato ed inviato in precedenza al datore di lavoro.

Il medico fiscale può giungere in ogni momento perciò è indispensabile non allontanarsi dal proprio domicilio, tranne in alcuni casi.

Le esenzioni e decadimento obbligo di reperibilità

Possono essere riscontrate, però, delle determinate condizioni tali da far decadere l’obbligo di reperibilità; quali sono? Il vincolo viene cancellato del tutto se la malattia, riportata nel certificato, risulti di un’entità tale da richiedere cure salvavita.

Anche gli infortuni occorsi sul posto di lavoro non ricadono nei casi previsti per le visite fiscali come anche le patologie identificabili con cause di servizio.

Vengono compresi, inoltre, le gravidanze caratterizzate da un significativo rischio, sia per la madre che per il piccolo, oltre ai “quadri morbosi inerenti alla circostanza di menomazione”

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Naturalmente anche chi ha già ricevuto la visita fiscale, nel periodo riportato nel certificato, è esente da ulteriori controlli. I degenti in ospedale o chi deve sottoporsi a Day Hospital, spostandosi dal domicilio, non rientrano nelle categorie oggetto delle visite fiscali.

La normativa per i dipendenti privati

Anche i lavoratori del settore privato sono oggetto di visite fiscali, nel periodo di malattia. Anche se non cambiano gli obblighi riguardo l’invio del certificato e le multe, significative differenze caratterizzano gli orari di reperibilità.

In questo caso si parte dalle ore 10 fino alle 12, per la mattina mentre, nelle ore serali,  gli orari delle visite fiscali sono compresi tra le 17 alle 19.

Insomma  non cambia il numero di ore, ma le fasce orarie. In pratica chi lavora nel settore privato deve porre maggiore attenzione alle ore serali. Per quanto riguarda le esenzioni, sono le stesse che ricadono sui lavoratori del settore pubblico.

Gli obblighi del medico

Naturalmente anche il dottore che effettua la visita al lavoratore ha precisi doveri. Durante la visita, realizzabile esclusivamente negli orari delle visite fiscali prima indicati, dovrà controllare lo stato di salute del paziente analizzando la malattia riportata nel certificato trasmesso in precedenza.

 

 

Nel caso lo ritenga utile può anche prolungare la degenza di due giorni o comunque variarne la durata. Se le condizioni del lavoratore appaiono particolarmente critiche dovrà sollecitarlo a rivolgersi ad un medico specialista.

A questo punto il medico dovrà inviare il certificato all’INPS entro il primo giorno della settimana successiva al riscontro dello stato di malattia. Se, al momento della visita, non sarà in grado di reperire il lavoratore, dovrà segnalarlo, nelle modalità previste, attivando i provvedimenti del caso.

Le sanzioni

Come detto la mancata presenza del lavoratore nel domicilio indicato e negli orari delle visite fiscali comporta delle pesanti sanzioni. In questo caso decadrà il diritto di ricevere l’intero importo dello stipendio.

La diminuzione riguarda il periodo dei primi dieci giorni di malattia. Per i giorni seguenti, invece, il taglio della retribuzione è pari al 50% di quanto normalmente percepito.

E’ possibile, però, comprovare la assenza dal domicilio indicato evitando, così, la sanzione. Un’altro fattore da tenere presente, al di là degli orari delle visite fiscali, è la diminuzione dello stipendio percepito durante il periodo di malattia.

 

 

Se per i primi nove mesi si riceverà il 100% dell’importo ricevuto, dal decimo al tredicesimo mese si passerà al 90% mentre dal tredicesimo fino al diciottesimo ammonterà al 50%.

   

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