Home / Diritto Imprese e Professionisti / Divorzio breve: concludere il matrimonio in accordo

Divorzio breve: concludere il matrimonio in accordo

come-fare-divorzio-breve

Il divorzio è l’atto giuridico tramite il quale vengono sciolti gli effetti civili del matrimonio. Il divorzio può essere distinto in divorzio congiunto, quando i coniugi sono di comune accordo, o divorzio giudiziale quando non vi sono accordi.

E’ il codice civile, in particolare l’articolo 149 a disciplinare il divorzio, e  la legge 898/1970 che l’ha istituito in Italia.

In quest’articolo parleremo del divorzio breve, chiamato anche divorzio comune, delle leggi che l’hanno istituito, delle modalità in cui viene effettuato, dei pro e contro, e delle spese relative.

 

 

Cos’è il divorzio breve?

Quando si parla di divorzio breve o divorzio comune, ci si riferisce ad un divorzio congiunto, in cui entrambe le parti hanno di comune accordo deciso di sciogliere gli effetti civili del matrimonio. Questo divorzio permette di accorciare i tempi, rispetto ad una causa legale, ma ovviamente devono sussistere delle particolari condizioni affinchè sia possibile effettuarlo.

Qual è la legge di riferimento?

L’articolo cui fa riferimento il divorzio breve è l’articolo 2 del D.L  12/09/2014 n. 132 convertito in Legge n. 162 del 10/11/2014, che permette di porre una cessazione agli effetti civili del matrimonio ed allo scioglimento del vincolo matrimoniale. Ma è attraverso la legge del 6 Maggio 2015 n°55, che si consente lo scioglimento del matrimonio in tempi molto più brevi.

Tale legge da la possibilità a tutti coloro che vogliono divorziare o cambiare determinate condizioni prese in precedenza, di presentarsi al cospetto di un sindaco appartenente al comune di residenza di uno dei due coniugi ed effettuare tali procedure.

Queste normative hanno semplificato notevolmente il procedimento di divorzio, ma questa semplificazione è possibile solo qualora vi sia una separazione consensuale, una modifica delle condizioni di divorzio condivisa ed un divorzio in forma congiunta.

 

 

Si parla così di accordo davanti all’ufficiale di Stato Civile e di Negoziazione assistita. Attraverso l’accordo davanti all’ufficiale di Stato civile, il vincolo matrimoniale può essere sciolto firmando un accordo davanti all’ufficiale di stato civile, il sindaco. Dall’11 dicembre 2014, è possibile fare ciò anche senza la presenza dell’avvocato, e questo ha permesso di semplificare ulteriormente le separazioni, tuttavia questa revisione può essere applicata solo in presenza di alcune condizioni:

  • Per chiedere il divorzio sono necessari 3 anni di separazione;
  • Assenza di minori, portatori di handicap o non economicamente autosufficienti;
  • Il patto che si viene a creare non deve contenere nulla in merito al trasferimento dei beni patrimoniali.

Qual è l’iter da seguire per il divorzio breve?

Come fare divorzio breveLa procedura è semplice e per far sì che tale pratica venga portata a termine entrambi i coniugi devono dare il consenso.

Una volta al comune, i coniugi potranno ufficializzare le loro intenzioni davanti all’addetto anagrafe, oppure qualora tale figura non sia presente davanti al sindaco del comune, che funge da ufficiale di Stato.

Una delle due figure appena citate, dopo aver accolto la richiesta dei due coniugi e redatto un atto contenente le loro dichiarazioni, darà loro un periodo di riflessione di circa 30 giorni, e li inviterà a soprassedere.

Se dopo i 30 giorni non sarà cambiato il pensiero di partenza, si procederà con il divorzio.

Nel caso in cui sussiste anche una sola condizione di esclusione tra quelle precedentemente elencate, allora si parlerà di negoziazione assistita, in cui sarà necessario l’intervento di un avvocato per parte.

L’avvocato deve in un primo tempo, permettere ai coniugi un periodo di riconciliazione, dopodiché dovrà redigere l’accordo tra le parti, un documento che dovrà essere firmato dai coniugi e che poi verrà consegnato al tribunale per ottenere il nullaosta del patto matrimoniale, oppure in comune o all’ufficio anagrafe, come detto in precedenza.

Leggi anche: 

Raccomanda indescritta

Delega generica

Nel primo caso il nullaosta deve essere inviato entro 10 giorni al comune dove è stato celebrato il matrimonio, mentre in caso siano presenti minori o persone incapaci, l’accordo verrà trasmesso al Procuratore della Repubblica il quale darà l’autorizzazione solo se ritiene che tale prassi non infici sui figli.

In caso contrario, l’accordo, entro 5 giorni, viene trasmesso al Presidente del Tribunale e solo successivamente, in caso di accordo autorizzato viene informato l’avvocato.

Infatti, secondo l’articolo 189 del Codice di rito Civile, nel caso in cui siano presenti figli non autosufficienti, il procedimento di divorzio breve sarà più lungo perché si inizieranno delle verifiche per valutare eventuali ripercussioni sui minori.

Nel caso in cui non si ottenga l’approvazione, la separazione sarà giudiziale e il divorzio avverrà dopo circa 1 anno.

Divorzio Breve: quali sono i costi?

I costi del divorzio breve davanti all’ufficiale di Stato civile sono minimi, infatti, questi prevedono un somma pari a 16 euroDivorzio comune tramite bollettino postale indirizzato all’ufficio matrimoni.

Per coloro che scelgono di divorziare in maniera “veloce” al cospetto di un avvocato, quindi attraverso la negoziazione assistita, la tariffa varia da avvocato ad avvocato, e varia anche in base alla città dove il professionista esercita la professione.

Di solito, il costo è elevato nelle grandi città come Milano, ed è ancora basso nelle città del sud come Napoli, Palermo e Cagliari.

Quali sono i pro ed i contro del divorzio Breve? Opinioni e confronti

Come ogni situazione, anche il divorzio breve ha i suoi pro e contro, che comunque cambiano in base al punto di vista delle persone.

Tra i vantaggi c’è sicuramente il fatto che questa è una procedura veloce ideale per le coppie incompatibili che vogliono subito tagliare con il passato, oppure per tutte le coppie già separate e che hanno saputo raggiungere accordi accettabili da entrambe le parti. In questi casi, la legge da la possibilità a queste persone di ricrearsi una nuova vita nel più breve tempo possibile e a costi minimi.

Per quanto riguarda gli svantaggi, poniamo l’attenzione su quelle coppie che in corso di separazione continuano a farsi ‘guerra’ sul patrimonio da dividere, sull’affidamento dei figli. Secondo alcune statistiche, la principale conseguenza di questa legge è stata l’aver sminuito il valore del matrimonio; chi si sposa non è più tutelato, infatti, molti si separano per cause fiscali. Molti pensano addirittura che questa legge aumenti le separazioni e le violenze ad esse correlate.

Contro coloro che abbracciano il versante cattolico e che vanno contro a questa legge affermando che possa intralciare maggiormente la serenità di una coppia nel decidere cosa farne della propria vita, se cercare di ricostruire insieme la storia, ci sono quelli che pensano che questa legge metta l’Italia allo stesso piano degli altri paesi europei.

Infatti, si parla spesso di turismo, divorziale, coppie che prima di questa legge si recavano all’estero per beneficiare delle leggi di quel luogo.

 

 

Va detto, in ultima analisi, che non tutti i comuni esercitano questa funzione, proprio per questo motivo è opportuno controllare bene sul sito ufficiale del vostro comune di riferimento, oppure informarsi presso gli uffici preposti.

   

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *