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Ditta individuale: quando e perchè aprirla

Ditta individuale

 

Volendo approfondire il discorso che ruota attorno alla ditta individuale ci sono da fare alcune specificazioni preventive.

La prima cosa da dire è che, giuridicamente, questo tipo di impresa fa riferimento a un solo e unico titolare che risulta essere l’unico responsabile dell’azienda stessa e che è, al tempo stesso, il solo promotore di tutta l’iniziativa imprenditoriale. In poche parole, l’azienda è sua così come lo è la responsabilità di gestirla.

Si tratta, quindi, della forma giuridica meno onerosa nella quale ci si può imbattere nel momento in cui si decide di mettersi in proprio. Nell’ambito del lavoro autonomo, l’azienda individuale non richiede particolari adempimenti se non l’apertura della partita IVA da parte dell’imprenditore. Per quel che concerne il capitale sociale, questo non viene obbligatoriamente richiesto.

 

 

Questo significa che chi desidera avviare tal tipo di attività non ha l’obbligo di investire un capitale iniziare, neppure minimo. Tuttavia, si deve anche ricordare che l’imprenditore è l’unico responsabile e, pertanto, il rischio di impresa ricade solo e unicamente su di lui.

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Si badi bene che questo significa che tutto il patrimonio dell’imprenditore è soggetto a rischio di impresa e , in caso di debiti o pagamenti insoluti, è solo lui che risponde anche con i suoi beni privati che nulla hanno a che vedere con l’azienda.

Questo è uno dei limiti della impresa individuale che, però, viene accettato dato che, come specificato, non ci sono particolari obblighi per l’apertura della stessa

In caso di insolvenza dei debiti della ditta individuale, egli risponde nei confronti dei terzi con tutti i suoi beni, anche personali.

Come si apre una ditta individuale?

 Come detto in precedenza, quello che caratterizza la ditta individuale è che si tratta di una attività economica estremamente semplice da costituire, dato che non si deve sottostare a obblighi di legge rigidi e servono pochi step per poterla aprire.

Nello specifico, se ci si chiede come aprire un’impresa individuale, la risposta è semplicemente andando ad aprire una partita IVA.  Per aprire la partita IVA ci si deve rivolgere all’Agenzia delle Entrate che è l’ente preposto per questo tipo di pratica.

 

 

Il tutto ha un costo molto basso e servirà per avviare l’attività. Dopo aver aperto la p. IVA e aver chiesto licenze e autorizzazioni, sarà fondamentale andare a iscrivere l’azienda nel registro delle imprese che si trova presso la Camera di Commercio del proprio capoluogo di provincia. Per fare questo verrà richiesto il pagamento di una somma che dovrà poi essere versata con cadenza annuale per confermare la permanenza nel registro.

A chi conviene la forma ditta individuale

 Quando e a chi conviene aprire una impresa individuale?  Come abbiamo detto, questo tipo di ditta non richiede un lungo iter per essere aperta, così come non richiede il versamento di un capitale sociale iniziale. Proprio per questo motivo, ci sono dei casi in cui calza proprio a pennello.

Per essere più specifici, tutti quei mestieri che ammettono la presenza di un unico titolare possono potenzialmente portare alla nascita di una impresa individuale.

Commercialisti, avvocati, ingegneri e, ancora, consulenti marketing, medici, massaggiatori, estetiste, elettricisti e molti altri possono aprire una ditta individuale e usufruire dei tanti vantaggi a essa connessi.

I vantaggi della ditta individuale

 Dopo aver tracciato il quadro generale, è utile entrare nello specifico, andando a mettere sul piatto della bilancia quelli che sono i pro e i contro dell’impresa ditta individuale, i vantaggiindividuale.

Partendo dai vantaggi, c’è indubbiamente da dire che si tratta di una azienda che si può aprire facilmente, dato che basta la sola iscrizione alla Camera di Commercio e l’apertura della p. IVA.

Inoltre, il tutto è fattibile in tempi veramente ridotti e, soprattutto, i costi sono pochi. Ma non è tutto: anche da punto di vista della contabilità aziendale è tutto molto più semplice, dato che ci sono pochissimi oneri amministrativi, pochissimi oneri fiscali.

L’imprenditore, che da solo gestisce il tutto, è l’unico che ha potere decisionale e, pertanto, non deve avere a che fare con un consiglio di amministrazione o con degli altri organi decisionali tipici di altre forme di azienda che potrebbero bloccare o rallentare l’iter decisionale. Tutto ciò, quindi, porta a prendere delle decisioni in autonomia e questo è uno dei principali vantaggi. Inoltre, ci sono costi di gestione limitatissimi e non si deve redigere il bilancio di fine anno.

Tutti questi vantaggi sono da tenere in considerazione e, sicuramente, spingono moltissimi lavoratori autonomi a propendere per questo tipo di azienda. Ma ci sono anche degli svantaggi e andremo a elencarli, in modo tale da rendere ancora più chiaro il quadro.

Il primo, grande svantaggio è che l’imprenditore ha una responsabilità illimitata anche nei confronti dei creditori. Quando ci sono debiti non pagati, quindi, quest’ultimo dovrà pagare con il suo patrimonio personale. Inoltre, l’imprenditore è l’unico che mette delle risorse nell’impresa e tutto ciò non gli permette di avere una solida credibilità nel momento in cui va a chiedere delle sovvenzioni o degli aiuti a enti creditizi. Altro svantaggio, che è il risvolto della medaglia, è che non ha nessuno con cui confrontarsi, perché non ci sono altri soci.

 

 

Prima di decidere se aprire o meno un’azienda di questo tipo, consigliamo di mettere sul piatto della bilancia tutti i pro e i contro, andando così a decidere se è utile o meno per il proprio caso e per la propria situazione lavorativa. Solo dopo averlo fatto, si consiglia di procedere con l’eventuale apertura di questa tipologia di ditta.

C’è da dire che la ditta individuale potrebbe essere considerata come un valido punto di partenza per mettere in piedi e rendere concreta un’idea vincente che, con il passare del tempo, potrebbe evolversi e trasformarsi in altre forme di impresa più articolate ma anche più redditizie.

   

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