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Delega Fiscale: scopriamo di cosa si tratta

Delega Fiscale

Spesso capita, leggendo il giornale o ascoltando il Tg, di sentire parlare di “delega fiscale”. Non tutti però sano che cosa sia. In questo articolo ci concentriamo proprio su questo concetto.

Che cos’è la delega fiscale?

Essa rappresenta un disegno di legge con il quale il Parlamento conferisce al Governo la possibilità di effettuare  interventi sul sistema fiscale italiano. In particolare la legge numero 23 del 2014 ha conferito al potere esecutivo una delega volta al raggiungimento di un sistema fiscale più equo e indirizzato alla crescita attraverso l’emanazione di una serie di decreti attuativi.

 

 

Alcuni dei decreti legislativi che sono già stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale sono relativi alla semplificazione del sistema, in particolare in ambito di tassazione dei tabacchi, commissioni censuarie, alla fattura elettronica, all’ abuso del diritto, e all’internalizzazione delle imprese.

Altri obiettivi della delega fiscale sono legati alle agenzie fiscali, alla riscossione, alla riforma delle sanzioni sia tributarie che penali, al contenzioso e infine al monitoraggio dell’evasione fiscale.

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Delega fiscale inizio

La prima operazione che ha portato a questo disegno di legge si è verificato, come anticipato, nel 2014, più precisamente il 27 febbraio. In tale data la Camera dei Deputati si è espressa votando con 309 voti a favore del progetto, mentre ci sono stati 99 astenuti.

Ma dove viene disciplinata la delega fiscale? La disciplina a quest’ambito si trova nella Costituzione stessa, all’articolo 76: qui si può leggere che tale funzione permette al Parlamento di concedere al potere esecutivo funzioni legislative, le quali devono attuarsi dietro decreti ben definiti che rispettino i tempi stabiliti.

 

 

La caratteristica della delega fiscale, dunque, è che non prevede la conversione entro i 60 giorni da parte del Parlamento. Il parere delle commissioni parlamentari di competenza è obbligatorio ma non è vincolante  circa l’attuazione del decreto attuativo.

Legge fiscale 2016: obiettivi e limiti

Durante quest’anno, proprio con l’obiettivo di promuovere un fisco più trasparente e efficiente, alla legge di stabilità è stata affiancata la delega fiscale.

Infatti il Consiglio dei ministri ha già approvato gli ultimi cinque decreti attuativi e inizia a mettere in gioco la scacchiera su cui lavorare per i prossimi interventi. Dunque quali sono gli ambiti toccati dalla delega fiscale? Lo scopo di queste operazioni di delega è quello di incidere positivamente sulla crescita e tagliare e ridurre la spesa improduttiva, in modo da limitare anche il carico tributario sui contribuenti.

In che modo saranno attuate azioni di semplificazione e risparmio? Innanzitutto attraverso operazioni di controllo delle dichiarazioni che l’Agenzia delle Entrate annualmente trasmette (spese mediche e sanitarie di vario genere, oneri contributivi e altri documenti giustificativi di detrazioni e oneri deducibili sostenuti dai contribuenti).

Velocizzare e rendere più efficienti tali controlli permetterebbe al Fisco di richiedere ai soggetti inadempienti  le imposte dovute, maggiorate di varie sanzioni e relativi interessi.

Un limite di questo tentativo di semplificazione, però, è implicito nel processo stesso: ottenere la documentazione utile a costruire il quadro relativo ai precedenti periodi di imposta potrebbe rivelarsi un’azione non semplice. Il rischio è che il Fisco emetta atti infondati e quindi destinati all’annullamento qualora il contribuente non possa soddisfare, seppur in ritardo, le richieste dell’Agenzia in vista del saldo della dichiarazione.

Tale annullamento significherebbe un appesantimento del lavoro che spetta all’Ufficio di controllo, anziché uno snellimento delle operazioni. Naturalmente ciò comporterebbe un aumento delle spese amministrative e quindi l’allontanamento dagli obiettivi iniziali.

Sulla base di ciò la legge di Stabilità 2016 ha visto annoverarsi tra i suoi compiti, oltre a quello di organizzare il calendario fiscale delle scadenze, anche quello di normare i tempi di controllo così da permettere agli operatori di poter usufruire di tempi più agevoli per rispondere al Fisco. Tra le semplificazioni messe in atto dalla delega fiscale vi è anche quella di inviare dei preavvisi di irregolarità, così da consentire ai contribuenti di regolarizzare la loro posizione prima che il Fisco debba muoversi. Dal momento della notifica dell’atto, per poter usufruire del pagamento della sanzione ridotta del 10%,  sono concessi soltanto 30 giorni: anche questa è una tempistica da rivalutare.

Principi generali legge delega

Riassumendo quanto detto sinora, la legge delega sul fisco ha come intento quello di formulare alcuni principi fondamentali volti a rinnovare il sistema di imposizione nazionale, a cominciare dall’omogeneizzazione della disciplina degli obblighi fiscali, alla semplificazione degli adempimenti da parte di chi è tassato e all’armonizzazione delle funzioni in ambito d’imposta.

Lo scopo rimane comunque quello di vedere uno sgravio della pressione fiscale sui contribuenti.

Per questo uno degli obiettivi perseguiti è quello della lotta all’evasione fiscale, attraverso la scelta di nuovi limiti nell’uso del contante, dando priorità al pagamento elettronico e rafforzando la tracciabilità dei pagamenti.

Nel versante penale sono rivalutati i criteri del sistema punitivo, sottolineando la gravità degli atti fraudolenti e della contraffazione di documenti.  Un altro principio della legge delega si basa sull’unificazione al principio guida di abuso del diritto, in riferimento al ricorso personalistico e strumentale di strumenti del diritto, così da ottenere sconti fiscali.

La tutela del contribuente è un altro principio al centro delle innovazioni delegate al Governo: il sistema più flessibile di contenzioso che si è pensato apre la porta anche alla conciliazione come possibile risoluzione delle controversie con il fisco, evitando così al contribuente di dover pagare un assistente e promuovendo le competenze facenti parte delle commissioni tributarie.

La legge delega del 2014 ha come obiettivo anche quello di ridefinire la gravità fiscale sui redditi aziendali: l’imposizione fiscale vuole essere inglobata nell’Ires, attraverso un’apposita aliquota proporzionale.

Anche il gioco d’azzardo è oggetto della legge delega, la quale ha stabilito la necessità di redigere un Codice in grado di vietare la pubblicità dei giochi d’azzardo.  Infine la legge in questione si è occupata della riforma del catasto e della tutela dell’ambiente.

Per quanto riguarda il catasto, al momento dell’approvazione della legge delega è stato messo in conto un periodo di almeno 5 anni per ridefinire i milioni di immobili presenti in Italia secondo il nuovo criterio di classificazione, il quale non si basa sui vani disponibili ma sulla metratura quadrata degli immobili: ciò permetterà di considerare il valore dell’immobile in senso stretto.

Per quanto riguarda l’ambiente, invece, la delega vuole impostare il consumo sostenibile, attuando la direttiva europea che richiede di aggiornare i meccanismi di imposizione a seconda del tasso di inquinamento.

 

 

Conclusioni

Abbiamo analizzato la legge delega sia generalmente che da un punto di vista prettamente fiscale: in relazione a questo ultimo punto vogliamo concludere affermando che la razionalizzazione del sistema fiscale è stata impostata in modo che essa non determini nuove spese per la finanza pubblica né un aumento della pressione fiscale complessiva a carico dei soggetti contribuenti.

   

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