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Contributo IVS 2018: Cos’è e come va pagato per autonomi e dipendenti

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Cosa si intende quando si sente parlare di contributo IVS, come si richiede e chi ne ha diritto? Scopriamo tutto quello che c’è da sapere in merito, nel più semplice dei modi possibili!

Contributo IVS: cos’è e come si richiede

Il contributo IVS 2018 è quella contribuzione obbligatoria che deve essere corrisposta all’INPS o alle gestioni speciali. Si tratta, nello specifico, di una quota che viene trattenuta in busta paga o, in base ai casi, viene versata direttamente dal lavoratore per l’assicurazione invalidità, vecchiaia, superstiti.

 

 

Ciò significa che, successivamente l’INPS è tenuta ad erogare una somma in caso di inabilità, anzianità o morte del lavoratore.

Quello che deve essere specificato, però, è che non c’è una quota fissa per questo contributo! Infatti, questa varia in percentuale in base a quella che è la categoria di appartenenza del lavoratore.

Ecco, quindi, che è utile conoscere questo dato per poter calcolare l’ammontare del contributo che deve essere corrisposto annualmente.

Inoltre, l’INPS procede, con cadenza annuale, a rinnovare le aliquote contributive, così come altri parametri quali il reddito minimo e massimo vigente per quel periodo di imposta, nonché il reddito di fascia. Solo dopo aver calcolato tutto ciò, si passa al calcolo del contributo IVS vero e proprio.

Chi deve pagare il contributo IVS?

Vediamo, quindi, quali sono le classi di lavoratori che devono pagare il suddetto contributo all’INPS. Si deve, quindi, fare presente che questo deve essere pagato dai lavoratori dipendenti del settore privato, così come anche apprendisti, dagli artisti dello spettacolo, dai collaboratori autonomi iscritti alla gestione separata, dagli artigiani e commercianti, dai giornalisti iscritti all’INPGI, ma anche da mezzadri, coloni, IAP e coltivatori diretti. Per i subordinati, apprendisti e collaboratori, il contributo IVS viene trattenuto direttamente un busta paga.

I lavoratori autonomi, invece, dovranno versarlo tramite il modello F24 entro delle determinate date!

E i dipendenti pubblici? Questa categoria risulta essere esclusa dal pagamento del contributo di cui si parla.

Dipendenti privati e contributo IVS

Entrando nel dettaglio, ecco tutto quello che si deve sapere sul contributo IVS per subordinati. Chi è in possesso di un contratto, essendo occupato in un’azienda a tempo determinato o indeterminato, deve versare il contributo di cui parliamo e questo è ai fini pensionistici.

 

 

Dal 2007 in poi, la percentuale del contributo che il lavoratore è obbligato a pagare è aumentata dello 0,30%. Tuttavia, misura massima della contribuzione pensionistica complessivamente dovuta dal datore di lavoro e lavoratore non può in alcun caso andare oltre la soglia del 33%.  Nella propria busta paga, il lavoratore troverà, quindi, una voce specifica, relativa al contributo IVS.

Contributo IVS artigiani e commercianti

Stando a quanto legiferato, gli autonomi artigiani e commercianti e loro collaboratori sono obbligati a pagare il contributo IVS e l’bbligo concerne anche quelli che sono i familiari che vengono impiegati nell’azienda in modo continuativo.

Tra questi rientrano sia il coniuge che i parenti entro il III° grado e gli affini entro il II°. Devono, inoltre, effettuare il versamento dei contributi anche i soci, i soci di società in accomandita semplice, unico socio o soci SRL.

Contributo IVS coltivatori diretti, coloni, mezzadri e IAP

coltivatori diretti, coloni, mezzadri e IAP, imprenditori agricoli professionali, il contributo IVS va calcolato sulla base di 3 fattori che sono:

1) ubicazione geografica dell’impresa, dato che se questa è localizzata in zone montane o svantaggiate sono previste delle facilitazioni;

2) fascia di reddito dell’azienda;

3) età del contribuente se maggiore o minore di 21 anni.

Contributo IVS gestione separata

In questo caso, coloro i quali sono iscritti alla gestione separata, professionisti e collaboratori versano il contributo IVS in base alle aliquote fissate dall’Istituto! Ecco tutto quello che si deve sapere!

  • Collaboratori occasionali, a progetto e venditori porta a porta non iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria o titolari di trattamento pensionistico: se iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria o titolari di trattamento pensionistico, il contributo da pagare è del 24%. Il calcolo viene effettuato in base al reddito minimo e massimo, così come deciso dall’INPS su base annuale. Il versamento lo deve fare il committente ed è, successivamente, ripartito con il collaboratore.
  • Autonomi e professionisti iscritti alla gestione separata: in questo caso i contributi sono totalmente a carico delle figure professionali, dato che non c’è committente.

Come si nota, non c’è una regola generale in merito al contributo IVS, che viene pagato dalle categorie sopra specificate in base a diverse regole.

Le percentuali, come detto, sono calcolate dall’INPS su base annua e tengono conto di diversi fattori, tutti molto importanti.

 

 

Risulta, quindi, utile conoscere tutti quelli che sono i dettagli necessari per andare a calcolare il contributo IVS a cui si è assoggettati, sempre se si rientra nelle categorie di cui sopra!