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Il contratto di studi professionali: le novità del 2017

Contrato studi professionali

Se siete titolari oppure soci od associati di uno studio professionale, ma anche se siete collaboratori o lavoratori dipendenti, potreste desiderare di conoscere le novità degli ultimi mesi in materia di contratto CCNL per gli studi professionali.

Si tratta della contrattazione ideata appositamente per tutelare e disciplinare queste figure all’interno dello Studio di lavoro.

Il CCNL degli studi professionali viene stipulato da Confprofessione insieme alle Organizzazioni Sindacali Uiltucs, Filcams Cgil e Fisascat Cisl: come anticipato, esso vuole rappresentare una forma completa di tutela per quei lavoratori impiegati nel settore sopraindicato, per questo si pone l’obiettivo di realizzare una disciplina completa dei rapporti di lavoro.

In questo modo riesce a adeguare e mettere in equilibrio i bisogni sia del datore di lavoro  che quelle private (tempo libero, salute, integrità psicologica e sociale) del lavoratore.

Esso è quindi il contratto di riferimento da applicarsi ad ogni struttura professionale, comprese quelle che svolgono l’attività sotto forma di studio associato o tramite forme societarie.

 

 

Ma quali sono le novità degli ultimi mesi? Lo vediamo nel prossimo paragrafo.

Novità del CCNL Studi Professionali 2017

Le novità del Contratto Nazionale per gli Studi Professionali hanno previsto un aumento del salario per il prossimo triennio pari a 85 euro a regime per il terzo livello.

Tale aumento va a vantaggio di un milione e mezzo tra lavoratori subordinati, praticanti e professionisti di studio.

Gli studi in questione sono quelli dei notai e di avvocati, a anche di studi dentistici, medici ingegneristici e di architettura, commercialisti e consulenti del lavoro.

Confprofessioni e i sindacati sopracitati hanno infatti messo a punto l’accordo che prevede il nuovo contratto, il quale è entrato in vigore dal 1 aprile 2015 e sarà valido fino al 31 marzo 2018.

Tra le novità troviamo l’estensione delle tutele ai datori di lavoro professionisti in uno studio, i quali hanno ora la possibilità di usufruire di una copertura di assistenza sia sanitaria che antinfortunistica.

 

 

Non solo: le tutele di welfare contrattuale sono state ampliate ed estese anche ai collaboratori e praticanti.

Altre novità, in breve, sono la rappresentanza contrattuale (in quanto Confprofessioni rimane l’unica rappresentanza datoriale), il trattamento economico (di 85 euro per il III livello, suddiviso in cinque tranches, come anticipato), l’introduzione della copertura di assistenza.

Inoltre è stato sottolineato e potenziato il concetto della bilateralità, tramite l’attivazione di un fondo per il sostegno al reddito dei lavoratori di studi professionali che stanno attraversando un periodo di crisi, oltre al rimborso al datore di lavoro del 50% della retribuzione derivante dalla concessione del permesso studio ai lavoratori.

Incentivata la costituzione di articolazioni territoriali dell’ente bilaterale nazionale, denominati sportelli, per la gestione del mercato del lavoro.

Altre novità sono il rilancio del II livello di contrattazione (grazie alla possibilità di realizzare intese a favore di una regolazione dell’attività lavorativa più vicina ai bisogni dei datori di lavoro e un maggior coinvolgimento delle delegazioni territoriali nella disciplina del rapporto di lavoro), e, per quanto riguarda i contratti di lavoro stessi, la possibilità di attivare un grande numero di contratti a tempo determinato senza l’obbligo di rispettare gli intervalli di tempo tra differenti contratti a termine, senza contare la promozione della flessibilità tramite nuove regole circa il lavoro intermittente.

In ambito di apprendistato, poi, è stata favorita la semplificazione degli obblighi formativi, diminuendo le ore formative.

Inoltre un’altra importante novità è da ricondursi alla contrattazione di reimpiego: si intende che per 30 mesi è possibile retribuire soggetti con più di 50 anni che si trovino disoccupati da molto tempo, cin uno stipendio di ingresso più basso rispetto a quello di base previsto dal Ccnl.

Infine è garantito il rilancio del telelavoro, così da rendere possibile la conciliazione dei tempi di vita con quelli di lavoro, ed è stato revisionato il regime dei permessi per lo studio e per le nuove assunzioni. In ultimo sono state concordate con Confprofessioni le modifiche relative alla classificazione del personale.

In conclusione

Abbiamo quindi visto che le novità introdotte dalla nuova contrattazione CCNL sono moltissime: tra di esse troviamo il congedo parentale ad ore, gli aumenti retributivi con decorrenza dal mese di aprile 2015, di gennaio e settembre 2016, e di marzo e settembre 2017.

Non ultimo è importante lo spazio lasciato alle assunzioni agevolate per gli over 50.

Il nuovo contratto, poi, prevede un aumento salariale pari ad 85 euro a regime per il terzo livello, che vede coinvolti un milione e mezzo tra lavoratori subordinati, praticanti e professionisti di studio.

 

 

Quindi è la prima volta che possiamo vedere i liberi professionisti coinvolti nelle coperture di welfare contrattuale, una vera e propria novità che favorisce l’inserimento nel mondo lavorativo e la tutela di soggetti sinora svantaggiati (come apprendisti e disoccupati/inoccupati over 50), senza contare l’innovativo fondo a favore del sostegno al reddito dei lavoratori di studi professionali che attraversano una fase critica e il rimborso del 50% della retribuzione derivante dalla concessione del permesso studio ai lavoratori garantito al datore di lavoro.

   

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