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Contratto in somministrazione nel 2017: aggiornamenti e novità

Contratto in somministrazione 2017

Volete sapere come funziona il contratto in somministrazione nel 2017? In questo articolo approfondiamo questo tema.

Il contratto di somministrazione è l’ex lavoro interinale: tramite tale forma contrattuale i soggetti coinvolti restano sempre sotto le direttive e le responsabilità dell’agenzia somministratrice di lavoro.

Il Jobs Act promosso dalla riforma del Governo Renzi ha permesso di introdurre diverse novità in materia di somministrazione di lavoro a tempo indeterminato, ora chiamato con il nome “staff leasing”.

Tra queste novità citiamo l’abolizione delle causali, l’ampliamento ai campi di applicazione della formula contrattuale in questione e la fissazione del limite del 20% rispetto ai dipendenti a tempo indeterminato sui contratti di somministrazione che un’azienda può stipulare.

 

 

Contratto di somministrazione: definizione

Vediamo ora di capire che cosa sia il contratto di somministrazione, ossia l’ex lavoro interinale. Si tratta di una formula contrattuale che è rimasta in vigore in seguito all’approvazione e all’entrata in vigore della riforma del lavoro Jobs Act legata al riordino dei vari tipi di contratti di lavoro.

Insieme ad esso troviamo il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, a tempo determinato, il cococo, il lavoro di apprendistato, quello accessorio e a chiamata.

Nel contratto in somministrazione intervengono il somministratore (agenzia autorizzata, ex agenzia interinale), l’utilizzatore ( il datore di lavoro) e il lavoratore (prestatore d’opera, impiegato dall’agenzia a nome del datore).

Il contratto lega queste tre figure: in particolare troviamo un contratto di somministrazione tra l’azienda e l’agenzia e uno di subordinazione tra l’agenzia ed il lavoratore.

Entrambi questi due contratti possono essere a tempo indeterminato o determinato e si possono attivare in qualunque ambito lavorativo, eccezion fatta per la Pubblica Amministrazione: quest’ultima ha la facoltà di sottoscrivere soltanto contratti di somministrazione a tempo determinato.

La validità di questo contratto (e non solo) è sancita dalla forma scritta, che conferisce valore sia legale che fiscale. In caso contrario il lavoratore verrà considerato per legge come dipendente dell’impresa utilizzatrice.

Infine lo stipendio e i relativi contributi vengono versati dall’agenzia, che si appresta a versali nelle case di INPS e INAIL. L’agenzia riceve poi il rimborso della spesa sostenuta dall’utilizzatore.

Staff Leasing: contratto di somministrazione 2017 a tempo indeterminato

Vediamo i dettagli del contratto di somministrazione a tempo indeterminato (staff leasing) nel 2017. Esso ha subito modifiche in seguito all’approvazione del decreto attuativo Jobs Act 81/2015, in vigore a partire dal 24 giugno 2015.

Prima di tale data il lavoro in somministrazione a tempo indeterminato era stipulabile esclusivamente nel settore informatico, nel settore si pulizia, custodia e portineria, nel caso di trasporto di persone, macchinari o merci e nella gestione di biblioteche, archivi, magazzini, parchi o musei.

Non solo, era possibile stipularlo per la consulenza direzionale, marketing, call center, per l’avvio e gestione di attività imprenditoriali e le costruzioni edili e cantieri navali, per i casi di assistenza e cura dei soggetti con problemi e negli altri casi previsti dal CCNL.

Grazie alle ultime modifiche, a partire da giugno 2015 il contratto di somministrazione può essere applicato a qualunque lavoro, senza discriminazione alcuna circa la tipologia dei lavoratori.

Vi è un limite per le aziende utilizzatrici, anticipato nei precedenti paragrafi, ossia il rispetto del limite del 20% tra il numero di lavoratori impiegati in azienda a tempo indeterminato rispetto a quelli assunti come parte di staff leasing.

 

 

Al lavoratore di questa categoria, assunto come dipendente subordinato dall’agenzia di lavoro come accadeva in passato, spetta un’indennità di disponibilità per ogni periodo in cui non lavora presso un utilizzatore: tale cifra si calcola tenendo conto della contrattazione collettiva di riferimento.

Non meno importante, il prestatore d’opera ha diritto al versamento dei contributi obbligatori, previsti dal decreto legislativo 276/2003: essi vanno calcolati in relazione alla percentuale sulla retribuzione pagata al personale in somministrazione.

Contratto di somministrazione a tempo determinato nel 2017

Abbiamo visto che nel caso del contratto staff leasing è stata prevista dal 2015 l’abolizione dall’obbligo di indicare la causale da parte dell’utilizzatore. Invece per il lavoro in somministrazione a tempo determinato esso era già in vigore, più precisamente dalla data di marzo 2014: ciò era stato stabilito così da permettere di giustificare la durata stabilita del contratto lavorativo.

Oggi troviamo in tale ambito gli obblighi legati all’indicazione e comunicazione al lavoratore della durata e delle date dell’attività lavorativa.

Tali informazioni vanno concesse e specificate in forma scritta prima dell’avvio dell’attività, durante la stipulazione contrattuale.

Il contratto non può superare i 36 mesi, entro i quali il limite massimo di proroghe concesso è massimo di 5 volte. Se si superano il contratto diviene indeterminato.

Contratto somministrazione lavoro retribuzione

Il Ministero del lavoro ha stabilito chiaramente che tra il lavoratore in somministrazione e un dipendente (entrambi sia a tempo determinato che indeterminato) lavoranti nella stessa impresa o con lo stesso contratto nazionale vi è il principio di parità, in base al quale.

Ciò implica che la retribuzione per il lavoro somministrazione viene calcolata tenendo in considerazione livello o la categoria di CCNL applicate delle agenzie di somministrazione.

Inoltre i permessi e le ferie, malattie e infortuni sono anch’essi calcolati sulla base di quanto previsto dal CCNL applicato dall’impresa utilizzatrice, così come la maturazione ferie e permessi retribuiti e gli straordinari/ lavoro supplementare o notturno.

 

 

Anche altri diritti quali i premi di produzione e di risultato, la tredicesime e quattordicesima, TFR e Cessazione del contratto sono calcolati sempre tenendo a mente qual è il CCNL di riferimento.

   

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