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Cassa Integrazione in Deroga: cos’è e le ultime novità per accedere

Cassa integrazione in deroga

Cosa si intende quando si parla di cassa integrazione in deroga? Ecco tutto quello che c’è da sapere in merito a questo specifico argomento, che interessa non pochi italiani.

Prima di entrare nel vivo del discorso, si deve sottolineare che con il Jobs Act, i requisiti di accesso alla cassa integrazione sono diventati ancora più restrittivi ed è stata introdotta anche una nuova durata del sussidio. Per questo motivo, si andranno ad analizzare anche tutte le novità CIGD 2018.

 

 

Cos’è la Cassa Integrazione in Deroga

Vediamo, quindi, di capire cos’è la Cassa Integrazione in Deroga. La prima cosa da fare, quindi, è andare a definire di cosa si sta parlando. La CIGD (acronimo per definire questa tipologia di cassa integrazione) è un intervento di integrazione salariale a sostegno di quelle imprese che sono impossibilitate a ricorrere agli strumenti ordinari. Questo può accadere sia perché ne sono state escluse sin dal principio, sia perché hanno esaurito il periodo di fruizione delle stesse.

Questo è quanto si legge sul sito dell’INPS che specifica anche che la misura della CIGD è concessa dalla regione o provincia autonoma con determina, se la richiesta d’intervento arriva da unità produttive le cui sedi sono tutte in un’unica regione o provincia autonoma. Se, invece, si tratta di aziende plurilocalizzate, invece, viene concessa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con decreto.

A questo punto, ci si deve domandare a chi spetta usufruire di questa misura. Facendo sempre riferimento al sito ufficiale dell’INPS, si capisce che questo sussidio economico, che consta, come detto, in un’integrazione salariale può essere concessa o prorogata ai lavoratori subordinati e, nella fattispecie, a operai, impiegati e quadri, ivi compresi gli apprendisti e i lavoratori somministrati, che, alla data di inizio del periodo di riferimento, hanno maturato un’anzianità lavorativa di almeno 12 mesi presso l’impresa stessa.

Tutte le novità in merito alla Cassa Integrazione in Deroga

Vediamo, quindi, quali sono le novità degne di nota. Iniziamo con il dire che con il Decreto 83473 del 01/08/2014 i requisiti di accesso alla cassa integrazione in deroga sono diventati più restrittivi. Ad esempio, dopo tale data, la CIGD non verrà più concessa se si è dinanzi a un caso di cessazione dell’attività dell’impresa o di una parte di essa.

Invece, potranno richiedere il sussidio solo le imprese di cui all’articolo 2082 del codice civile, ma non gli studi professionali e le associazioni.

Si fa presente anche che, prima di fare domanda per ricevere il sussidio in questione, le aziende dovranno aver fatto uso di quelli che sono gli strumenti ordinari di flessibilità.

 

 

Si tratta di correzioni importanti, che hanno cambiato le modalità e i requisiti di accesso a questa misura.

Cassa Integrazione in Deroga: come si calcola e importi

80% della retribuzione e sono compresi anche gli eventuali ratei di mensilità aggiuntive, che il dipendente avrebbe percepito per le ore di lavoro che non sono state non prestate tra le ore zero e il limite dell’orario contrattuale. In ogni caso, non si può andare oltre le 40 ore settimanali. Altro limite da tenere sempre a mente è che l’importo della prestazione non deve mai superare un limite massimo mensile, che verrà rimodulato con cadenza annuale.

Si deve altresì notare che il lavoratore che usufruisce di questa indennità può svolgere delle prestazioni di lavoro accessorio senza perdere il diritto a percepirla, ma si deve sempre tenere presente che, nello specifico caso, il limite massimo annuale è di 3.000 euro e questa cifra non può essere superata, altrimenti si perde il diritto alla CIGD.

Inoltre, il lavoratore deve sempre comunicare all’INPS lo svolgimento di una attività retribuita, altrimenti va a decadere dal diritto.

Quando va fatta la domanda per la Cassa Integrazione in Deroga? Si deve specificare che questa essere presentata all’INPS entro 20 giorni dalla data in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro.

Si devono allegare alla istanza sia il verbale di accordo sindacale, che l’elenco dei lavoratori che vengono colpiti dalla misura. Le modalità cambiano in base alla tipologia di azienda che ne fa richiesta.

 

 

Se si tratta, infatti, di una azienda con unità produttiva in un’unica regione o provincia autonoma, la domanda CIGD deve essere presentata online all’INPS. Esiste, a tal proposito, la piattaforma Digiweb, che è specificamente adibita a questo. Inoltre, si può presentare il modello IG/15 deroga (cod. SR100) alla Regione di competenza. Se, invece, si tratta di azienda con unità produttive plurilocalizzate, allora si deve fare istanza al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Alla luce di quanto detto, si deve ricordare che il lavoratore in CIGD ha degli obblighi. Questo deve, infatti, partecipare attivamente a delle politiche attive. Se, ad esempio, non frequenta quelli che sono i corsi della regione o le varie politiche attive del Centro per l’impiego, perde il diritto all’indennità e questo perché si tratta di misure che puntano alla riqualificazione dello stesso.