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Calcolo Termini processuali: impariamo a conoscerli

Calcolo Termini processuali

All’interno di questo appuntamento, provvederemo a fornirvi una guida semplice per aiutarvi a comprendere il calcolo dei termini processuali.

Con termine processuale, si intende un periodo di tempo entro il quale dovrà essere svolta una determinata attività processuale, quindi atti che fanno parte di un processo, con una modalità acceleratoria, ossia entro un determinato momento, o con modalità dilatoria, ossia dopo un determinato momento.

Sono regolati dal codice di procedura civile italiano, in particolare gli articoli da 152 a 155. Sono da distinguere dai termini sostanziali, ossia quelli di prescrizione e decadenza, con i primi indichiamo la perdita di un diritto a causa del mancato compimento, per decadenza indichiamo l’estinzione qualora l’atto non venga compiuto entro un termine.

 

 

Cosa sono i termini processuali?

Dire termine processuale è molto generico, con questo si può infatti parlare di termini legali, ossia dei periodi di tempo stabiliti da leggi, o di termini giudiziari, termini stabiliti dal giudice in base ad una previsione di legge.

I termini processuali possono ancora essere suddivisi in: termini dilatori, termini perentori e termini ordinatori.

  • I termini dilatori rappresentano il periodo di tempo che intercorre tra un atto ed un effetto giuridico. Si tratta di un periodo fisso, e solo dopo questo tempo, l’atto può essere compiuto o può generare un effetto, quindi identificano un momento a partire dal quale è possibile compiere un atto. Un esempio di termine dilatorio è la citazione in giudizio, l’effetto è l’essere convocati a testimoniare. Questi, in casi previsti dalla legge, possono subire delle modificazioni.
  • I termini perentori sono dichiarati tali dalla legge o dal giudice, impongono un momento entro il quale è possibile compiere un determinato atto, che se non compiuto entro il tempo stabilito, causa la decadenza della facoltà di compierlo, tranne che non venga dimostrato che la decadenza è dovuta a cause non imputabili al soggetto ed in questo caso il giudice potrà rinnovare il termine. Per legge, questi non possono essere prorogati, ne abbreviati.
  • I termini ordinatori rappresentano tutti quelli che non sono dilatori o perentori e possono essere abbreviati o prorogati prima della scadenza fissata senza che l’atto decada.
 

 
Un’ultima distinzione va fatta tra i termini iniziali, che rappresentano il momento a partire dal quale si può compiere un atto, e termini finali, che invece rappresentano il momento dal quale non si può più compiere un determinato atto.

Come si calcolano i termini processuali?

È il codice di procedura civile, in particolare l’articolo 155 a disciplinare le modalità di calcolo dei termini, che si differenziano soprattutto in base a se i termini sono in giorni o ore o in mesi o anni.

Se i termini sono a ore o giorni, va esclusa l’ora o il giorno iniziale, a meno che non si tratti dei cosiddetti termini in giorni liberi, caso in cui oltre al giorno iniziale, va escluso anche quello finale.

Se i termini sono a mesi o anni, il calcolo segue il normale calendario, la scadenza si ha dunque con il concludersi del giorno del mese o del giorno dell’anno successivo rispetto a quello iniziale, cioè di quando è stato posto il termine, se quindi ad esempio il termine è stato posto ad un anno dal 15 Febbraio, scadrà il 15 Febbraio dell’anno successivo.

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Vi sono delle informazioni importanti da considerare nel calcolo dei termini processuali?

I giorni festivi vengono ovviamente vengono contati nel totale, salvo che il giorno festivo non coincida con l’ultimo giorno, quindi quello di scadenza, in questo caso la scadenza è per legge prorogata al primo giorno non festivo che segue. Ad esempio se il nostro termine processuale scade il giorno di Pasqua, la sua scadenza è rimandata al martedì dopo Pasqua, quindi al primo giorno utile e non festivo dopo la scadenza.

Quali sono i giorni festivi nel calcolo dei termini processuali?

Sono ritenuti giorni festivi le domeniche, il 1° Gennaio, il 6 Gennaio, il Lunedì dopo Pasqua, il 25 aprile, il 1° Maggio, il due Giugno, il 15 Agosto, il 1° Novembre, ed infine 8, 25 e 26 dicembre. Il sabato non è considerato un giorno festivo ma feriale, dunque non è da escludere dal conteggio dei giorni e qualora un termine decorre il sabato, l’atto dovrà essere compiuto entro il giorno stesso e non oltre, a pena di decadenza, tranne che questo non venga svolto in udienza.

I termini processuali vengono, tranne che per alcune eccezioni, sospesi durante il periodo estivo, dal 1° Agosto al 15 settembre, giorni che non vengono calcolati nel conteggio, tranne nel caso di urgenza, quindi di casi che provocherebbero un danno se rimandati, dove non si calcolerà la sospensione e quindi verranno calcolati anche questi giorni.

Termini processuali che rientrano in quelli particolarmente urgenti sono quelli che riguardano controversie lavorative e previdenziali, sfratto, revoca di fallimento , cause alimentari ed altro.

Mettendo in pratica la sospensione, se ad esempio un termine scade l’anno successivo e rientra nei casi in cui è sospendibile, all’anno vanno aggiunti i 46 giorni che vanno dal 1° Agosto al 15 Settembre.

Nel caso di eventi eccezionali che non permettono il funzionamento regolare degli uffici giudiziari, il Ministro della Giustizia, può prorogare i termini di 15 giorni oltre la data di decadenza.

A cosa va incontro chi non rispetta i termini?

Il non rispetto dei termini processuali, comporta la decadenza di questi ultimi, quindi l’impossibilità di poter compiere quel determinato atto per cui era stato posto il termine, generalmente la decadenza è irreversibile, anche per i termini ordinatori, che possono essere prorogati prima della scadenza, ma non dopo.

Qualora però la decadenza sia stata causata dall’incapacità di compiere quel determinato atto per cause non imputabili al soggetto, è possibile chiedere al giudice che vengano rimessi i termini, questo valuterà la causa dell’incapacità e deciderà se rimettere il termine o meno.

 

 

Per facilitare il lavoro a coloro che temono di non calcolare bene i tempi, esistono dei siti internet o delle app per smartphone, che permettono il calcolo dei termini processuali, tenendo in considerazione le festività e la sospensione.

Sono semplicissime da utilizzare, va infatti inserito il tipo di termine processuale, il giorno di inizio ed il termine, calcolando il tutto in pochissimi secondi.

   

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