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Articolo 642 Codice Procedura civile: cos’è e cosa prevede

Art 642 Cpc

L’articolo 642 del codice di procedura civile parla di esecuzione provvisoria.

Il testo è il seguente:

“Se il credito è fondato su cambiale, assegno bancario, assegno circolare, certificato di liquidazione di borsa, o su atto ricevuto da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato, il giudice, su istanza del ricorrente, ingiunge al debitore di pagare o consegnare senza dilazione, autorizzando in mancanza l’esecuzione provvisoria del decreto e fissando il termine ai soli effetti dell’opposizione.

L’esecuzione provvisoria può essere concessa anche se vi è pericolo di grave pregiudizio nel ritardo ovvero se il ricorrente produce documentazione sottoscritta dal debitore, comprovante il diritto fatto valere, il giudice può imporre al ricorrente una cauzione.”

In tali casi il giudice può anche autorizzare l’esecuzione senza l’osservanza del termine di cui all’articolo 482.

Suddetto articolo si trova nel Libro Quarto – Dei procedimenti speciali, Titolo Primo- Dei procedimenti sommari, Capo Primo- Del procedimento di ingiuzione.

Prima di entrare nel vivo del discorso, è fondamentale sapere che il secondo comma dell’articolo in questione è stato così modificato dall’art. 2, L. 28.12.2005, n. 263, come modificato dall’art. 39-quater, D.L. 30.12.2005, n. 273, con decorrenza dal 01.03.2006.

 

 

In un primo momento, infatti, il testo era il seguente: L’esecuzione provvisoria può essere concessa anche se vi è pericolo di grave pregiudizio nel ritardo, ma il giudice può imporre al ricorrente una cauzione.

Art 642 cpc: qualche precisazione

Si deve precisare che il procedimento di ingiunzione, altresì noto come decreto ingiuntivo, è quel procedimento speciale sommario che permette a colui il quale vanta un credito liquido, certo ed esigibile a tutti gli effetti, come dimostrato da prova scritta, di ottenere un decreto ingiuntivo che ingiunga al debitore di adempiere a quella che è la sua obbligazione.

Il tutto, naturalmente, si espleta mediante ricorso dinanzi a un giudice competente che, quindi, mette a punto il decreto di cui sopra. Chi lo riceve ha l’obbligo, entro quaranta giorni dalla ricezione della notifica, adempiere all’obbligazione.

Il creditore, entro il termine di legge, ha la facoltà di proporre opposizione, trasformando il tutto in un procedimento ordinario. In caso di mancanza di opposizione e di mancanza di pagamento, si procederà con esecuzione forzata.

Art 642 cpc: la spiegazione

Nel caso specifico in cui il credito di cui sopra sia fondato su cambiale, assegno bancario o circolare, su certificato di borsa o, ancora, su atto ricevuto da pubblico ufficiale, il giudice è tenuto a concedere la provvisoria esecuzione, escludendo così tutte quelle che sono le possibilità per una sua valutazione discrezionale.

Si noti che, in questo specifico caso, l’elenco dei casi previsti dal primo comma è assolutamente tassativo, sebbene in alcuni casi, si tende a concedere la provvisoria esecuzione anche al di là di queste ipotesi. In quali casi? Secondo una parte della giurisprudenza, questo può avvenire solo e soltanto nel caso in cui gli atti che sono alla base della domanda di ingiunzione abbiano tutte le caratteristiche dei titoli elencati.

Pertanto, si capisce che nel caso specifico di titoli privi di quelli che sono i requisiti di validità richiesti in nome della legge, questi ultimi sono da ritenersi inadatti a legittimare quella che è la provvisoria esecuzione.

 

 

Si deve anche sottolineare che, quando si parla di “atto ricevuto da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato” così come si legge espressamente nel testo, si intende quello che ha come oggetto immediato e diretto la conferma di un rapporto obbligatorio. Pertanto, non si tratta di atti qualsiasi, sebbene atti a verificare che si siano effettivamente le basi per esigere il preteso credito.

Nel comma che è stato modificato, e di cui abbiamo parlato sopra, si sottolinea un altro aspetto molto importante di questa norma. Viene infatti detto che, nel caso in cui sussista il pericolo di grave pregiudizio nel ritardo, il giudice ha la facoltà di andare a valutare in maniera discrezionale se concedere la provvisoria esecuzione al decreto concesso.

Questo avviene soprattutto nel caso in cui il debitore versi in stato di indigenza tale da far presumere la reale sussistenza di un effettivo pregiudizio per le ragioni creditizie.

 

 

Si deve anche sottolineare che se ci si ritrova dinanzi al pericolo di pregiudizio nel ritardo, il giudice ha la facoltà sia di andare a concedere la provvisoria esecutività al decreto ingiuntivo, sia di dispensare il ricorrente dall’osservare il termine dilatorio di 10 gg, come detto ex art.482, e il tutto è fattibile mediante decreto.

   

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